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Eroica Fenice

Vodisca al Piccolo Bellini. “Diego”, buona la prima!

“Diego… Diego!!! Olè Olè Olè Olè!”

Un coro da stadio bisbigliato, canticchiato e poi urlato a squarciagola, quasi fosse l’unico rimedio al male di vivere. Una scenografia essenziale, composta dall’unico elemento indispensabile per la pièce e, soprattutto, per la vita del giovane protagonista Lello (Luigi Credendino): il pallone. Con cinque supersantos e con una voce che progressivamente passa dalla foga alla disperazione comincia “Diego”, spettacolo teatrale presentato il 20 marzo 2014 al Piccolo Bellini dalla compagnia Vodisca (Voci di Scampia).

Ambientato negli anni dello scudetto del Napoli, esso inquadra, attraverso le vicende di una giovane coppia, la realtà di una città in cui tutta la speranza per il domani sembrava dipendere da una sola persona: Diego Armando Maradona. Il nuovo santo protettore dei napoletani con le sue giocate riaccese l’entusiasmo della bella ma povera Partenope e del suo popolo che si aggrappava all’argentino come, di solito, si suole fare con i Santi e la Madonna. Il copione non si lascia sfuggire nessun luogo comune legato al tifoso medio degli anni ’80 e, per certi versi, anche dei nostri giorni. Esilaranti, proprio perché estremamente aderenti alla realtà, i battibecchi tra un lui che scandisce le proprie giornate, soprattutto la sacrosanta domenica di campionato, in base ai tempi canonici della partita; e una lei, Tonia, (Maddalena Stornaiuolo) che reclama per sé le attenzioni riservate ai MAGICA e compagni e che, pur fingendo irritazione e fastidio, in fondo, ama il suo uomo anche per questa sua passione. Ma non solo.

Le vicende amorose della giovane coppia, magistralmente interpretata dai due ancor più giovani attori, si legano anche ad altre problematiche di quegli anni, quali la mucillagine nei mari nostrani, i numerosi morti per eroina, il totonero, la chiusura dell’Italsider con la conseguente disoccupazione, con citazioni en passant che non pesano sulla generale ilarità su cui sono costruite le vicende che si sviluppano piacevolmente scena dopo scena e che terminano con un efficace finale a sorpresa. Proprio quest’ultimo evidenza la bravura del 32enne regista Aniello Mallardo nella costruzione di una recita che, seppur a bassissimo costo e con un fondale nero come scenografia, ha saputo esaltare le doti recitative dei due attori che reggono da soli la scena per un’ora senza mai annoiare. La sensazione finale, infatti, è di uno spettacolo ben congeniato e che nella sua brevità riassume, coinvolgendo ed emozionando lo spettatore, uno spaccato della Napoli di fine anni ‘80 così diversa e così uguale a quella di oggi in cui l’idolo delle folle, in fondo, è sempre lo stesso.

“Diego… Diego!!! Olè Olè Olè Olè!”

Lo spettacolo della compagnia Vodisca, andato in scena fino a ieri 23 marzo, sarà replicato dal 27 al 30 marzo al Piccolo Bellini in via Conte di Ruvo 14.

Il ricavato sarà devoluto in beneficenza e sarà utilizzato per la realizzazione di una Fattoria didattica per bambini disabili a Chiaiano.

Un motivo in più assistere ad uno spettacolo intenso e divertente reso ancor più speciale dallo straordinario talento di due giovanissimi attori napoletani.

– Vodisca al Piccolo Bellini. “Diego”, buona la prima! – 

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