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Eroica Fenice

La categoria Viaggi e Miraggi contiene 70 articoli

Viaggi e Miraggi

Tra le strade di Sirmione, il gioiello del lago di Garda

Quando ho varcato la soglia della città di Sirmione, sono rimasta immobile per qualche minuto. Quella città lombarda che avevo conosciuto tempo addietro attraverso i versi di Carducci e Catullo mi si era materializzata davanti in tutto il suo incanto. Incantevole, è proprio questo l’aggettivo che Sirmione calza a pennello. Sirmione e le sue antiche origini Risalgono alla preistoria le origini di Sirmione, in particolare al periodo dei Neolitico, di cui sono stati ritrovati resti antropici. Centro importante durante l’epoca romana, è diventato nel III secolo territorio di scontri tra gli eserciti degli imperatori romani; in seguito vari signori si sono contesi il dominio, dagli Scaligeri ai Visconti, ai da Carrara. Durante l’età napoleonica è stata spodestata dal Veneto in Lombardia, diventando una provincia di Brescia. Sirmione è ubicato sulla penisola che reca lo stesso nome e si estende per quattro chilometri, dividendo in due parti l’infinito lago di Garda, in cui affonda la sua ultima parte (infatti il nome Sirmione, con ogni probabilità, deriva dal greco syrma, cioè coda o strascico). Dalle strade del centro storico alle Grotte di Catullo Una volta che cominci a passeggiare per Sirmione, non puoi più fermarti finché non sei giunto alla fine, al suo ultimo strascico prima di perdersi nell’azzurro del lago. Gremita di gente, ma mite e flemmatica come solo una città senza tempo può essere, Sirmione si lascia attraversare in tutti i suoi punti, tra i vicoletti del centro storico e i parchi sconfinati.  Il Castello Scaligero accoglie appena si entra nel borgo di Sirmione, imponente tra le acque del lago, e invita ad accedervi per vagare in quel silenzio di storia e leggenda che governa tra le sue mura medievali. Mastino della Scala nel lontano XIII secolo ne ordinò la costruzione, che continuò con il consanguineo Cangrande I, ma il tempo racconta anche di amori vissuti e perduti e di anime che ancora vagano di notte alla ricerca dell’amore perduto. Attraverso un susseguirsi di vicoletti e viuzze, salite e discese, archi e aperture, si giunge al Parco Maria Callas (dedicato alla stella della lirica Maria Callas), un insieme di cipressi e cedri che guardano il lago di Garda, in una quiete quasi irreale, tra scoiattoli che saltellano sui rami e l’odore fresco dell’erba che ancora trattiene l’umidità dell’inverno, ma già sa di primavera. Al termine della passeggiata nel parco, si giunge alla coda di Sirmione, la punta costellata dalle Grotte di Catullo: la più importante testimonianza dell’epoca romana a Sirmione e la più maestosa villa dell’Italia settentrionale. È stato nel Quattrocento che la villa è stata attribuita al poeta elegiaco che con i versi del carme 31 aveva indotto gli studiosi ad ipotizzare che i resti della villa gli appartenessero, anche se quella attualmente visitabile è stata costruita dopo la morte del poeta. Indipendentemente dal collegamento con Catullo, visitarla significa passeggiare tra i resti romani a ridosso del lago, nella zona di Sirmione in cui il tempo è rimasto immobile, come le pagine dei libri che quella storia la raccontano. Di […]

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Nizza: le cose da vedere nella capitale della Costa Azzurra

