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Eroica Fenice

Storia e arte: 400.000 euro per i quadri di Hitler

Storia e arte coincidono e molte volte lasciano completamente di stucco.

400.000 euro, se si pensa che sia una cifra esorbitante per la vendita dei quadri della Casa d’aste Weidler di Norimberga, risulterà ancora più sorprendente scoprire il nome dell’autore che si nasconde dietro dipinti senza nessun evidente valore artistico: Adolf Hitler.

Solo l’ultimo quadro, raffigurante il castello di re Ludwig di Baviera, è stato acquistato per ben 100.000 euro: viene da chiedersi cosa possa mai spingere i nuovi milionari di tutto il mondo a desiderare di sfoggiare in casa propria acquerelli di discutibile gusto artistico, secondo gli addetti ai lavori, ma con una firma il cui peso è certamente molto più gravoso di quello di qualunque canone estetico.

Non è certamente una novità la storia del fallimento artistico del dittatore nazista che, prima nel 1907 e poi nel 1908, tentò di entrare all’Accademia delle Belle Arti di Vienna senza alcun successo. E non è neppure singolare la vendita delle sue opere, dal momento che la Nate D. Sanders di Los Angeles ha proposto delle nature morte su tela dei primi anni del ‘900, a dir poco lontane dai dipinti che Hitler realizzò durante la seconda guerra mondiale, impregnati dell’orrida rappresentazione di morte e bombardamenti, forse ritratto stesso di un’anima lacerata o inesistente?

A far sorridere di amarezza è la storia di uno dei quadri venduti in America con un prezzo base di 30.000 dollari: sembra, infatti, che uno dei dipinti oggi in bella mostra in un’abitazione di lusso, sia passato prima nelle mani del collezionista di fiducia del Führer: Samuel Morgenstern, ebreo deportato nel ghetto di Lodz.

Certamente non può non destare dubbi e scetticismo il luogo delle aste in cui i quadri del dittatore nazista hanno trovato acquirenti cinesi, russi ed arabi, proprio la Germania.

Non è illegale, infatti, la vendita delle opere del famigerato autore, benché non sia rappresentata la svastica o qualsiasi segno dell’oscura età nazista.

Volendo vederla da una prospettiva positiva, i quadri di Hitler sono stati fondamentali nella storia per l’analisi psicologica dell’uomo, megalomane e artista fallito, con la costante presunzione di cimentarsi in un’arte che di certo non avrebbe mai potuto padroneggiare.

L’interrogativo è forte e una risposta potrebbe non essere mai trovata sul serio: perché mai, e secondo quali canoni artistici -semmai fossero presenti in tali opere- dei collezionisti dovrebbero voler acquistare un dipinto di dubbia bellezza?

Perché l’arte, per quanto soggettiva, riflesso più profondo dell’io, esige delle regole che, volente o nolente, devono essere rispettate, che si tratti di una collezione museale o privata. Cosa, se non un nome, potrebbe invitare un amante dell’arte ad acquistare un discreto, scialbo e inconsistente dipinto. Forse una domanda, un dubbio, forse proprio la curiosità che si cela dietro lo sguardo dello spettatore innocente e nello stesso tempo partecipe della follia dell’artista.

Una riflessione pungente potrebbe scappare nella contemplazione di una creatura il cui artefice coincide con il più famoso assassino della storia: una mano che crea è la stessa capace di distruggere.

Storia e arte: 400.000 euro per i quadri di Hitler