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magic garden

Magic Garden di Philadelphia: street art e riciclo

“L’Arte è il centro del mondo reale”: questo è il motto di Isaiah Zagar, ideatore del Magic Garden di Philadelphia, un ambiente di arte visionaria composto da mosaici, murales, gallerie, che si estende su tre lotti della città. Ciò che rende unico questo luogo, oltre all’effetto piacevolmente straniante di un giardino policromo nel bel mezzo della città, è la sua natura artistica che consiste prevalentemente di rifiuti!
Il Magic garden è l’esempio della stretta connessione tra street art, riqualificazione urbana e riciclo. Nel 1968 Zagar e sua moglie Julia si trasferirono a Philadelphia nel quartiere South Street, dove aprirono l’Eyes Gallery, negozio di arte popolare, di cui Zagar cominciò a decorare le mura esterne con mosaici colorati, dando impulso in città all’arte folk, una particolare corrente artistica che egli aveva avuto modo di conoscere grazie al lavoro di Clarence Schmidth a Woodstock, New York. La folk art non è una corrente tradizionale legata a un’accademia, non esistono dei corsi per apprenderne le tecniche, in quanto si sposa più che altro con le esigenze espressive dell’artista, che dipinge e scolpisce seguendo quelli che sono i valori condivisi dalla comunità presso la quale esercita, servendosi di numerosi materiali come tessuti, legno, carta, metallo ecc. La caratteristica peculiare della folk art è sicuramente l’uso del colore, di più colori, sfruttabili, in questo caso, per restituire entusiasmo ad un quartiere degradato della magica Philly.

Philadelphia’s Magic Garden

Nel 1994, opponendosi all’inevitabile demolizione di numerosi edifici abbandonati, che avrebbero dovuto lasciare spazio alla costruzione di un’autostrada, Zagar e Julia, con l’appoggio della comunità e grazie alle sovvenzioni della Fondazione Nazionale per le Arti, misero a frutto un progetto che consisteva nel decorare con mosaici colorati le mura dei palazzi destinati ad essere abbattuti, così da renderli appetibili per dei potenziali acquirenti.
In poco tempo South Street divenne un murales a cielo aperto, la cui punta di diamante era – ed è tuttora – rappresentata dal Magic Garden, edificio composto da mosaici di piastrelle di ogni consistenza e colore, bottiglie, mattoni, pezzi di specchi, ruote di bicicletta e cimeli della storia familiare dei due coniugi, come l’incisione per il compleanno di Julia o il dipinto degli occhi del figlio Anthony. Tutto ciò magicamente incastonato nella pietra e corredato da alberi.
Ogni visitatore che arriva dalla strada ha l’impressione di prender parte al romanzo fantastico di Carrol, e come una novella Alice in Wonderland, nel passaggio da una dimensione ad un’altra, si ritrova a percorrere gallerie mosaicate (in alcune è necessario rannicchiarsi per fuoriuscirne), la maggior parte delle quali presenta delle sezioni ricavate con materiali più disparati come piatti di porcellana e tazze da tè, sculture provenienti dall’America latina e dall’Asia, oggetti in legno, bambole, e perfino arredi del bagno! Vi sono inoltre, dipinte sulle mattonelle, frasi significative di Zagar, che veicola così in maniera esplicita, come è nello spirito della street art “impegnata”, il suo pensiero sull’arte e sulla sua opera, come nella frase che recita: “I built this sanctuary to be inhabited by my ideas and my fantasies”.
Dal 2004 il Philadelphia’s Magic Garden si è convertito in una organizzazione no profit, al suo interno vengono organizzate attività ricreative per i bimbi, corsi di pittura, esibizioni musicali, così come esibizioni di artisti, alcuni dei quali lavorano per la struttura e sono disponibili a far da guida all’interno del complesso artistico.

Philadelphia’s Magic Garden
Dove: 1020 South Street, Philadelphia, PA 19147

Sito: www.phillymagicgardens.org
biglietto: 7 dollari, 5 dollari per gli studenti, gratis per i bimbi fino a 5 anni.