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Eroica Fenice

La Tag: Edizioni 2000diciassette contiene 4 articoli

Libri

Van Helsing: “la questione di famiglia” di Gianmario Mattei

“Dona ai tuoi occhi la vera vista, perché solo in tal modo il soprannaturale non ti coglierà alla sprovvista. Abraham Van Helsing” . Con questo invito, a chiusura dell’incipit, inizia il romanzo di Gianmario Mattei “Van Helsing. – Una questione di famiglia”, con cui la casa editrice telesina Edizioni 2000diciassette inaugura il genere gothic-horror. Tre elementi catturano immediatamente la curiosità del lettore in queste poche righe: “la vera vista”, “il soprannaturale” e, soprattutto, l’antagonista di Dracula, il vampiro che ancora oggi non cessa di esercitare il suo fascino: il quasi sconosciuto “Abraham Van Helsing “. Quasi sconosciuto perché Bram Stoker, lo scrittore irlandese che per primo delineò il personaggio di Dracula nel suo omonimo capolavoro, consacrandolo nel panorama dei classici della letteratura, eluse completamente lo sviluppo narrativo di questa figura dall’ accecante potenziale, evitando di scavare nella dicotomia che da sempre vede il Soggetto svelarsi solo opponendosi all’Altro, il Male manifestarsi solo in contrapposizione al Bene. Gianmario Mattei origina la sua storia proprio da questa negligenza -Chi è Van Helsing ? Qual è la sua storia? Come è diventato il nemico per eccellenza del perturbante vampiro? – e lo fa attraverso le pagine del diario di Boudjiewin, antenato dell’illustre dottore olandese conosciuto tra le righe del capolavoro di Stoker. Nasce così “la questione di famiglia”. La vera vista contro il soprannaturale: il Bene contro il Male Amsterdam, 1438. Boudjiewin Van Helsing, medico brillante, attratto dalle scienze occulte ed assetato di conoscenze, ritorna a casa in occasione del fidanzamento della sorella Sonja con un facoltoso principe russo ma ben presto si trova a dover affrontare un essere soprannaturale, che causa un’epidemia primitiva ed incontenibile, della cui mostruosità soffre ad accettare l’effettiva esistenza. Riesce, tuttavia, a non soccombere alla tragedia che lo colpisce ricorrendo all’unica arma che gli permette di reagire: la ratio, diventando partigiano di quell’Umanesimo che, appellandosi alla facoltà dell’intelletto, determina ciò che è giusto o sbagliato e interviene di conseguenza, rivendicando la dignità dell’uomo come autore della propria storia. Van Helsing e il suo nemico diventano, pertanto, allegorie attraverso cui la struttura narrativa esprime l’argomentazione morale della narrazione, chiaro invito alla riflessione per il lettore: un semplice uomo, con la sua sola ragione, si assume la responsabilità di combattere il Male nella sua forma più spaventosa. Ma il Male non è qui il concetto religioso che rimanda al disorientamento del peccato o all’assenza del Bene, bensì espressione di quell’oscurità che esiste in Natura e che trova troppo spesso dimora nel cuore degli uomini. Magistrale Mattei, dunque, per la quantità di contenuti colti e coinvolti nell’intreccio della storia ed eccellente la tessitura di una rete simbolica nel flusso grafico della scrittura, che rimanda alla tradizione mitologica e popolare, a memorie antiche nelle quali realtà e fantasia si rincorrono, ad archetipi di folcloristica natura, e che irretisce il lettore in una trama di grande impatto emotivo e lo inchioda alle pagine del libro. Van Helsing : una pesante eredità di famiglia Mattei analizza il microcosmo del suo protagonista, scavando nelle sue […]

