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Eroica Fenice

Teatro Il Primo, “Priscilla Killer Drag”

L’atavica e famelica brama di amare e di essere amati senza soffrire hanno trasformato la regina delle drag queen in una spietata killer di ammiratori. Priscilla (Mariano Gallo) sul palco è da sola con i suoi pensieri, con le sue sofferenze nascoste dietro le canzoni che interpreta e vive con la stessa enfasi che soleva mettere davanti ad un pubblico. Nella valigia, oltre gli abiti di scena, il cadere dell’ultimo ammiratore, pronto per essere cucinato, pronto per diventare “spezzatino”. Questo cannibalismo non è solo un truce escamotage per nascondere i corpi delle sue vittime ma anche metafora di quella lotta alla sopravvivenza che è l’amore. Mangia per non essere mangiato, uccidi per non essere ucciso. Mariano gallo, in “Priscilla killer drag” portato in scena al teatro il Primo con la regia di Fabio Brescia, è bravo a tal punto che si ha l’impressione che i panni della drag queen li indossi usualmente.

Il pubblico in sala ride alle battute e alle espressioni colorite di Priscilla che ha come unico referente sul palcoscenico il fastidioso telefono rosa pieno di strass e il suo amante fatto a pezzi di cui, ogni tanto, tira fuori qualche arto. La scena centrale, di Shaksperiana memoria, è quella in cui la regina delle drag queen prende la testa dell’ammiratore in mano. Esattamente in questo punto la commedia prende una svolta e sfocia in qualcos’altro. Il mostro che si cela nella protagonista esce fuori e il suo modo di interloquire cambia diventando meno equilibrato, quasi spaventoso. L’epilogo, la confessione fatta a luci basse al commissario, a cui segue la scena finale con il nudo integrale di Mariano Gallo e il bagno nel sangue degli amanti uccisi, è il sigillo di qualità su uno spettacolo – monologo già da applausi e di cui non possiamo che consigliare la visione.

– Teatro Il Primo, “Priscilla Killer Drag” –