Il luogo simbolo della Costa Azzurra dove mare e collina si incontrano. Nizza accoglie i suoi visitatori con una vita notturna dinamica, spiagge da sogno e tesori culturali inaspettati. Che la visita di una città possa cominciare da un albergo può sembrare strano, ma l’Hotel Negresco di Nizza affacciato sulla Promenade des Anglais vanta una storia centenaria e affascinante come quella del suo fondatore il romeno Henri Negresco. Fuggito dalla sua patria dopo alterne vicende riuscì a diventare direttore del casinò municipale e successivamente grazie alla sua determinazione coronò il sogno di costruire un albergo di lusso degno di un re. E sono stati molti i personaggi celebri ad aver soggiornato nelle suite dell’hotel, ma questa è la storia di Nizza, meta indiscussa del jet set internazionale. La storia della città passa infatti attraverso le biografie dei personaggi che vi hanno abitato come Henri Matisse le cui opere sono esposte nel museo a lui dedicato: 236 disegni, circa 70 sculture, alcune ceramiche e bozzetti di scena. Altrettanto conosciuto il Museo Chagall dedicato all’artista bielorusso che per molti anni soggiornò in Provenza. Gli appassionati di storia e antropologia troveranno nel Museo archeologico di Nizza uno spazio espositivo ricco di reperti e utile per comprendere la storia più antica del territorio. Uscendo all’aperto troviamo il mercato dei fiori di Cours Saleya, vera e propria istituzione cittadina che accoglie i visitatori tutti i giorni eccetto il Lunedì e la Domenica pomeriggio. La via che ospita le bancarelle e gli stand (Cours Saleya) è fin dal ‘700 una delle passeggiate storiche di Nizza, un tempo luogo di incontro dell’alta borghesia cittadina. Non lontano incontriamo il Giardino Alberto I, celebre spazio dove in Luglio si svolge il Nizza Jazz Festival: appuntamento a livello internazionale per artisti e appassionati del genere. Entrando nel centro storico scopriamo una Nizza inaspettata fatta di vicoli stretti ed edifici che testimoniano la grandezza e l’opulenza della città durante il periodo barocco. Ad est della vecchia Nizza sorge la Collina del Castello dove i Savoia costruirono la loro fortezza poi distrutta da Luigi XIV e non lontano da qui il porto, con i suoi caffè e i suoi caratteristici ristornati all’aperto. Uno dei vanti della città è rappresentato dai suoi casinò, edifici eleganti e raffinati famosi in tutto il mondo e spesso immortalati in celebri film. Una serata al casinò significa immergersi in un’atmosfera da Belle Époque in sale da gioco come il Casinò Barrière Nice Le Ruhl che si affaccia sulla splendida Promenade des Anglais. Al suo interno l’immancabile roulette anglaise che nome a parte è semplicemente una roulette europea con una ruota di 37 caselle e varie possibilità di puntata; per chi poi volesse assistere a degli spettacoli di varietà può spostarsi nelle sale del Cabaret du Casino Ruhl. Ovviamente non ci siamo dimenticati delle spiagge, che rappresentano una delle attrazioni principali della città, sia in estate che in inverno. Quella di Ruhl Plage è una delle più conosciute e vanta lo stabilimento balneare più antico di Nizza che […]

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L’elegante capoluogo piemontese: Torino

