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Eroica Fenice

Quechula

Quechula, il Tempio riemerso dalle acque

Immaginate di trovarvi in Messico…

Immaginate di passeggiare lungo le rive del Grijalva, nella regione di Chiapas, immersi nei vostri pensieri

Magari da soli, magari nelle ore di siesta, mentre il resto della penisola si ferma per riposare. Cercate di sentire sulla vostra pelle il calore scottante del sole, di vedere davanti ai vostri occhi il risplendere delle acque del fiume. Ora, immaginate di fare questa passeggiata in questo preciso momento: vedreste il livello del Grijalva stranamente basso, e vi chiedereste cosa è accaduto a quel fiume, solitamente possente. Continuereste a camminare e, ad un tratto, eccola. Improvvisa come una visione, vedreste ergersi davanti ai vostri occhi le rovine del tempio di Santiago, o Tempio di Quechula, con la sua torre campanaria alta ben 16 metri. Tutti quelli che, fortunati, si trovano in Messico in questo periodo, per lavoro, per piacere o, semplicemente, perché ci vivono, possono davvero ammirare la maestosità silente e – mi viene da dire – austera di questo capolavoro architettonico risalente all’età coloniale, uscito fuori dalle acque. Neppure è necessario accontentarsi di guardare da lontano: se si vuole, è possibile ammirarla da vicino, stando comodamente seduti in una delle barchette che i pescatori del luogo hanno momentaneamente trasformato in mezzo di trasporto per curiosi e turisti.

Costruito ben 450 anni fa da un gruppo di monaci guidati da Bartolomeo de Las Casas, il tempio, lungo 61 metri e largo 10, fu completamente sommerso dalle acque del vicino fiume quando, nel 1966, fu terminata la costruzione della diga che ha portato alla formazione del serbatoio idrico di Nezahualcoyotl. Da allora, solo nei periodi di secca è stato possibile veder spuntare la sommità del campanile anche se, già nel  2002, il livello del fiume si abbassò a tal punto che fu addirittura possibile entrare all’interno dell’edificio, dove più nessuno aveva camminato dal 1772, anno in cui il villaggio di Quechula e la sua Chiesa furono definitivamente abbandonate a causa delle numerose pestilenze che vessarono il territorio messicano. Ora, a quindici anni di distanza dall’ultima grande siccità del Messico, il Tempio riemerge dalle acque quasi a voler testimoniare ancora una volta la grandezza del passato di questo Paese così ricco di storia: il Messico è, infatti, la culla della civiltà Maya, di cui la regione del Chiapas conserva un ricordo tangibile nelle rovine di Palenque. Ma non solo: troviamo città e chiese risalenti alle prime colonizzazioni europee del territorio, come la città di San Cristobal de Las Casas, o la cittadina di  San Juan Chamula con la sua famosa chiesa col pavimento ricoperto di aghi di pino e statue di santi lungo il perimetro interno; per non parlare, infine, delle bellezze naturali che il territorio messicano offre agli occhi dei visitatori. 

Quindi, che dire? zaini in spalla, biglietti alla mano, e via, tutti a visitare non solo il tempio riemerso dalle acque, ma anche tutte le altre bellezze che il Messico ci dona.

 Quechula, il Tempio riemerso dalle acque – Eroica Fenice

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