Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Volevo essere una farfalla

Volevo essere una farfalla di Michela Marzano

Volevo essere una farfalla non è il solito romanzo sull’anoressia, un racconto di formazione autobiografico al femminile, in cui la protagonista, quasi mai una scrittrice di professione, una volta uscita dal buio della malattia, ripercorre con senso catartico il suo calvario, proponendosi come exemplum e incoraggiamento per chi ancora ne sta soffrendo. I disturbi alimentari negli ultimi decenni sono stati al centro di numerosi blog, spettacoli teatrali, romanzi e saggi specialistici, tanto che si può parlare ormai di un micro-genere letterario.

Invece Marzano, partendo da una base autobiografica, contamina realtà e finzione, avvicinandosi al romanzo classicamente inteso. Del resto, l’autrice, dottore di ricerca in filosofa alla Normale di Pisa e professore alla Sorbona, si è avvicinata alla scrittura per ragioni accademiche, per poi diventare autrice di successo presso il grande pubblico.

Volevo essere una farfalla, il coraggio di mettere a nudo una sofferenza che sembra non avere nome né perché

Volevo essere una farfalla rompe con coraggio un doloroso non detto per mettere a nudo una sofferenza senza nome e senza un perché apparente, di cui il corpo è la cartina al tornasole. Parla sì di anoressia, ma sempre di sbieco, senza indugiarvi troppo, come se il vero problema – e la sua soluzione – fossero altrove, in un complesso rapporto con la realtà e la vita. Infatti dietro al sintomo c’è molto altro: il complesso rapporto con il padre, le delusioni d’amore, la depressione e il tentato suicidio, in ultima analisi quel grumo di dolore che condiziona un’esistenza apparentemente piena e appagante.

Ma non ci sono risposte consolatorie: «Si cerca una spiegazione unica. Totalizzante. E accusando la società ci si sente più leggeri. Come se l’anoressia fosse sempre e solo il sintomo di un mondo che non funziona. Come se la responsabilità personale non contasse».

Traspare la fatica di adattarsi inconsapevolmente alle aspettative altrui allo scopo di essere amata, come se l’amore bisognasse perseguirlo con un ferreo senso del dovere che fa impallidire la gioia di vivere. Marzano non tace lo sforzo di sperimentare diverse terapie, fra cui il ricovero psichiatrico, prima di trovare lo psicanalista adatto. La difficoltà nel tenere assieme i veri pezzi del puzzle dell’esistenza è rispecchiata da uno stile narrativo secco, franto, per nulla retorico, che ricorre frequentemente al discorso diretto e ai flashback.

Eppure, «solo quando si precipita si comincia a vivere veramente. Perché si impara ad essere veramente presenti». E dal quel momento l’autrice individua la ‘sua’ strada, seppur in salita, che alla fine la porterà a una precaria serenità, perché non c’è mai nulla di acquisito definitivamente.

Più che un libro sull’anoressia, è un libro sul male di vivere e la complessità delle relazioni interpersonali, tematiche tipicamente contemporanee e ampiamente dibattute, ma trattate qui con la profondità di un’intellettuale che non smette di interrogarsi e la leggerezza – appunto – di una farfalla.

————————
Volevo essere una farfalla è in offerta su Amazon. Clicca qui per acquistarlo!