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Eroica Fenice

V Festival Teatro dell’Oppresso a Napoli

Napoli è forse la città più idonea per ospitare il V festival  Nazionale del Teatro dell’Oppresso. Napoli coacervo sistematico di disoccupazione, precarietà, ingiustizie. Ma Napoli è anche la città di chi resiste, in un modo e nell’altro. E tra chi dice no e non vuole abbassare la testa, ci sono i ragazzi del Teatro dell’Oppresso.

Innanzitutto, cosa è il Teatro dell’Oppresso? Nasce in Brasile ispirato dalle idee di Paulo Freire, grazie soprattutto al suo conosciutissimo trattato “La pedagogia degli oppressi”, in un clima di lotte operaie e contadine organizzate per opporsi al sistema oppressivo degli anni ’60. L’obiettivo principale delle tecniche operate e introdotte dal regista brasiliano Augusto Boal sta nel concepire il teatro come uno strumento per il cambiamento sociale sia a livello individuale che collettivo. Tra le tante esigenze, c’è quella di trasmettere un’educazione popolare alla comunità cui si rivolge il Teatro dell’Oppresso. L’innovazione e l’originalità del Tdo è coinvolgere lo spettatore durante gli spettacoli. Si mette al centro una tematica di oppressione, come può essere la disoccupazione o l’immigrazione. Molto spesso al centro del palcoscenico ci sono i diretti responsabili che raccontano le proprie storie, ma questa non finisce qui. Si deve trovare il modo per emanciparsi, liberarsi, risolvere la situazione: “Perchè mi trovo in questa condizione? Come ne posso uscire?”. Si coinvolge il pubblico, se ne parla, le tecniche sono il tramite per vincere e riuscire a ottenere il risultato rivendicativo. Molti registi non si limitano agli spettacoli: si augurano che, dopo la realizzazione dello spettacolo, la soluzione “anti-oppressiva” scaturita dalle tecniche teatrali  venga applicata nella realtà vera e propria.

Dal 16 al 19 ottobre a Napoli saranno i tantissimi gruppi Tdo  provenienti da  tutta Italia a dimostrare quanto sia significativo e costruttivo praticare oggigiorno le tecniche di questo teatro rivoluzionario. Gli obiettivi del Festival sono soprattutto “Inondare” Napoli di interventi/spettacoli di TdO, “sperimentandoci” innanzitutto come “moltiplicatori”; Fare realmente rete, fare pratica di un’utopia attraverso l’azione trasformatrice per la costruzione di nuove realtà, anche attraverso momenti formativi. Gli organizzatori napoletani del Festival hanno spiegato la loro intenzione di garantire un costo zero ai partecipanti, seppur non sia assolutamente semplice. Ci sono spese logistiche da affrontare e per riuscire a superare questo tipo di difficoltà, hanno organizzato una campagna di sostegno economico. Un cittadino è libero di sostenere il Festival con qualsiasi tipo di contributo ritenga opportuno. Ci aspetteremo una città piena di sperimentazioni teatrali, discussioni e dialoghi. Tutti insieme uniti nel dialogo per emanciparci dall’oppressione che ci circonda. Il Festival nelle tre date dal 16 al 19 ottobre sarà un validissimo momento di confronto e di “liberazione”. Teatro dell’Oppresso a Napoli è antitesi radicale e trasformativa al teatro dell’ingiustizia. 

 

 -V FESTIVAL TEATRO DELL’OPPRESSO A NAPOLI-