Torino, capoluogo piemontese, è noto per l’alta densità demografica (conta due milioni di abitanti) e per la sua industrializzazione, ma è anche un importante centro universitario, culturale e scientifico, nonché un’elegante città. Torino: la storia del capoluogo piemontese  Notizie certe su Torino risalgono al III secolo A.C. quando sulla sua area si insediarono i Taurini (popolazione celta-ligure), l’insediamento fu distrutto poi da Annibale durante la sua marcia su Roma e diventò, per volere di Giulio Cesare, un presidio militare prima, una colonia romana dopo. In seguito alla caduta dell’impero Romano d’Occidente passò sotto il dominio longobardo e in seguito sotto quello franco, per divenire poi un libero comune. L’importanza di Torino aumenta in età contemporanea, e in particolare nel corso dell’Ottocento, quando l’Italia stava affrontando le guerre di indipendenza per l’unificazione del regno, in questo periodo storico Torino assume il ruolo di capitale d’Italia per quattro anni (dal 1861 al 1864). Torino: le cose da vedere nella città capoluogo del Piemonte  Tante, troppe le cose da vedere nel capoluogo del Piemonte Torino, almeno se la permanenza è di pochi giorni, ma tra le tante non bisogna assolutamente perdere alcuni capisaldi del capoluogo piemontese. Tra questi merita il primo posto, indubbiamente, la Mole Antonelliana (nasce come tempio israelitico e dal 1878 diventa un monumento dedicato al re d’Italia Vittorio Emanuele II), al cui interno è possibile raggiungere il Tempietto e ammirare attraverso un vetro, dall’altezza di ottantacinque metri, tutta la città. Vale assolutamente una visita anche il Castello e il Parco del Valentino, poco distante dal centro di Torino. Il Castello, il cui nome risale probabilmente a San Valentino, è stata la residenza di Maria Cristina di Francia e oggi ospita la facoltà di Architettura del Politecnico. Il bellissimo parco è circondato da altre costruzioni e la più caratteristica è il Borgo Medioevale: una ricostruzione di un villaggio quattrocentesco, fatta di botteghe, stretti vicoli e il ponte levatoio. Il Museo Egizio, un’altra tappa degna di visita, fu fondato nel 1826 per volere del re di Sardegna, Carlo Felice e, tra statue, tombe e gioielli, vanta circa trentamila pezzi. Un viaggio nel passato, nell’era faraonica che da sempre ha affascinato l’uomo. Simbolo del capoluogo piemontese è il Duomo, dedicato a San Giovanni Battista e costruito alla fine del Quattrocento per volere del cardinale ella Rovere; nel XVII secolo è stata aggiunta la Cappella della Sacra Sindone, che custodisce il sudario in cui sarebbe stato avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro. Torino, una città elegante ed estesa Due potrebbero essere gli aggettivi più appropriati alla città di Torino: estesa ed elegante. Estesa, perché sembra non finire mai, non solo perché colma di cose da vedere, ma anche nella sua stessa struttura. Dà la sensazione che vi si potrebbe camminare per un tempo indefinito. Elegante, nella architettura, nelle strade, nelle piazze (tra queste la più bella è senza dubbio Piazza Castello), nella strada che costeggia il lungo Po, romantico al tramonto.  Torino è una metropoli, e come ogni metropoli, ha sicuramente le sue […]

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Pizzo Calabro, un bellissimo borgo della costa calabra tirrenica

Pizzo Calabro, il piacere della scoperta della costa calabra Capita che una mattina di metà agosto, mentre attendi il caffè, guardi distrattamente la cartina affissa alla parete del lido: “Pizzo Calabro” è inciso a minuscole lettere sulla punta della costa, e senza altra informazione utile decidi di andarlo a visitare e ti ritrovi a scoprire uno dei borghi più belli della costa calabra e della Calabria tirrenica. Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia, è arroccato su un promontorio al centro del Golfo di Eufemia. Alcuni ne fanno risalire la fondazione ai tempi dell’Antica Grecia ad opera di Nepeto; tuttavia non vi sono tracce evidenti di tale origine e notizie certe si hanno a partire dal 1300. Mare e storia fanno di Pizzo Calabro un bellissimo borgo Il mare della costa calabra è, senza dubbio, la principale seduzione per il visitatore: due meravigliose insenature di azzurra acqua cristallina e placida, che toccano delicatamente la sabbia bianchissima. A ridosso della prima insenatura spicca un’incisione tratta da un celebre componimento leopardiano: “E il naufragar m’è dolce in questo mare“, a testimonianza della voglia implacabile di immergersi in quelle acque e non voler risalire mai. C’è una piccola chiesetta in questo paesino, non la si vede da terra ma dal mare: la Chiesa di Piedigrotta, incastonata in una parete di tufo, bisogna salire alcuni scalini per poterla visitare. Corre una leggenda sulla sua fondazione, risalente al XVII secolo: un gruppo di marinai di Torre del Greco furono colti da una tempesta burrascosa e il capitano, dopo aver preso dalla cabina il quadro della Madonna con bambino decise che se si fossero salvati, avrebbero eretto una cappella in onore della sacra figura. Così fu edificata la Chiesa di Piedigrotta. Una caratteristica cappella che affaccia direttamente sul mare, in cui si mescolano sacro e profano: si passa dalla statua di papa Giovanni Paolo II, a quella del presidente J.F. Kennedy, a quella di Fidel Castro. La chiesa merita assolutamente una visita, meglio se fatta di pomeriggio, quando i raggi del sole illuminano la grotta e le diverse colorazioni dei sali minerali. Un importante pezzo di storia è diventato immortale nelle mura del Castello Aragonese, eretto da Ferdinando I d’Aragona, in cui furono fatti prigionieri Gioacchino Murat (nominato re di Napoli dal cognato Napoleone Bonaparte) e i suoi fautori. Un’ala del castello reca nella memoria la fucilazione di Murat, pochi giorni dopo la sua cattura. “La città del gelato” e della genuina bontà Una spaziosa piazza, da cui si gode un meraviglioso panorama, offre vari localini che si susseguono uno dietro l’altro. È doveroso sostare in uno di questi e assaggiare il delizioso tartufo di Pizzo Calabro. Se ci si addentra nel centro c’è un piccolo localino che reca il nome di un celebre romanzo di Tolkien, gestito da un anziano signore che con i suoi piatti genuini e la sua gentilezza, fa trascorrere qualche ora piacevole e al riparo dal caldo. Quando si punta il dito su una cartina a caso, si hanno due alternative: restare delusi o affascinati. Nel caso di […]