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Libri

Van Helsing: via alla saga di Gianmario Mattei

Van Helsing – Una questione di famiglia: questo il titolo dell’opera di Gianmario Mattei, primo capitolo di una saga gothic-horror firmata Edizioni 2000diciassette, presentata sabato 2 dicembre al ‘Paiolo’ di Telese Terme, con la partecipazione di Pasquale Carlo (giornalista Il Mattino), Maria Pia Selvaggio (Direttore Editoriale Edizioni 2000diciassette), Marzio Di Mezza (giornalista Direttore neifatti.it), Rosa Caruso (blogger La Fenice Magazine) e del Delegato alla Cultura del Comune di Telese Terme, Giovanni Liverini. L’evento ha previsto la visione di un trailer realizzato da Gaia Studio, accolta in maniera entusiasta dal pubblico, e un’introduzione di Pasquale Carlo, che ha evidenziato quanto Edizioni 2000diciassette, casa editrice telesina nata l’anno scorso per la ferma volontà di due donne, Maria Pia Selvaggio e Maria Grazia Porceddu, e con all’attivo già diciassette uscite, abbia portato una ventata di aria nuova nel territorio in un periodo asfittico. La Selvaggio ha poi introdotto Van Helsing – Una questione di famiglia e si è definita ‘conquistata’ sia dall’entusiasmo dell’autore Gianmario Mattei, che ha convinto Edizioni 2000diciassette a scommettere sull’opera, sia dall’originalità di cui essa si fa portavoce, per l’approccio originale allo sviluppo in chiave romanzesca dell’eterno scontro tra Bene e Male. Van Helsing, infatti, ripropone questo tema in una delle storie più accattivanti della letteratura, quella di Dracula di Bram Stoker, che ha consacrato il personaggio del ‘vampiro’ nell’immaginario collettivo come incarnazione di tutte le pulsioni perverse dell’animo umano e che, a seconda delle varie epoche e delle varie voci, è stato dipinto come disumano, seduttivo, romantico. Mattei, nondimeno, rovescia gli equilibri e sceglie di narrare la storia di Boudjewin Van Helsing, antenato di Abraham, antagonista del conturbante Dracula di Stoker. Il Male non cambia nei secoli ma cambia la maniera in cui si presenta In Van Helsing lo scrittore racconta il Male visto con gli occhi di un uomo del ‘400, già singolare perché si affida alla ragione e non alla fede, come le consuetudini tardo medievali avrebbero fatto invece presagire, e che, coinvolto in una tragedia immane, decide di intervenire, restando fedele a se stesso, avvicinandosi quindi al mondo soprannaturale usando la ratio e perseguendo rettitudine e verità. L’indagine del periodo storico entro cui si svolge la storia narrata e della genesi letteraria di Van Helsing  diventano, dunque, imprescindibili per lo scrittore. Mattei ambienta la sua vicenda tra il 1396 ed il 1470 in Olanda, paese laico, pur sotto il controllo del duca di Borgogna, che gode di un fiorente commercio mercantile in un momento i cui altri Paesi, al tramonto del Medioevo, subiscono le conseguenze distruttive della guerra dei Cent’anni. La Storia interviene anche nell’indagine su Vladislav III Hagyak (Vlad), figlio di Vlad II Dracul, voivoda di Valacchia e membro dell’Ordine del Drago, fondato per proteggere il cristianesimo nell’Europa orientale ma noto anche come Țepeș (in rumeno: l’Impalatore), per la predilezione ad impalare i nemici. La sua brutalità e il suo patronimico lo rendono una fonte d’ispirazione accattivante per Stoker nella creazione del protagonista  di Dracula (1897). Dal punto di vista letterario, invece, al contrario di quel che accade col Frankenstein, o il moderno Prometeo (1818) di Mary Shelley, […]

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Napoli & Dintorni

San Lorenzello, Edizioni 2000diciassette inaugura le Luci d’artista

“D’Autunno” e “Je suis chocolat”, prime produzioni letterarie firmate Edizioni 2000diciassette, sono state presentate sabato 25 novembre, nella superba cornice di Palazzo Massone, in occasione dell’inaugurazione di Luci d’artista, manifestazione che si svolge a San Lorenzello (BN) nel periodo natalizio. Durante la serata, “Luci e letteratura”, sono intervenuti il sindaco di San Lorenzello, Antimo Lavorgna, che ha evidenziato quanto la letteratura risponda all’istanza di migliorarsi propria a ciascuno, il presidente dell’Ente Culturale Schola Cantorum San Lorenzo Martire “Nicola Vigliotti”, Alfonso Guarino, per il quale la scelta di celebrare l’inizio delle Luci d’artista con una serata interamente dedicata alla letteratura è stata ponderata ed intenzionale e, infine, Maria Pia Selvaggio, direttore editoriale di Edizioni 2000diciassette, secondo cui il connubio politica-cultura permette quella che è la “qualità del vissuto”. Il Sannio nel mondo, il mondo nel Sannio a San Lorenzello  Edizioni 2000diciassette nasce l’anno scorso da un’idea di Maria Pia Selvaggio e di Maria Grazia Porceddu ed ha al suo attivo diciassette uscite, tra cui “D’Autunno” e “Je suis Chocolat”. Presidente della casa editrice è il teologo Christian D’Occhio e suo fine prioritario è quello di proiettare nel mondo voci di autori sanniti, aprendo nel contempo un varco nel territorio per la letteratura mondiale. Ospiti della kermesse di San Lorenzello sono stati alcuni tra gli scrittori che hanno partecipato alle raccolte: Flavio Ignelzi (“Le cinque fasi” in “Antologia d’Autunno” e “Il resto è mancia” in “Je suis chocolat”), Pier Luigi Carlo Antonio Perrottelli (“Un martedi” nella prima raccolta e “B&B” nella seconda), Alfredo Martinelli (“Immagini”), Patrizia Bove (“Sognando l’America”), Teresa Morone (“E se tu volessi”), Antonello Santagata (“L’odore della cioccolata”) e Anna Amalia Villaccio (“Giulia”), tutti selezionati in “Je suis chocolat”, Gioconda Fappiano (“Poi ti spiego” in “D’Autunno” e “Notturno, Amor vincit omnia” nella seconda raccolta), Maria Grazia Porceddu (“Lisabetta da Messina”, liberamente ispirato alla novella di Boccaccio nella prima antologia) ed infine Maria Pia Selvaggio, dalla cui penna nasce la narrazione che dà il titolo a “Je suis chocolat”. Entrambe le raccolte sono il risultato di un bando di selezione indetto dalla casa editrice, ma se “DAutunno” è una selezione di 17 racconti brevi, sferzanti, che esprimono 17 crepe dell’anima, proiezioni di ricordi e di vissuti, l’autunno della decadenza dello spirito e la sua rinascita, “Je suis Chocolat ” riunisce 23 racconti appetitosi e potenti, provocatori e dolci, “cioccolatosi”, con il Piacere, accattivante in tutte le sue sfumature, come protagonista indiscusso. “D’Autunno” e “Je suis chocolat ”: gli autori ed i racconti Nella discussione con gli autori, magistralmente moderata da Maria Grazia Porceddu, scopriamo che, tra le penne di “Je suis chocolat ”, Patrizia Bove e Teresa Morone scrivono perché attratte dalla sfida proposta dalla casa editrice ma mentre per la prima il tema di raccontarsi unito a quello del cioccolato dà vita ad una storia che sa di cioccolato ed amicizia in un contesto provinciale degli anni ’70, per la seconda la dolcezza del ricordo cede il passo ad una storia d’amore conturbante, con tanto eros e tanto cioccolato, perché la protagonista femminile, Olga, […]

