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Eroica Fenice

Ruqaya: la libraia che sfida il fondamentalismo

Ruqaya Fawziya, una donna straordinaria e un appassionato esempio di coraggio, cittadina dello stesso Paese che ha visto i terroristi dell’Isis saccheggiare la storica biblioteca di Mosul, arrestare i librai “infedeli” e sottoporre le donne a un durissimo regime di pregiudizi e persecuzioni. Ha 22 anni e vive a Baghdad, lunghi capelli bruni, uno sguardo energico e una laurea in Legge. Quando è nata, il suo Paese stava sopravvivendo a stento a causa degli esiti della prima Guerra del Golfo e saldamente dominava Saddam Hussein. Come tutte le bambine del mondo, giocava e custodiva un sogno nel cassetto profumato di cedro e sandalo: vendere nel suo Paese ciò che amava di più al mondo, i libri.

La sua tenacia è stata ricompensata, e adesso il venerdì mattina (giorno di festa per i musulmani) prima della preghiera, ad Al-Mutanabbi Street brulicante di librai ambulanti – tutti uomini -, che espongono i volumi sulle bancarelle in legno affastellate, finalmente spicca una giovane e caparbia donna dalle idee chiare. “All’inizio è stata dura. Non solo la mia famiglia, ma tutti quelli a cui parlavo della mia idea erano in disaccordo; la consideravano “strana” e mi sconsigliavano di realizzarla. Poi però, quando mi hanno visto entrare in questo “mondo”, hanno iniziato a sostenermi”. E oggi Ruqaya è la prima donna a vendere libri nel centro culturale e nevralgico della capitale irachena, rifugio d’intellettuali e simbolo di Baghdad. Dedicata al poeta Al-Mutanabbi, uno dei massimi esponenti della poesia araba, questa strada da sempre, in nome della cultura, ha costituito un punto d’incontro per iracheni, sunniti e sciiti, a testimonianza della possibilità di convivenza e dialogo tra le parti. Fu forse, proprio a causa di questo stimolo all’integrazione, che nel 2007 un sanguinoso attentato devastò la famosa “via dei libri”: un’autobomba uccise 27 persone, dando iniziò al triste declino dell’area. Finché un libraio di San Francisco, Beau Beausoleil, poeta e proprietario della Great Overland Book Company, decise d’intervenire. “Un attacco ai libri, in qualsiasi parte del mondo avvenga, è un qualcosa che riguarda tutti. Il sapere e la conoscenza sono beni comuni, da salvaguardare”. Così egli come dono solidale ai librai e i lettori di Baghdad, lanciò un progetto artistico itinerante, che rivitalizzò la zona e che tuttora prosegue.

La vita di Ruqaya si divide tra il lavoro presso uno studio legale, dove si occupa di diritti umani, e il suo bazar ricco e colorato. “Non sono mai stata infastidita da chi viene qui. A volte, la gente mi guarda con sorpresa, forse perché non ha familiarità con una donna che vende libri. Ma ci sono anche molte persone che, al contrario, m’incoraggiano”. E il marito di Ruqaya? Abbas la accompagna tutti i venerdì e racconta che l’ha notata proprio mentre era assorta nella lettura, durante la campagna “SONO UN IRACHENO, LEGGO”, lanciata tre anni fa da un gruppo di attivisti; “ci siamo innamorati e subito sposati. Come dote ha richiesto 500 libri e 1000 in caso di divorzio! La supporto in tutti le sue aspirazioni”. Anche il suo datore di lavoro, il libraio Sottour, ritiene Ruqaya una donna piena di coraggio: “È una grande lettrice e ama questo lavoro. Le ho proposto di lavorare in libreria, ma ha preferito sfidare le convenzioni ed insistito per vendere i libri in strada. Oggi è l’unica donna in tutta Al-Mutanabbi Street”.

Ciò che ha compiuto Ruqaya è la realizzazione di un sogno che acquista un valore ancor più emblematico di speranza, in un Iraq sotto il tiro dei miliziani, che bruciano le librerie e vendono le donne per 18 dollari. Su questo sfondo cupo, il gesto di Beau Beausoleil e la bancarella di Ruqaya espandono aria di fiducia, da saper riconoscere e condividere in un unico respiro, perché ci avvolge e unisce tutti. Più i “terroristi del pensiero” distruggeranno biblioteche, più daranno vita a pagine su pagine, senza confini di tempo e spazio: finché un essere umano sulla terra vivrà, “penserà”. 

Ruqaya: la libraia che sfida il fondamentalismo