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Soundcloud rischia di chiudere

Soundcloud è una nota piattaforma digitale di condivisione musicale fondata nel 2008 da quelli che allora erano due semplici studenti svedesi al KTH Royal Institute of Technology, Alexander Ljung e Eric Wahlforss. La società fu fondata a Berlino e, nel corso di pochi anni, da semplice strumento attraverso il quale i musicisti emergenti potevano condividere i propri lavori musicali, è diventata un vero e proprio colosso da milioni di dollari in grado di offrire un vera esperienza editoriale. Per essere stato un progetto partito dal basso senza nessuna intenzione speculativa originale di fondo, ha raggiunto traguardi a dir poco eccezionali. Nella primavera 2012 riesce a superare la soglia di 15 milioni di utenti e firmare importanti contratti milionari con società del calibro dell’ Union Square Ventures e dell’ Index Ventures. I numeri e i bilanci degli ultimi due anni, però, non mostrano nulla di eccezionale, non in positivo almeno. La piattaforma europea di streaming musicale inizia a traballare già nel 2014 dove il report finanziario mostra ingenti perdite, pari a 39 milioni. Più della metà del fatturato di  17 milioni. Perdite che sono state compensate, in parte, grazie a importanti contratti firmati con le case discografiche della Universal Music e Warner Music.

Perché Soundcloud rischia di chiudere?

All’origine dei buchi di bilancio ci sono delle costosissime spese amministrative che , dal 2010, sono in continua crescita . Spese amministrative che comprendono per la maggior parte gli ingenti salari del personale, aumentati nell’ ultimo anno del 42,5 %. Si rende dunque necessaria l’introduzione di nuovi capitali e forse di un nuovo piano amministrativo che possa risolvere tutti questi scompensi economici. La situazione è comunque più difficile di quella che sembra. La società della nuvoletta arancione ha inoltre sfiorato delle sanguinosissime cause legali legate ai copyright con il PRS. Gli accordi con le major si sono rivelati  un’arma a doppio taglio perché hanno comportato un numero molto maggiore di copyright da rispettare. A farne le spese tutti quei produttori musicali di remix, che costituiscono la maggioranza degli utenti di  Soundcloud, che si sono visti cancellare i loro brani. Muoversi tra irrisolvibili debiti economici e lo scontento dei propri utenti appare un’ardua impresa.

Cosa comporterebbe la chiusura del sito?

La chiusura del sito comporterebbe una disgrazia per l’intero mondo musicale. Soundcloud in questi anni ha rappresentato un nuovo modo di ascoltare, fare, scoprire e soprattutto condividere la musica, in modo gratuito e assolutamente disinteressato. La chiusura comporterebbe inoltre la perdita di più 110 milioni di canzoni e brani prodotti da oltre 175 milioni di utenti. Un genocidio musicale.

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