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Eroica Fenice

Ardente passione, Il postino di Neruda al Primo

Ardente passione, Il postino di Neruda al Primo

Gli uomini non hanno nulla a che vedere con la semplicità o la complessità delle cose. Secondo la tua teoria, una cosa piccola che vola non dovrebbe avere un nome lungo come farfalla. Pensa che elefante ha lo stesso numero di lettere di farfalla, ed è molto più grande e non vola”.
La nascita e l’approdo di un amore scandito dal fascino delle poesie di Neruda e da un pizzico di storia cilena. Così, con 21 parole, si può riassumere “Ardente Passione” (regia di Costantino Punzo & Peppe Carosella), spettacolo in scena dal 12 al 14 dicembre al Teatro Il Primo.
La pièce, tratta dal romanzo di Antonio Skármeta “Ardiente Paciencia: El cartero de Neruda”, si svolge nel giugno del 1969 nel piccolo villaggio di Isla Negra, vicino alle coste del Cile.

Mario Jiménez (Aurelio De Matteis), isolano figlio di un pescatore, si rifiuta di continuare a dedicarsi alla professione del padre; avendo già la bicicletta e sapendo leggere, accetta una proposta di lavoro come postino locale, benché venga avvertito del fatto che la sua paga “è una merda”. L’intero villaggio, essendo composto perlopiù da pescatori, è totalmente analfabeta e l’unica persona a cui deve consegnare la posta è il famoso poeta Pablo Neruda (Peppe Carosella). Mario considera quest’uomo come un maestro e compra un volume delle sue poesie, aspettando timidamente un’occasione per ottenere un autografo dallo stesso. Tra i due nascerà, con una serie di dialoghi brillanti sulla vita e sulla poesia, uno splendido rapporto di amicizia che spingerà il postino a chiedere aiuto al poeta per conquistare Beatrice (Fortuna Liguori), giovane locandiera che vive sola con la madre (Silvana Vajo). Quest’ultima è particolarmente scettica riguardo al rapporto tra i due poiché non vede alcuna prospettiva di vita serena tra la figlia e un umile postino. Per fortuna l’amore trionfa e i due riescono a sposarsi. Finisce, proprio con il matrimonio dei giovani, il primo atto. All’alzarsi del sipario ci si accorge subito di come qualcosa sia cambiato. La vittoria del Nobel per la letteratura da parte di Neruda è, infatti, l’unica nota positiva dell’evolversi delle vicende. Prima la malinconia del poeta, trasferitosi a Parigi, poi l’aggravarsi della situazione politica in Cile fino ad arrivare al giorno del golpe e alla morte di Allende.

E così, il triste susseguirsi degli eventi cambia le carte in tavola e muta i toni di quella che era stata fino a quel momento una commedia.
Molto fedele al testo originale, Ardente Passione è, senza dubbio, uno spettacolo vivo, intenso e convincente in entrambi gli atti, ricco di spunti e di sentimento, lo stesso che gli attori hanno saputo sapientamente trasmettere al pubblico in sala.

Blanda compagna dai passi segreti,
latte abbondante dei cieli,
grembiule immacolato della mia scuola,
lenzuolo di viaggiatori silenziosi
che vanno di pensione in pensione
con una foto raggrinzita in tasca.
Leggera e plurale donzella,
ala di migliaia di colombe,
fazzoletto che dice addio
a non so cosa.
Per favore mia pallida bella,
cadi gentile su Neruda a Parigi,
vestilo di gala col tuo candido
abito da ammiraglio,
e conducilo sulla tua lieve fregata
in questo porto dove lo rimpiangiamo tanto.

– Ardente passione, Il postino di Neruda al Primo –