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Attualità

Angela Iacobucci presenta “Quella garibaldina della sua trisavola”

Angela Iacobucci ha presentato al pubblico la sua ultima opera, Quella garibaldina della mia trisavola (2000diciassette edizioni), un tuffo nel controverso periodo del Risorgimento, di cui si conosce ancora ben poco. L’evento, inserito nella III Edizione  della collettiva d’Arte Sinergie diretta da Antonella Botticelli, si è tenuto martedì 20 giugno 2017, alle 17.00, nella Sala Consiliare della Rocca dei Rettori. Un racconto di passioni La presentazione si apre con Elide Apice a far da moderatrice, che ci spiega come i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia nel 2011 siano stati per la Iacobucci l’occasione per accorgersi di una curiosa riproposizione di nomi e cognomi della sua famiglia nelle cronache dell’epoca e siano dunque stati il motore per una serie di ricerche che hanno portato alla realizzazione del volume pubblicato. La giornalista evidenzia quanto questo libro sia in realtà una “narrazione di passioni”, perché passione è quella espressa dalla Iacobucci nella sua inchiesta storica ma è anche quella che ha animato personaggi di un’epoca lontana a cui la penna dell’autrice ha dato voce, e tanto è stata incisiva la capacità della scrittrice di “raccontare” con semplicità e carattere le contingenze storiche di un periodo ancora in chiaroscuro. Quando prende la parola Maria Grazia Porceddu, Responsabile dell’Ufficio Stampa di Edizioni 2000diciassette, sottolinea quanto il romanzo sia perfettamente integrato nelle dinamiche della casa editrice, che vuole “portare il Sannio oltre i confini del Sannio” e partecipare ad un’opera di delucidazione di uno spaccato storico troppo a lungo trascurato. La dott.essa Emilia Tartaglia Polcini, amica e collega della nostra autrice, racconta invece la genesi di Quella garibaldina della mia trisavola, proposto inizialmente come pièce teatrale dal titolo omonimo  e rappresentata da un gruppo di studenti insieme al laboratorio sperimentale “Solot”, per celebrare la nascita della Provincia di Benevento.  Successivamente pone l’accento su quanto oggi “abbiamo perso in merito a valori e sentimenti” e pertanto lavori come quello della Iacobucci acquistano valore formativo, evocativo ed artistico perché arricchiscono la nostra memoria storica. Siamo oggi perché siamo stati ieri Ospite della presentazione è stato anche il Prof. Aniello Cimitile, già Rettore dell’Università del Sannio e Presidente della Provincia di Benevento. Analizzando da un punto di vista storico la situazione beneventana dell’epoca, quando si combatteva per scacciare la presenza pontificia che da quasi otto secoli imperava sulla città e per ricostruire l’antica patria sannita, il Prof. rileva che il Risorgimento è stata una rivoluzione giovane e proprio nell’opera dei giovani di allora è da ricercarsi un bagaglio culturale e di memoria storica per i giovani di oggi con cui potersi affacciare al futuro. Angela Iacobucci innesca in questo senso la scintilla della curiosità nella giovane mente di Camilla, uno dei personaggi del romanzo, che per una coincidenza di nomi e date diventa colei che alza il velo su un passato che affonda le radici anche nel suo albero genealogico. Altro aspetto evidenziato dal Prof. Cimitile è la consuetudine storica di non parlare mai delle donne: con Angela Iacobucci invece questo non accade. Autrice prima del testo didattico Donne e scienza nel 2006 e poi di Ipazia […]

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