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Leggende e fantasmi : i 3 luoghi più inquietanti d’Italia

“Come tutte le persone serie non credo alla storia, credo alla leggenda”
Così scriveva quasi cento anni fa Georges Duhamel, scrittore e medico francese.

Tre leggende, tre città, tre fantasmi

Così scriviamo noi. Siate persone serie. Mettete da parte l’inutile e menzognera storia. Armatevi di coraggio e partite. Abbracciate la leggenda, stringetela forte a voi. Gridate, scappate.
Ecco le voci della leggenda. Ecco le sue case.

Ferrara. Il manicomio di Aguscello

I documenti circa la storia di quest’edificio sono moltissimi. Possiamo ricostruirne il passaggio da residenza privata ad ospedale per malati di tubercolosi. La vera svolta però si verifica nel 1940, quando la Croce Rossa italiana acquista la struttura trasformandola in ospedale psichiatrico per bambini d’età inferiore ai 12 anni. Secondo le leggende l’istituto era gestito da suore che non avevano particolare interesse per la cura dei bambini. Si racconta di torture fisiche e mentali, testimoniate anche dal ritrovamento, dopo l’abbandono della struttura, di una macchina per elettroshock. L’edificio cade infatti in disuso a partire dal 1970, allo scadere dei trent’anni dalla sua apertura.
Alcuni raccontano di un incendio, ovviamente doloso, che ha portato alla morte di tutti i suoi piccoli pazienti che hanno atteso il propagarsi delle fiamme stipati nell’ultimo piano dell’edificio in cui le suore li avevano rinchiusi. Altri invece propongono un diverso “lieto fine”, che vede protagonista Filippo Erni, un bambino affetto da schizofrenia. Il piccolo infatti, stremato dagli atroci metodi educativi adottati dalle suore e dai dottori, avrebbe subito un rapido peggioramento delle sue condizioni psichiatriche e avrebbe ucciso molti dei suoi compagni. La punizione inflittagli accende nuovamente una luce sull’ultimo piano dell’edificio, lì dove sarebbe stato rinchiuso e da dove avrebbe cercato una via di fuga gettandosi da una finestra. Ed è di Filippo Erni il fantasma che molti dicono di aver visto tra le mura di quel manicomio ormai in disuso.

Bologna. Villa Clara

La struttura di cui parliamo ha assunto nel tempo una svariata quantità di nomi. C’è chi la conosce come Villa Malvasia o Casino del Trebbo. L’edificio è sito a Via Zanardi, poco distante da Trebbo del Reno. Le leggende ruotano attorno ad un infanticidio avvenuto, secondo molti, intorno ai primi anni del ‘900. La vittima era una bambina di nome Clara. O forse dovremmo dire è una bambina di nome Clara. Molti sostengono infatti di aver visto e di vedere tutt’oggi passando di lì, l’ombra di una piccina che piange e corre nei giardini di quella casa ora abbandonata. Le storie raccontano che fu il padre a toglierle la vita. I più concordano nel ritenere che la bambina sia stata murata viva a causa della sua capacità di predire il futuro, ipotizzando eventi che poi si sarebbero realmente verificati. Fu la paura provata dal padre nello scoprire i suoi presunti poteri a giustificare dunque il suo scellerato atto. Altri invece ritengono sia stato lo sdegno ad animare i suoi gesti, attribuendo a Clara un età maggiore e una tresca con un sottoposto del casato.

Genova. Ca’ de anime

La leggenda nasce intorno la seconda metà del 1700. Una coppia di briganti gestiva un’umile locanda con l’obiettivo di rendere meno umile la loro vita. I maggiori proventi provenivano infatti dal furto dei beni che portavano con sé gli sventurati ospiti. Tuttavia, perdere il proprio denaro era la miglior cosa che potesse succedere agli avventori.
La leggenda racconta infatti che i locandieri affidassero alla vittima designata sempre la medesima stanza e lì, nella maggior parte dei casi, li privavano dei soldi e della vita. A partire dal tempo in cui si verificarono i fatti molti raccontano di sentire provenire da quella stanza al piano superiore grida e lamenti.
Alcuni invece, sostengono di vedere una dama vestita di bianco che si aggira lungo i corridoi. Cerca il suo promesso sposo. Ad annunciare la sua presenza, un intenso profumo di rose, rosse come il sangue che ha segnato per sempre la Casa delle anime.