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Vesuvio lava taste, il gusto della natura

Il Vesuvio è tanto amato ed allo stesso tempo odiato per la sua attività, lo possiamo osservare da molti punti della città, da Posillipo a Piazza Garibaldi, da Poggioreale a Scampia, ma sempre ne percepiamo la sola immagine, il suo profilo con il Monte Somma che fa da corollario al grande cono; solo con attenzione riusciamo magari a percepire le colate, quella del ’44 ad esempio. Incuriositi lo fotografiamo con i nostri smartphone da Castel dell’Ovo, ci piace quando la cima del vulcano è coperta di neve come nel famoso scatto di Guido Giannini che lo incorniciò con una sedia.

Troppo spesso ci troviamo a condividere contenuti dai social network, sicuramente le nostre home sono invase da informazioni, ma raramente ci può capitare di essere invitati a vivere un’esperienza che ha il sapore dell’avventura, del confronto con l’ignoto. Un invito su facebook ci ha dato la possibilità di cogliere delle caratteristiche del Monte Vesuvio che non si possono conoscere senza che qualcuno ti porti “per mano” alla conquista dei sensi che in città sono spesso assopiti.

Una condivisione segue l’altra ed il gruppo di amici è pronto per farsi ritrovare al punto di raccolta. Le persone che ci attendevano subito si qualificano come le guide naturalistiche della passeggiata, sembra siano attrezzati per qualsiasi evenienza.

Da Torre del Greco il Vesuvio sembra quasi schiacciarci con la sua imponente mole, ha da poco smesso di piovere, l’odore della terra bagnata ci avvolgerà, ne siamo sicuri, qualcuno di noi evita persino di fumare l’ennesima sigaretta per rendere meno snervante l’attesa dell’arrivo degli ultimi partecipanti.

Seguiamo con le nostre auto quella delle guide, fino ad arrivare ad uno dei nove sentieri scelto per la passeggiata. Da quel momento in poi ci uniamo all’Associazione Vesuvio Natura da Esplorare formata da cinque guide naturalistiche, fatta di amici che ti fanno sentire parte della loro esperienza e che li lega da più di cinque anni. Si capisce fin dall’inizio che la loro preparazione va al di là del semplice conoscere i sentieri a menadito.

Il cammino è spesso interrotto dalla condivisione dei saperi sulle parti che compongono il sistema Vesuvio o sulla vegetazione che può trovarsi nel Parco, persino esempi su come l’ecosistema sale verso le pendici della montagna conquistando con le piante pioniere la terra brulla post eruzione, facendoci capire come la vegetazione sia organizzata su vari livelli non solo in base alle altimetrie, ma anche per i compiti che sinergicamente sono compiuti dalle parti in gioco.

Lungo il percorso qualche domanda ci fa comprendere la preparazione di chi organizza queste escursioni, che formalmente sono degli eventi che permettono al visitatore di vivere un’esperienza con il monte che poco lo si conosce da così vicino.

Ci racconta Danilo Blaquier: “Abbiamo sostenuto un corso di formazione che ci ha fatti incontrare sul campo, tra il Parco del Vesuvio e quello del Circeo. Sono stato l’ultimo che ha aderito al progetto nato da circa 2 anni. Dapprima ho avuto esperienze con altri, poi su richiesta dell’Associazione Vesuvio Natura da Esplorare ho deciso di farne parte, e con grande piacere lo racconto ancora. Originariamente il gruppo era formato da Giulia Pugliese, Stefano Vergaglia, Gianluca Iovino e Ciro Cascone”.

Lungo il tragitto ci viene raccontato della folta flora e delle possibili varietà faunistiche che con più calma e pazienza potremmo incontrare, dalla volpe alla talpa, “Ecco una poiana che ci osserva dall’alto” ci suggerisce Gianluca.

Ci avviciniamo alla fine del nostro percorso: non è stato molto faticoso, era un percorso classificato come difficoltà bassa, noi comunque siamo un po’ provati ugualmente! Le guide ci rassicurano un sereno ristoro spiegandoci che hanno portato delle vivande raccontandoci come il Vesuvio che abbiamo attraversato ci avrebbe confortati con del buonissimo miele di melata.

Si può associare Dionisio alla parte selvaggia e naturale dell’uomo, insopprimibile, che può venire alla luce se repressa, con un’esplosione di violenza. L’uomo più civilizzato guarda con timore il suo lato oscuro anche se vuol da sempre avvicinarsi a questo lato “oscuro”. Un paragone che non può essere ignorato, tra il Vesuvio e noi, che dalla città lo osserviamo e che vogliamo sempre raggiungerlo per saggiare la sua primordiale forza e che grazie all’Associazione Vesuvio Natura da Esplorare la possiamo al meglio comprendere.

 

 – Vesuvio lava taste, il gusto della natura –