Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Viola Ardone

Viola Ardone si racconta

Viola Ardone è una giovane insegnante di lettere che ha un’insana passione per la scrittura. Napoletana, ha esordito nel 2012 con La ricetta del cuore in subbuglio, un romanzo edito da Salani, che pochi conoscono ma che ha tanto da dire. All’interno del romanzo si intrecciano, grazie alla bravura dell’autrice, due fili narrativi (l’infanzia e l’età adulta della giovane protagonista Dafne) che prendono corpo in due voci diverse della protagonista: la Dafne bambina con Napoli nel cuore e nelle parole e la Dafne adulta, asettica e fredda che abita una Milano priva di emozioni. L’autrice è venuta al Liceo Pitagora-Croce di Torre Annunziata per discutere con gli studenti del suo romanzo. Anche Eroica Fenice era lì e ha approfittato dell’evento per farle qualche domanda.

Ricetta del cuore in subbuglio

Ingredienti:

-un cuore in subbuglio bello grande

-un bicchiere di vetro trasparente

-acqua corrente, q.b.

-zucchero

-un cucchiaino

-un tavolo

-una sedia

una finestra (o un balcone)

Questa è La ricetta del cuore in subbuglio.  Ma, secondo lei, esiste una ricetta per la felicità?

Non esiste una ricetta per la felicità. Il titolo del libro è volutamente provocatorio. Il senso della ricetta è aspettare che lo zucchero si depositi sul fondo del bicchiere e attraverso di esso si guardi la finestra. Insomma, il senso della ricetta sta nell’aspettare. Sta nel ritrovare se stessi, la propria infanzia, la propria città natale.

Dafne, la protagonista del romanzo, calcola gli algoritmi delle emozioni. Lei crede che sia possibile ‘misurare’ in qualche modo i nostri sentimenti?

Ovviamente è impossibile ma per Dafne la matematica, fin da bambina, ha rappresentato una sorta di religione cui appellarsi, cui fare domande e da cui aspettarsi risposte chiare e univoche. Il mio è un romanzo che, non a caso, attraversa tre generazioni di donne. In un mondo in cui non esistono più ricette cui fare riferimento, Dafne fa ricorso alla matematica e poi, da adulta, anche alla psicoanalisi.

Che struttura presenta il romanzo?

Il romanzo presenta una struttura apparentemente circolare, con una serie di richiami che legano la parte iniziale e quella finale della storia; in realtà potrei definirla piuttosto una struttura a spirale perché la protagonista, al termine del romanzo, affronta la sua seconda gravidanza con una nuova consapevolezza.

Che importanza ha il silenzio all’interno del romanzo?

Il silenzio rappresenta, per Dafne bambina, la paura della solitudine e la mancanza della comunicazione tra i genitori. Per la Dafne adulta incarna l’incomunicabilità tra tutti gli adulti e, in primis, tra se stessa e il proprio vero io. Non a caso quando parla la Dafne bambina si esprime in prima persona; quando parla la Dafne adulta viene utilizzata la terza persona proprio ad indicare la freddezza e il distacco tipici del personaggio.

Com’è nato il romanzo?

Il lavoro in una casa editrice, prima che cominciassi a insegnare, ha fatto nascere il romanzo. Leggendo le bozze dei libri altrui, durante piccole oasi di libertà, tra una correzione e l’altra, è nato il desiderio di scrivere qualcosa per me.

Perché la lettura è così importante per lei?

Non saprei immaginare la mia vita senza i libri e la lettura. La mia vita è fatta di storie e racconti. Leggere e studiare, in più situazioni, mi hanno salvato la vita. Mettere il cervello in un libro mi ha sempre aiutata a fare chiarezza.

Viola Ardone sta lavorando ad un nuovo romanzo?

Sì, sto lavorando ad un nuovo romanzo e spero che esca in estate.

 –Viola Ardone si racconta-

Print Friendly, PDF & Email