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Cosa vedere a Dubrovnik e all’isola di Lokrum, tra storia, natura e leggende

Piccola guida su cosa vedere a Dubrovnik. Boom turistico anche questa estate per la Croazia, terra ricca di storia, bellezze naturali e misteriose leggende. Molti hanno scelto di partire alla scoperta di questo paese, attratti dall’acqua cristallina, dai paesaggi mozzafiato, dalle ottime pietanze a base di pesce e dalla movida. Tra le città della Dalmazia, nella sottile striscia al confine tra la Bosnia Erzegovina e il Montenegro, si trova Dubrovnik, il cui nome deriva dalla parola slava dubrava, ovvero foresta di querce. Dubrovnik, città ricca di storia dalle radici lontane La  città di Dubrovnik fu fondata col nome di Ragusium nella prima metà del VII secolo dagli abitanti della vicina Epidaurum (l’attuale Ragusa vecchia), per poi passare sotto il dominio di numerose potenze, tra cui l’impero ottomano e l’impero asburgico. Nel 1919 Ragusa fu annessa al Regno di Jugoslavia e dopo la seconda guerra mondiale entrò a far parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. In seguito alla dissoluzione di quest’ultima e alla successiva guerra, Ragusa subì un pesante bombardamento nel 1991 che rase al suolo il centro storico. Con la fine del conflitto la città attraversò una fase di ripresa, risultando oggi una delle mete turistiche più in voga della costa adriatica, merito soprattutto della città vecchia, eletta patrimonio dell’UNESCO. Cosa vedere a Dubrovnik: tutti i siti da non perdere Chi passa per Dubrovnik non può lasciarsi sfuggire il tour delle mura antiche della città, una passeggiata che costeggia il perimetro del centro storico, permettendo di ammirare dall’alto il panorama di tetti rossi e stradine che si snodano intrecciandosi fra loro come i fili di una matassa. L’architettura della old town, composta di grandi e robuste muraglie di pietra, ha reso questa città monumentale il set ideale per girare alcune scene della serie Il trono di spade: Dubrovnik è infatti la location di approdo del Re, dove si trova il trono ufficiale dei re di Westeros, e il Fort Lovrijenac corrisponde alla fortezza rossa, castello e residenza del Re dei Sette Regni. Per una pausa durante la visita alla città, assaggiate un aperitivo al Buza bar, adiacente alle mura della città e costruito su terrazze che declinano verso il mare. Per trascorrere una piacevole e rilassante giornata in spiaggia, invece, da non perdere il Banje Beach, il lido che vanta un’acqua cristallina e una vista panoramica unica sulla città antica. La passeggiata per le strade illuminate della città si conclude con la tappa obbligata in uno dei ristorantini del porto vecchio (Porat), dove è possibile gustare del saporito sea food come calamari fritti, seppie grigliate, alici in tortiera e insalata di polipo, tutto accompagnato da una bottiglia di vino bianco croato di ottima qualità. Lokrum, l’isola che racchiude una misteriosa leggenda A 15 minuti di battello dal porto vecchio si trova l’incontaminata isola di Lokrum, un’oasi immersa nel verde ricca di cipressi, mirti, pini, agavi, oleandri ed agrumeti, da cui deriva il nome Lokrum (dal latino acrumen). Nella parte meridionale si trova un piccolo lago salmastro chiamato Mar Morto o Mrtvo More, dove è possibile […]

