Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Zeffirelli. L’arte dello spettacolo a villa d’Este

«Io ho bisogno di temperature forti, di gente che non ha paura di niente. Ho sempre detto a tutti: “fai quello che vuoi, purché sia una cosa che senti”». (F. Zeffirelli)

Nella splendida cornice dell’antica villa d’Este a Tivoli sull’Appia Antica, il regista fiorentino novantaduenne Franco Zeffirelli ha partecipato ad un incontro con la stampa per presentare la mostra intitolata Zeffirelli. L’arte dello spettacolo. Questa, che precede l’esposizione che sarà dedicata al maestro a dicembre nel palazzo di San Firenze (Ex Tribunale), è stata inaugurata il 14 maggio 2015 dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli ed è stata realizzata da De Luca Editori d’Arte.

Sarà visitabile nelle sale della villa commissionata dal cardinale Ippolito II d’Este fino al 18 ottobre 2015, in un luogo fastoso e rinascimentale che non poteva non essere perfetto per accogliere la mostra dedicata al genio della cinematografia italiana, come ha sottolineato alla rassegna stampa la direttrice del sito e curatrice della mostra Marina Cogotti fra i curatori Pippo Pisciotto Zeffirelli e Caterina D’Amico.

L’esposizione ripercorre l’intera carriera di artista di Franco Zeffirelli, iniziata nel secondo dopoguerra al termine degli studi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze: scelto come scenografo teatrale nel 1949 con Luchino Visconti di Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams, diventa assistente di registi del calibro di Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica e Roberto Rossellini e poi prosegue da solo divenendo uno dei principali registi italiani, anche grazie agli adattamenti di molti testi shakespeariani come La bisbetica domata con Liz Taylor e Richard Burton, Romeo e Giulietta con Olivia Hussey e Leonard Whiting, Amleto con Glenn Close e Mel Gibson, Otello con Katia Ricciarelli e Placido Domingo, e con Fratello Sole, Sorella Luna (1972) e Un tè con Mussolini (1999) viene consacrato nell’Olimpo degli artisti italiani più amati del panorama cinematografico.

La mostra intende soprattutto mettere in luce il talento, non solo prima di attore e poi di regista di Franco Zeffirelli (Sir Franco, dal momento che nel 2004 ha ricevuto questo titolo proprio dalla regina Elisabetta II), ma soprattutto di grande scenografo e artigiano costumista (oltre che pittore) attraverso l’esposizione di costumi e scenografie («(il mio lavoro di scenografo) spesso è considerato sussidiario rispetto alla mia attività più nota di regista»).

Oltre 70 bozzetti autografi potranno essere ammirati dai visitatori, insieme ad una selezione di costumi di scena originali, indossati da Maria Callas nelle sue esibizioni alla Scala di Milano (Zeffirelli ha definito la soprano e l’indimenticabile Anna Magnani, «due grandi e speciali amiche»), alla quale ha dedicato alla Callas un documentario nel 2009 intitolato Omaggio a Roma, con Andrea Bocelli e Monica Bellucci e presentato al Festival del cinema di Roma.

Inoltre sono esposti abiti di scena disegnati da costumisti come Piero Tosi per La Traviata, che furono realizzati dalla Sartoria Tirelli, Anna Anni e Danilo Donati. E poi gioielli realizzati dal maestro orafo Gerardo Sacco e indossati da stelle come Glenn Close (in Amleto) o Liz Taylor (in Il giovane Toscanini), tre costumi e la riproduzione delle scene realizzate da Zeffirelli per Pagliacci (1959) di Ruggero Leoncavallo al Covent Garden di Londra, scenografie per La signora delle camelie, portato in scena a Broadway, la Boheme al Metropolitan di New York, apprezzata dagli spettatori per le scenografie che li ‘distraevano’ dall’ascolto delle voci liriche, il Don Giovanni di Mozart (2012), portato in scena all’Arena di Verona nella 90a edizione operistica (nel 2010 a Zeffirelli era stato dedicato un intero festival nell’Arena più famosa al mondo con cinque suoi allestimenti: Turandot, Carmen, Butterfly, Aida e Trovatore).

La maggior parte delle scenografie furono realizzate in scala dal maestro, abituato a pensarle in questo modo per ideare non solo l’ambiente scenografico delle scene, ma anche della sua regia. Accanto alle scenografie teatrali sono esposti anche alcuni bozzetti di Gesù di Nazareth, film tv trasmesso tra il marzo e l’aprile del 1977 con Robert Powell e Olivia Hussey (nella parte di Maria, madre di Cristo).

Approdata nella villa estense dopo un triennio dedicato alla sola arte rinascimentale, Zeffirelli in mostra è, secondo Edith Gabrielli, «anello di congiunzione fra Rinascimento e made in Italy», un made in Italy apprezzato soprattutto all’estero da teatri celebri come il Metropolitan di New York e lo Staatsoper di Vienna. Un’arte rinascimentale tanto apprezzata da Zeffirelli che, con l’accordo per l’inaugurazione di una più grande mostra a Firenze, intende far accendere di nuovo i riflettori della cultura italiana sulla città toscana, «centro della cultura del mondo, (…) quando ospitava geni come Leonardo da Vinci o Michelangelo, quelli che da ragazzino consideravo i miei miti».

La mostra Zeffirelli. L’arte dello spettacolo, pertanto, è non solo un’occasione per conoscere più approfonditamente un regista talentuoso e meno noto dal punto di vista artistico, ma soprattutto per ammirare le creazioni a mano maniacali e perfette di scenografie teatrali e cinematografiche, oggi perlopiù create grazie alle moderne tecnologie.

Zeffirelli. L’arte dello spettacolo a villa d’Este