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Eroica Fenice

Veloce come il vento, il coinvolgente ed emotivo film di Rovere

Veloce come il vento”(qui il trailer), di Matteo Rovere, è al cinema dal 7 Aprile. Il film racconta la storia di Giulia De Martino (Matilda De Angelis), una giovane e promettente pilota, e di suo fratello Loris (Stefano Accorsi), vecchio campione caduto in rovina a causa della sua tossicodipendenza. I due fratelli sono costretti a riallacciare i rapporti dopo l’improvvisa morte del padre, e dopo un iniziale astio – specie da parte di Giulia, che lo disprezza a causa del suo stile di vita – riescono a creare un legame insperato. Loris prima per gioco, poi con intenzioni sempre più serie, comincia ad aiutare Giulia ad allenarsi per il campionato italiano GT, e insieme formano una squadra inaspettatamente forte. Sono altri, però, e sempre più gravi, i problemi che attanaglieranno i due fratelli, il cui rapporto sarà sempre – fino all’ultimo fotogramma – difficile e contrastato.

Il rapporto tra Loris e Giulia 

Sin dal principio “Veloce come il vento” si dimostra un film che può dare tanto. Parte con un avvenimento forte: la morte del padre di Giulia durante un’importante gara di lei. Subito Rovere sperimenta quella tensione emotiva che reggerà tutto il film. I momenti delle gare del campionato non sono gli unici in cui il film tiene con il fiato sospeso, perché ci sono altre gare – anche più importanti di quelle che riguardano il campionato GT – che i due fratelli dovranno affrontare nella vita quotidiana. Loris ha un modo tutto suo di insegnare alla sorella a rischiare, giocando al “tutto o niente”, perché se non si rischia, secondo il suo punto di vista, non si vince. E allora obbliga Giulia ad imprese disperate, arrivando fin quasi a rovinarsi e rovinarla, causandole molti guai, ma con la consapevolezza che il suo modo di vivere, l’unico che conosce e che riesce ad insegnare agli altri, è quello della spregiudicatezza ai limiti della follia.

La svolta del personaggio di Loris in Veloce come il vento

Il personaggio di Giulia e quello di Loris sono il cuore di tutto il film. Lei è una ragazza di 17 anni con una vita da adulta, piena di responsabilità ed incombenze. Loris, invece, è l’adulto, ma si comporta come un ragazzino: la sua dipendenza dalla droga e da Annarella (Roberta Mattei), la sua fidanzata, lo porta a vivere in un mondo d’irrealtà, in cui non esistono le vere responsabilità, ma si vive la follia del momento.
Il personaggio di Loris, però, subisce un mutamento molto rilevante. È su quella svolta che si sviluppa, poi, la svolta dell’intero film. Il cambiamento di Loris è reso con assoluta maestria da uno Stefano Accorsi mai sottotono, mai banale, mai oltre misura. Questo personaggio che inizialmente risulta quasi un antagonista, ma per cui si arriva subito a simpatizzare, diventa il cuore del film, scalzando a Giulia il ruolo di eroina. È Loris il vero eroe, quello disposto a tutto pur di vincere per i suoi fratelli, l’unico della famiglia così scapestrato da essere capace di rischiare fino in fondo. È solo Loris che gioca al “tutto o niente”. E rischiando di restare con niente, riesce a vincere tutto.

Veloce come il vento: un film dal forte impatto emotivo

“Veloce come il vento” è un film dal forte impatto emotivo. Non è soltanto un film sportivo, e chi non ama il genere non si annoierà. La pellicola di Rovere è per tutti. È capace di scuotere gli animi, di aizzare lo spettatore, di coinvolgerlo e di lasciarlo lungamente con il fiato sospeso. Le musiche, i volti degli attori, l’avvincente trama, tutto contribuisce a rendere il film così vicino ai nostri sentimenti, così reale. La trama, non a caso, è ispirata alla vera storia di Carlo Capone, un ex pilota che aveva vinto gare importanti ma che si era perso nella tossicodipendenza ed aveva deciso di lavorare come trainer per una pilota. Oggi Capone si trova in una clinica psichiatrica, ma la sua storia è sembrata a Rovere così bella che ha deciso di intrecciarla ad una trama dalle vicende familiari e costruirci un film. Come sempre quando ci si ispira a fatti reali quella verità si riflette sulla storia raccontata.
Ecco perché, al termine del film, ci sentiremo un po’ scossi ed anche destabilizzati nel renderci conto che quello che abbiamo appena visto è un film, che stiamo per lasciare quei personaggi e che li ritroveremo solo nello spazio di quella pellicola, che non ci accompagneranno anche domani e nei giorni a venire.
La totale resa del reale, la capacità di suscitare emozioni forti e crescenti, il rendere lo spettatore partecipe della storia, permettendogli di simpatizzare con i personaggi e di legarsi a loro sono gli elementi che rendono il film “Veloce come il vento” così riuscito, così vero.

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