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Le mie vacanze in Norvegia: memorie di fiordi e di troll

Vacanze in Norvegia: una grande madre di pietra, quarzo, acqua, granito e troll La Norvegia è una donna di pietra, di quarzo e roccia dura. Ha gli occhi pieni di sfumature di verde, dal verde brillante dei prati di Hellesylt a quello cupo delle sue foreste fitte. Sul suo corpo si arrampicano i troll norvegesi, creature magiche dei boschi, e dai suoi capelli zampillano cascate che si aprono come le risate delle fate. Il suo corpo si allarga e si schiude nei fiordi, che creano curve e valli e tagliano l’acqua come se fossero spade vichinghe. In Norvegia il sole d’estate non tramonta mai: il grande Dio Sole, celebrato nei boschi e nelle foreste, rimane a fissarti oltre mezzanotte, creando luci che accarezzano i laghi e i fiumi che disseminano la sua schiena. Invece, d’inverno, il sole non compare, e tutto è buio come il fogliame e gli alberi. Non si può spiegare la Norvegia, perché visitarla crea spaccature dentro di te, perché l’aria magica che si respira in una terra del genere ti insegna la solitudine e il suono dell’acqua, delle cascate, delle foreste millenarie e della sacralità della natura. L’unico rumore che potrai sentire è quello del troll norvegese che si diverte a inventare altri mondi, tra i ghiacciai di Geiranger e la valle di Flåm. Non appena si inizia il viaggio costellato dai fiordi, si ha l’impressione di varcare la soglia di una dimensione sacrale, una verginità fatta di foglie scure e montagne che si affiancano superandosi l’una con l’altra, ospitando cascate che sembrano lacrime di creature magiche. Prima tappa delle mie vacanze in Norvegia: Hellesylt, Geiranger e Stryn Hellesylt è un villaggio nel cuore della Norvegia, di appena seicento abitanti e si trova su uno dei bracci delle diramazioni dello Storfjord, un fiordo circondato da valli dal verde brillante e accecante e da un’acqua purissima. Le cascate di Hellesylt sono proprio vicino al porto, e si stagliano sulla via che porta al Geirangerfjord. Hellesylt è un caratteristico villaggio norvegese, fatto di casette dai tetti spioventi, montagne che foderano l’ambiente e che ricoprono tutto di sfumature verdi e specchi d’acqua: è uno scalo tecnico per ripercorrere il fiordo il senso inverso e arrivare a Gerainger, vera e propria perla artica. Stryn è un altro villaggio vicino al famoso fiordo di Geirangerfjord, è un paesino rinomato per la moltitudine di fiori selvatici e delicatissimi che punteggiano le sue valli: proprio per questo motivo viene chiamata la Bella Stryn, e nei suoi pressi troneggia il lago di Hornindal, il lago più profondo d’Europa con i suoi 514 metri. Trovarsi di fronte al lago di Hornindal vuol dire abituare l’occhio umano alla profondità incommensurabile di uno specchio d’acqua che affonda negli organi interni della terra e che smette improvvisamente d’essere liquido, poiché si tinge della consistenza del verde brillante delle valli e acquista gradazioni gialle come i papaveri che crescono tutto intorno. In Norvegia i papaveri sono gialli e carnosi, anche le more sono gialle, e da esse è possibile ricavare […]

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Baia di Ieranto, la spiaggia delle sirene di Nerano

