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Eroica Fenice

Vanni: riapre la prima libreria italiana di NY

C’era una volta una piccola libreria italiana a New York City: l’aveva aperta nel 1884, al 548 di West Broadway, in pieno Greenwich Village – all’epoca ancora un villaggio rurale al cospetto di Manhattan – un siciliano, il signor Sante Fortunato Vanni da Caltagirone, partito alla conquista della panacea di tutti i sogni mediterranei. Proprio in quegli anni, il Village stava iniziando a crescere, complice un’epidemia di febbre gialla che aveva fatto apprezzare a non pochi newyorkesi la sua aria più salubre. Nella Grande Mela, da italiano audace e dotato di fine talento imprenditoriale, Vanni apre una variegatissima attività di libreria, stamperia e casa-editrice, la prima italiana di tutti gli Stati Uniti d’America: tra i volumi in vendita, i grandi classici italiani, manuali d’inglese e dizionari, cartoline del Bel Paese, riviste, calendari, biglietti da visita, santini. Nel pieno boom dell’immigrazione negli States, Vanni punta a rinsaldare il legame unico tra gli immigrati e il proprio borgo natìo, impastando tradizioni popolari, religiose e orgoglio letterario. I compatrioti analfabeti, bisognosi di aprire il proprio cuore e rassicurare le loro famiglie con penne d’oca e calamai, trovano rifugio nella corrispondenza privata di cui il libraio siciliano si rende scrivano, colmando nello spazio di una dettatura la nostalgia del sale iodato di casa, le dimensioni umane delle mura del paesello e il rintocco dei vespri a scandire la giornata: e così, la libreria di Vanni diventa il simbolo degli Italiani d’America

Negli anni Trenta, la svolta: appena giunto dall’Italia, Andrea Ragusa, consulente editoriale, rileva la libreria e la trasferisce sulla 12/a strada, deciso a rendere l’industria libraria italiana sempre più al centro della Big Apple. Sotto la sua gestione, Vanni diventare fulcro culturale e centro nevralgico della produzione a portata di italoamericani. È lui, ben prima di Amazon, ad avere l’intuizione di vendere per corrispondenza i libri scolastici fatti giungere dall’Italia; inoltre, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Italiano con sede alla Columbia University, inizia a stampare il bollettino mensile dell’Accademia e una serie di pubblicazioni legate alla storia e alla cultura italiana. Nel limitato mercato dell’epoca, Ragusa si afferma come principale fornitore di libri italiani per le biblioteche pubbliche e universitarie del Nord America: riuscirci allora, quando gli stereotipi facevano da padrone e la Grande Depressione era esplosa solo due anni prima, è stato un successo culturale strepitoso.

L’impresa passa nelle mani delle figlie Isa e Olga fino al 2004, quando la crisi del mondo editoriale è inarrestabile: tempi duri per le librerie indipendenti, in un mondo sempre più virtuale e dimentico dell’odore d’inchiostro, soprattutto se quest’ultime devono sopravvivere in una città come New York, cinta d’assedio da gentrification estrema e grattacieli di lusso. 

Ma da fine gennaio 2015 il mito italoamericano, in controtendenza, rivive: al numero 30 West della 12th Street la S. F. Vanni Bookstore riapre come pop up store e centro culturale, per iniziativa del Centro Primo Levi Editions di New York, con un progetto finalizzato a presentare le proprie pubblicazioni sulla storia dell’ebraismo italiano in America e tornare, così, a ritagliarsi una vetrina nella piccola editoria italiana a New York. Basterà questo argine culturale? Gli sciacalli sono in agguato: da un lato i ricchissimi borghesi di Manhattan che scalpitano d’appropriarsi di un immobile in una location cool&fashion, dall’altra la New York University, dirimpettaia della libreria, che cerca famelica qualsiasi spazio per estendere all’infinito il suo Ateneo. 

In ogni caso, riaprire Vanni è un omaggio alla storia del libro italiano a New York. Questo piccolo edificio commerciale, in una strada di fastose brownstones, oltre la pur modesta personalità funzionale, rappresenta uno dei pochi luoghi del Village ad aver custodito la propria ragion d’essere per ben più di un secolo. 

Vanni: riapre la prima libreria italiana di NY

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