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Eroica Fenice

#SALVIAMOPOMPEI: un appello per Pompei

#SALVIAMOPOMPEI: è l’hashtag di riferimento, proposto dall’Associazione Libreriamo Culture Help, al fine di sollecitare le istituzioni ad avere maggiore interesse nei confronti del sito archeologico di Pompei.

Culture Help è un’associazione culturale no profit, che promuove iniziative e campagne sociali, al fine “di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi di strettissima attualità, dalla legalità al diritto all’istruzione, dalla tutela del patrimonio artistico alla salvaguardia dei beni paesaggistici” (cit.).

Pompei, a seguito delle abbondanti piogge dei giorni scorsi, torna a far parlare di sé. Uno smottamento del terreno ha interessato parte del giardino della “Casa di Severus”, ubicata nella Regio VIII. Eppure l’area era stata sottoposta ad “indagini geognostiche e studî per la mitigazione del rischio idrogeologico”, indagini costate circa 105 milioni di euro! A distanza di due giorni, la “Casa del Centenario”, ubicata nella Regio IX, è stata interessata da due distacchi di porzioni di intonaco.

Già il crollo della copertura della Schola Armaturarum – verificatosi il 6 novembre 2010 – aveva riproposto all’attenzione pubblica il problema della conservazione e della fruizione dell’area archeologica di Pompei. Si trattò di un crollo dovuto alla mancanza di manutenzione e alla vulnerabilità del sito stesso, fra le cui cause vanno annoverati lo status di rudere degli elementi che costituiscono il sito, il fatto che Pompei – a partire dall’epoca del Grand Tour – sia stata scavata più di quanto fosse necessario, ma anche la scadente qualità delle murature rifatte nel secondo dopoguerra, la mancanza di manutenzione delle creste dei muri e la perdita della buona abitudine della manutenzione ordinaria.

Già nel 2011 fu messo a punto un progetto di salvaguardia dell’area archeologica, fondato sui principi della “manutenzione preventiva programmata”, cioè sulla necessità di interventi funzionali a controllare le condizioni del sito e mantenerne l’integrità e l’identità, mediante l’individuazione tempestiva dei sintomi del degrado e la messa in atto di interventi economici, ma costanti e programmati.

Il paradosso – a cui gli italiani sono, invero, abituati (ahinoi!) – sta nel fatto che sia la Regio VIII che la IX (ove si trovano, appunto, la “Casa di Severus” e la “Casa del Centenario” ) sono oggetto del programma di messa in sicurezza, previsto dal “Grande Progetto Pompei: si tratta di un progetto finanziato da fondi del FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale), che “si avvale dell’ Intesa Interistituzionale Legalità e Sicurezza del 20 Gennaio 2012 tra il Ministro della Coesione, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, il Ministro dell’Interno, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed il Presidente dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici per la sicurezza degli appalti, con la firma del Protocollo di Legalità del 5 aprile 2012.”

Gli avvenimenti degli ultimi giorni dimostrano che quanto è stato fatto per “salvare” Pompei – nonostante il dispendio di fondi europei – non è stato sufficiente (per adoperare un eufemismo…)

E l’appello continua: #SALVIAMOPOMPEI!

#SALVIAMOPOMPEI: un appello per Pompei