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Eroica Fenice

What I Be Project: l’onestà in scena

Se qualcuno si avvicinasse e vi chiedesse di completare questa dichiarazione “I’m not my…” (Io non sono il mio…), come rispondereste?

Scommetto che molti eviterebbero di rispondere, altri tentennerebbero ed altri ancora riempierebbero quel vuoto con parole affrettate, magari. Ma perché? Di sicuro, mostrare le proprie insicurezze e confessare i propri traumi, le proprie paure, non è affatto facile perché, a volte,  abbiamo timore di quello che potrebbero pensare gli altri, del male che potrebbero causarci con fin troppa facilità se conoscessero i nostri punti deboli, altre volte, invece, questo passo implicherebbe ammettere o anche solo sussurrare a noi stessi quello che siamo o crediamo di essere,  i nostri errori, i nostri fallimenti.

Il fotografo statunitense Steve Rosenfield, nel corso di questi ultimi cinque anni, ha realizzato un progetto intitolato “What I Be Project”, il cui scopo è quello di liberare le persone dai propri fantasmi, metterle a nudo di fronte a se stesse ed agli altri, facendole riflettere sui problemi riguardanti l’immagine del corpo, l’abuso di sostante alcoliche e stupefacenti, le malattie mentali, l’identità di genere ed il colore della pelle, ma anche quei difetti e quegli eventi che rimarranno costanti nella propria esistenza.

Centinaia di persone hanno preso coraggio ed hanno deciso di partecipare al progetto, iniziato nel 2010, quando il fotografo intraprese questa analisi della società, immortalando nei suoi scatti uomini e donne appartenenti a diverse etnie, di ogni genere ed età, in tutti gli Stati Uniti.

Il risultato? Un immenso archivio di fotografie, un esame intimo delle angosce ed inibizioni della società moderna. Ogni soggetto immortalato dall’obiettivo di Steve ha rivelato al mondo una piccola parte di se stesso: il ragazzo dal volto limpido che scrive su di se “troppo magro”, una donna dallo sguardo intenso “molestata a 5 anni” e “madre a 16 anni” o un uomo che sottolinea il difetto all’occhio. 
La composizione delle fotografie è semplice e pulita, chiara come gli sfondi sui quali appaiono. I volti dagli sguardi carichi, a troneggiare la scena. Sulla pelle, a lettere cubitali, le varie verità, dubbi, ossessioni, traumi, colpe mostrate non più come un’onta, ma quasi con sfrontatezza.

What I Be Project” è un progetto che prevede di mostrare ciò che nascondiamo dietro la maschera sociale che abbiamo imparato ad indossare ogni giorno della nostra vita perché, nella società di oggi, ci viene quasi imposto di agire in un certo modo e, se usciamo da questi “standard”, spesso veniamo giudicati, derisi e, talvolta, anche uccisi.

What I Be Project: l’onestà in scena