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Cosa vedere a Montpellier

Cosa vedere a Montpellier: il sole forte della Francia

Piccola guida su cosa vedere a Montpellier.

Nel 2008 in Francia viene lanciato il film “Bienvenue chez les Ch’tis”, nel 2010 in Italia “Benvenuti al Sud”: i due paesi sono accomunati da profonde differenze economiche e culturali fra meridione e settentrione. In Francia il sud è comunemente ritenuto ricco, sfarzoso, soleggiato: la Provenza coi suoi profumi, il Midi-Pirenei baciato dall’Atlantico, l’Aquitania così prossima alla Spagna. Fra queste terre si incastra, snodandosi lungo la costa in modo quasi prepotente, la regione della Linguadoca-Rossiglione, che affaccia sulla Mer Méditerranée, Lei che porta un vento che sa di salsedine anche nel monumentale, ricco e svettante centro della Place de la Comédie di Montpellier, capoluogo di regione. Montpellier è affiancata da altre affascinanti località, quali Nîmes, con la sua arena spagnola, Perpignan, Sète, Mende, Carcassonne.

Cosa vedere a Montpellier? Scoprilo con noi!

La storia di Montpellier è la storia delle città che hanno visto assedi e dominazioni di pretendenti al suo posto al sole: dominio francese nel primo Medioevo, libero comune nel XII secolo, terra aragonese dal 1204 per diritti dinastici, resa splendida e famosa durante il periodo della cattività avignonese al quale corrispose l’approvazione della Facoltà di Medicina, che ancora oggi è situata nella medesima struttura monumentale;  torna completamente alla Francia nel 1382; fu sede delle battaglie religiose in territorio francese fra cattolici e protestanti e centro importante per l’imperialismo francese, a causa della sua posizione strategica. Oggi Montpellier è francese, ma ha il sapore della Spagna e dell’Italia, ma soprattutto è europea come poche altre città, crogiolo di lingue e di culture, colori della pelle e aspirazioni lavorative. La sua università umanistica, la Paul Valery, detiene un primato in ambito letterario attraverso la gestione della Revue des langues romanes, caposaldo della ricerca filologica romanza. È un città giovane, con la metà dei suoi abitanti in una fascia di età inferiore ai 30/35 anni, provenienti da ogni parte d’Europa e del mondo, soprattutto Spagna e Italia, sede di un continuo afflusso di studenti Erasmus e lavoratori che cercano una nuova opportunità.

Mettiamoci in viaggio: non guardiamo alla quantità di persone, guardiamo al loro modo di camminare; guardiamo alla gentilezza dei conducenti del bus, non alla frequenza delle corse; attendiamo fermi in una piazza che ci faccia visita lo spirito della città, senza rincorrerlo. Non si conosce realmente un posto finché non si arriva nel suo cuore pulsante, sorridendo, consapevole di aver capito la caratteristica principale che aleggia nell’aria. Montpellier nel mese di marzo è puro sole primaverile, ma anche vento di mare che all’ombra ti induce a rimettere il cappotto. Di tanto in tanto, ad occhi chiusi, la distanza con la spiaggia diventa inesistente e nel brusio dell’Esplanade, la lunga passeggiata alberata che collega la Place de la Comédie, con la sua bellissima Opéra, al grande complesso del Corum (Palais des Congrès-Opéra Berlioz), si può indistintamente sentire il profumo di salsedine.

Montpellier non è propriamente la città più romantica in cui si possa viaggiare: ciò che comunica è, più che altro, un senso di forza, un misto fra l’idea di una metropoli e quella di una palla di vetro, di quelle con la neve (in questo caso, la sabbia) e la città al centro. La sua forza è la mano dell’uomo, che ha saputo conservare ciò che andava preservato: rimangono intatti e ben visibili nella loro bellezza l’acquedotto romano, il Jardin du Champ de Mars, il Jardin de Plantes e i numerosi Hotels, regge nobiliari dallo sfarzo incalcolabile, l’antica Facoltà di Medicina, la Cattedrale di Saint-Pierre, esempio dello stile romanico in Francia; questa stessa forza ha concepito l’edificazione di piazze eleganti e raffinate, di lunghe strade rettilinee dove passeggiare baciati dal sole, come nel caso della zona Antygone, che collega il centro della Comédie alle rive del Lez, il fiume della città, attraverso quattro piazze alberate simili ad anfiteatri e arricchite di bistrot, negozi, ristoranti, statue. Punto forte della città è l’efficienza: il centro è dotato di un Info-Point per i turisti, dotato di una connessione wi-fi (comoda per chi viene dall’estero e ha bisogno o della “dose” quotidiana, o di informazioni) e di uno snodo di linee di tram estremamente frequenti (e carini anche alla vista, blu con rondini bianche, floreali, dorati).

Si potrebbe scrivere per ore del romanticismo tutto diverso del belvedere della città: attraversando un Arc de Triomphe dal sapore parigino, si arriva alla Place Royale du Peyrou, strada alberata con un camminamento centrale arricchito da una statua equestre; dietro di essa, quello che viene chiamato lo Chateau d’eau, una struttura che dà su un laghetto artificiale e che simboleggiava la riserva d’acqua della città, collegata difatti all’acquedotto. Questa piazza si affaccia completamente sulla città, getta uno sguardo su tutti i palazzi bianchi, i giardini salvati dal tempo, i monti lontani e nel suo silenzio ti accorgi dello spirito che aleggia ovunque: il ricco, sorridente, ammiccante, al limite del presuntuoso, spirito della città.

Montpellier è una città costosa, per le tasche e per il cuore. Una cena può far sparire una banconota da 20 euro, una colazione una da 10, un caffè più di 2 euro. Eppure, ciò che costa di più è quel desiderio di volerci tornare ancora, ancora, e ancora. Ed ecco Montpellier, ora che sai cosa vedere, non ti resta che andarci! 

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