La baia di Ieranto, bellissima spiaggia situata a Nerano, frazione di Massa Lubrense, è indiscutibilmente uno dei luoghi più belli del territorio. Tutelata dal FAI ed inserita nell’area marina protetta di Punta Campanella, questo stupendo luogo è per molti un vero paradiso. Sono molti i motivi che spingono turisti e campani a visitare questa meravigliosa baia, famosa sia per la sua bellezza che per la sua storia. Posizionata davanti ai faraglioni di Capri, la spiaggia, circondata da scogli, grotte ed affascinanti insenature naturali, offre un paesaggio pittoresco ed incantevole caratterizzato da intensi profumi della natura ed un mare placido e cristallino. L’accesso alla baia è gratuito tutti i giorni dall’alba fino ad un’ora prima del tramonto. Per arrivare alla spiaggia è necessario raggiungere Nerano con l’auto o con i mezzi pubblici, e da qui intraprendere un lungo sentiero a piedi della durata di circa 40 minuti, un po’ scosceso e in alcuni punti particolarmente impegnativo. Complice il sole battente, anche i soggetti più allenati potrebbero risentire del percorso e di conseguenza non è consigliabile per coloro che hanno difficoltà di deambulazione.Ovviamente la difficoltà del percorso non deve scoraggiare coloro che sono intenzionati a visitare questa bellissima meta: con scarpe comode ed una adeguata scorta d’acqua, si arriva alla baia tranquillamente anche perché lungo il sentiero si trova un’area picnic, luogo ideale per una pausa con colazione a sacco. Unica vera pecca della baia sono le sue dimensioni: infatti, la parte sabbiosa è particolarmente piccola, di conseguenza se non si vuole correre il rischio di doversi sistemare sugli scogli, è necessario raggiungere la spiaggia nelle prime ore del mattino, così da aggiudicarsi i posti migliori. La Baia di Ieranto e le sue leggende Questo luogo, non è solo famoso per la sua bellezza, ma anche per la storia e i miti di cui è protagonista. In particolare, secondo Plinio il Vecchio, vissuto nel I secolo d.C, la Baia era la probabile dimora delle sirene nonché luogo di incontro tra queste ed Ulisse. Un’altra storia intorno a questo luogo è quella della campana di Sant’Antonio Abate. Secondo la leggenda, alcuni pirati depredarono la chiesa di Sant’Antonio dalla sua campana di bronzo ma, nella fuga in mare, una forza misteriosa bloccò la nave impedendole di prendere il largo e solo quando i pirati lanciarono in mare la campana poterono finalmente scappare. Della baia di Ieranto e dalle spiagge di Nerano è impossibile non restare affascinati: qui, dove la bellezza della natura e la magia dei miti si mescolano in modo così profondo!

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Cosa vedere a Copenaghen, una città eco-compatibile

