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Eroica Fenice

Tempio di Minerva a Castro?

Nel pieno centro storico di Castro, località leccese del basso Salento, ha rivisto la luce una imponente statua di Minerva, ritrovata – a tre metri sottoterra – dall’équipe guidata dall’archeologo Amedeo Galati, impegnato sul sito da quasi sei anni.

Gli attuali scavi – condotti in un’area, espropriata a privati circa dieci anni fa – afferiscono al progetto “Sulle orme di Enea – finanziato dalla comunità europea e dal comune di Castro -, che prevede l’allestimento di un intero parco archeologico.

L’archeologo Galati è affiancato, nel suo lavoro di ricerca e di scavo, da due topografi, Fabrizio Ghio ed Alessandro Rizzo. La direzione scientifica è affidata al Prof. Francesco D’Andria dell’Università del Salento; la sorveglianza, per conto della Soprintendenza di Taranto, è svolta dalla dott.ssa Laura Masiello.

Ciò che è stato portato alla luce è un busto femminile di grandi dimensioni, caratterizzato da un elegante drappeggio. Lo stile ha fatto pensare che la paternità di quest’opera scultorea possa essere attribuita alle raffinate scuole tarentine, operanti in tutto il Salento Messapico. (“Messapi” era il nome col quale i Greci designavano le popolazioni che abitavano il Salento, poiché esso era posto fra mari: lo Ionio e l’Adriatico. Tali popolazioni si stabilirono nel territorio salentino durante l’età del Ferro.)

Il busto sarebbe pertinente ad una statua di Minerva e, secondo gli archeologi che l’hanno portato alla luce, potrebbe essere datato al IV-III secolo a.C. Il basamento è realizzato in blocchi monolitici di pietra leccese; la statua è priva della testa e della parte inferiore del corpo, ma gli archeologi ipotizzano di poter presto rinvenire anche i “pezzi” mancanti (poiché, dopo il ritrovamento del torso, sono stati rinvenuti anche una mano e l’avambraccio sinistro).

L’ipotesi dell’identificazione con Minerva/Atena sarebbe confermata dalla similarità tra la posizione delle braccia del busto ritrovato e la posizione delle braccia nell’iconografia orientaleggiante, tipica di Atena nel periodo messapico. Del resto, la medesima iconografia caratterizza anche la statuetta bronzea, raffigurante Atena con copricapo frigio, rinvenuta, presso il medesimo sito, qualche anno fa ed oggi conservata presso il Museo di Castro.

Il ritrovamento è interessante per almeno due aspetti. In primo luogo, la statua di Minerva è stata rinvenuta adagiata: ciò fa supporre che si trattasse di una vera e propria deposizione, funzionale ad un futuro rinvenimento della statua della divinità, successivamente alla demolizione dell’edificio templare.

In secondo luogo, proprio il ritrovamento della statua riconosciuta come raffigurazione di Minerva/Atena costituirebbe – stando alle interpretazioni dell’équipe di Galati – un’ulteriore conferma del fatto che Castro – il cui nome, in epoca romana, era proprio Castrum Minervae! – coinciderebbe con la “rocca del tempio di Minerva”, presso il quale Virgilio collocò l’approdo di Enea, in fuga dalla fumante Troia, distrutta dagli Achei.

Certo, non si deve prendere la testimonianza letteraria e l’evidenza archeologica, per fare del facile, spicciolo combinatorismo. Tuttavia, nel caso in questione, il sito ed il recente ritrovamento del torno minervino sembrano davvero riecheggiare le parole di Virgilio, il quale, nel terzo libro dell’Eneide, fa dire ad Enea queste parole:

“le brezze bramate crescono ed ormai più vicino si apre il porto

e sulla rocca appare il tempio di Minerva […]

Il porto è incurvato ad arco dalla corrente […]

I suoi moli rocciosi protesi nel mare schiumano di spruzzi salati e lo nascondono;

alti scogli, infatti, lo cingono con le loro braccia come un doppio muro

e ai nostri occhi il tempio si allontana dalla riva…”

Nel corso del tempo, diverse città ubicate lungo la costa adriatica, in virtù della morfologia del proprio territorio, si sono contese l’ubicazione del tempio, di cui fa menzione Virgilio: fra esse, Leuca, Tricase e Porto Badisco.

Tuttavia, diversi dettagli – compresa la testimonianza di Dionigi di Alicarnasso ed il recente ritrovamento – fanno pensare che la località, presso la quale giunse il fuggiasco Enea, fosse proprio Castro, ove, effettivamente, sorgeva un tempio dedicato a Minerva. Restiamo, dunque, in attesa di ulteriori rinvenimenti!

Tempio di Minerva a Castro?