Piccola guida su cosa vedere a Copenaghen. È stata eletta la città più vivibile al mondo. Una capitale efficiente, ricca di attrazioni ma, soprattutto, eco-compatibile (e il primo messaggio della sensibilità verso l’ambiente ci arriva ancora prima di atterrare, quando si intravedono dall’aereo le decine di turbine eoliche marine). Stiamo parlando della più grande città scandinava, la capitale della Danimarca: Copenaghen. Situata sulla costa orientale dell’isola di Zelanda e in parte sull’isola Amager, Copenaghen è una città piacevole da visitare in ogni stagione, tra emozionanti escursioni in battello, piacevoli soste gastronomiche e distensive passeggiate nei tanti parchi o tra negozi eleganti, magari girovagando in sella ad una delle tante biciclette a disposizione per i turisti. La città è divisa in diversi quartieri, per la maggior parte raggiungibili a piedi dal centro o facilmente accessibili con i mezzi pubblici. Tra i più noti: Østerbro, il quartiere più tranquillo e borghese, ove sorgono piccole botteghe specializzate e numerosi nonché ottimi locali; Vesterbro, il quartiere ovest della città, abitato per lo più da studenti; Nørrebro, il quartiere nord, il più multietnico. Il quartiere di Christianshavn, fondato nel 1611 da re Cristiano IV, pullula di casette a tinte vivaci e canali alberati: vi si trova la Chiesa del Nostro Redentore, costruzione barocca con la sua caratteristica spirale dorata da dove si può godere di un panorama a 360 gradi su tutta la città. A pochi passi da lì c’è Christiania: l’unica “città libera” al mondo, che ha raggiunto uno status semi-legale di indipendenza. Una trentina di ettari con bancarelle hippie, street art, caffé d’altri tempi, e la famosa “pusher street”.  Scopri cosa vedere a Copenaghen! Un altro simbolo di Copenaghen è il Nyhavn, vecchio porto del 17° secolo con le sue tipiche casette colorate disposte lungo le rive dei suoi canali, dove si può godere di una rilassante pausa sorseggiando un aperitivo o assaggiando i tipici Smørrebrød (“bruschette” danesi con affettati, salmone o aringhe). A proposito di simboli, non si può non citare la famosa sirena di Copenaghen, immagine iconica della città nel mondo. Dal 1913 accoglie i viaggiatori al porto seduta sul suo scoglio. Una statua in bronzo che rimanda alla protagonista della celebre favola dello scrittore danese Hans Christian Andersen: la storia della sirena infelice che sogna di poter camminare sulla terra ferma per raggiungere l’uomo di cui è innamorata. Solo 125 cm di altezza per 175 kg di peso, la Sirenetta dall’aria malinconica ha ispirato i visitatori di tutto il mondo con la sua storia d’amore. Ma ha anche sollevato delle controversie. Decapitata due volte dagli artisti radicali (nel 1964 e nel 1998), la Sirenetta è stata anche privata di un braccio (1984). E ci fu addirittura un tentativo di farla esplodere (2003). Dalla Sirenetta si raggiunge, in pochi minuti di cammino, Kastellet, un parco che è, in realtà, un’antica cittadella fortificata (lo si intuisce dalla sua entrata circondata da un fossato superato da un ponte). Tutta la zona ha una pianta a forma di stella, accerchiata da un terrapieno erboso dove si vedono persone fare jogging o andare in bici. Il silenzio che regna qui è […]

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Cosa visitare a firenze: 10 mete da non perdere

Firenze: il bellissimo capoluogo della Toscana Quando si visita una città nuova, e questa ci colpisce, possiamo trascorrere giorni interi a descriverne la bellezza, oppure possiamo decidere di non condividerla con nessuno e custodirla gelosamente in un angolo di cuore. Con Firenze non ho potuto fare a meno di fare entrambe le cose. Capoluogo della Toscana, Firenze, sin dal Medioevo è un importante centro culturale, economico e commerciale, due volte capitale: del Granducato di Toscana in età moderna e dell’Italia dal 1865 al 1871 (dopo Torino e prima di Roma). Ad oggi Firenze è una delle città più visitate d’Europa e tra le più belle del mondo. Firenze bisogna esplorarla interamente: dal centro storico, al Lungo Arno, dai numerosi musei e le tante basiliche, alla zona multietnica in prossimità del Mercato Nuovo. Ma se si riescono a trascorrere solo pochi giorni nella città, allora bisogna necessariamente fare una cernita. Scopri cosa visitare a Firenze Cattedrale di Santa Maria in Fiore. Nota anche con il nome di Duomo di Firenze, domina maestosa l’omonima piazza: tra le più belle del centro storico fiorentino. Quattro i punti da visitare: la Cattedrale stessa (vasta, luminosa e sobria), il Battistero (ricco di elementi che ricordano l’antica Roma), la Cupola di Brunelleschi (realizzata ad affresco dal Vasari e da Zuccari), il Campanile di Giotto (dalla cui altezza, oltre ad ammirare le raffigurazioni religiose e astrologiche, le statue dei profeti, dei re e delle sibille, si può contemplare l’intera Firenze). Chiesa di Santa Maria Novella. La basilica sorge nella piazza che reca lo stesso nome ed è ricca di affreschi e decorazioni; comprende, inoltre, tre chiostri monumentali (Chiostro Verde, Chiostro dei Morti e il Cappellone degli Spagnoli) e il Cimitero degli Avelli (che reca la sepoltura delle più importanti famiglie fiorentine). Galleria degli Uffizi. Creata in origine per volere di Cosimo I de ‘Medici per raccogliere gli uffici amministrativi e giudiziari (uffizi, appunto), è diventato oggi uno dei musei più importanti al mondo. Non importa se non si conoscono gli stili artistici, o la vita di Michelangelo, se non si capisce nulla di tecnica pittorica, perché si resta ugualmente stupiti davanti alla bellezza dei dipinti. Palazzo Vecchio. Risalente al XIII secolo, fu la residenza di Cosimo I de‘ Medici. Attraverso le statue, gli affreschi e i dipinti si intraprende un viaggio tra storia, mitologia e segreti di famiglia. La visita al Palazzo si può fare anche di sera, quando tutto è avvolto da un’atmosfera magica e misteriosa. È posto nella piazza, a mio avviso, più bella di Firenze: piazza della Signoria, festosa di giorno, romantica di notte. Palazzo Pitti. Costruito dalla famiglia Pitti, da cui prende il nome, divenne la residenza ufficiale dei Medici; comprende, oltre agli appartamenti reali, tre musei al suo interno: Galleria Palatina, Galleria dell’Arte Moderna, Museo degli Argenti. Il Palazzo è immerso in uno dei giardini più belli di Firenze: il Giardino di Boboli. Il Giardino di Boboli. Chilometri di natura e storia nel cuore della città, si percorrono i viali silenziosi e ci si perde in quella […]

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Civita di Bagnoregio: La città che muore

In provincia di Viterbo, nella meravigliosa valle dei calanchi, sorge la suggestiva Civita di Bagnoregio che è di diritto uno dei borghi più belli d’Italia. Civita, frazione di Bagnoregio (VT) si presenta come un meraviglioso borgo, situato sulla estremità di un monte, circondato da una immensa valle, in cui la fitta vegetazione si alterna alla roccia dei calanchi che caratterizzano quel territorio. Il paese, fondato dagli Etruschi circa 2500 anni fa è indubbiamente uno spettacolo per gli occhi, è impossibile non sbalordirsi dinnanzi alla vista di questo luogo che con la sua estrema bellezza pare un dipinto. Civita è bellissima già da lontano, ma addentrandosi nel borgo si scopre il vero cuore di questo paese tardo-medievale dove il tempo sembra essersi fermato. All’interno della piccola cittadina e possibile trovare incantevoli piazze, ristoranti tipici e soprattutto meravigliose stradine che dal centro del paese conducono verso panorami mozzafiato sulla valle circostante. Civita di Bagnoregio, la città che muore Ciò che maggiormente caratterizza Civita è la sua posizione. Il borgo sorge su di una platea tufacea soggetta alla costante erosione dovuta agli agenti atmosferici. A causa di questa erosione, anno dopo anno, il monte e di conseguenza anche il borgo sovrastante si stanno lentamente sgretolando. La cittadina è quindi un gioiello che con il tempo diventa sempre più piccolo, e che un domani potrebbe per sempre scomparire. Il fatto che la sopravvivenza di Civita è minacciata dalla costante erosione, ha portato lo scrittore Bonaventura Tecchi a definirla come la città che muore. Come visitare il borgo: Per visitare Civita, è necessario recarsi a Bagnoregio, la quale è una città molto caratteristica ed ospitale.  Qui dopo aver parcheggiato l’auto è necessario intraprendere un piccolo percorso esclusivamente pedonale, particolarmente suggestivo grazie ai bellissimi scorci su Civita e sulla valle circostante. Il panorama è talmente bello che secondo alcuni, la possibilità di ammirare Civita da lontano, già di per se è uno spettacolo sufficiente ad appagare i visitatori. Giunti al termine del percorso, per accedere al borgo, è necessario acquistare l’ apposito biglietto per percorrere il lungo ponte pedonale, unica via d’accesso a Civita. Per la visita è consigliabile un abbigliamento comodo ed inoltre per godere a pieno della cittadina, si suggerisce di evitare i giorni festivi poiché in essi il paese e invaso da turisti. La città che muore è indiscutibilmente un luogo stupendo, un borgo tardo-medievale rimasto fuori dal tempo, capace di meravigliare ed incantare i visitatori.

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