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Eroica Fenice

Ballarini di Emma Dante alla Galleria Toledo

Ballarini, in scena alla Galleria Toledo dal 4 al 14 dicembre, è il terzo episodio della “Trilogia degli occhiali”, scritta e diretta da Emma Dante. Ballarini racconta in soli quarantacinque minuti l’intensa storia d’amore di una vita intera, in un viaggio a ritroso nei momenti più significativi dei due protagonisti, gli eccezionali Manuela Lo Sicco e Sabino Civillieri.

Ballarini di Emma Dante, dalla fine all’inizio

Ballarini sta per “ballerini“, termine che rimanda al dialetto siciliano parlato dai due personaggi. La loro storia comincia dalla fine: entrambi sono ormai molto anziani, entrambi portano fin troppo i segni della loro età, stentano a camminare e a parlare, ma si sorreggono a vicenda; iniziano a ballare senza musica. Le luci sul soffitto, una bottiglia di champagne, un sussurro: «Auguri amore mio». È l’ultimo giorno dell’anno quando i due innamorati iniziano un viaggio tra i ricordi, riportando alla luce ciò che è racchiuso in un baule, custode di oggetti che hanno fatto la loro storia: tra questi, un carillon, elemento ricorrente della loro storia che li terrà in qualche modo legati. La quasi totale assenza di dialoghi è supplita dall’intensa gestualità da cui è possibile percepire la grande energia che un tempo i due amanti esprimevano a passo di danza, ora imprigionata in due corpi stanchi, che tuttavia non si stancano mai di prendersi cura l’un dell’altro.

Al ritmo lento e spasmodico della prima parte si sostituisce un seconda parte costituita da una rapida sequenza di momenti in cui i due ballarini si liberano dall’inerzia della vecchiaia e dalla sua mise, inforcano gli occhiali e iniziano a sfrenarsi, rincorrendosi, giocando tra di loro e soprattutto ballando al ritmo dei successi anni ’60: Mina, Tenco, Rita Pavone, fino ad arrivare a ballare sulle note di “I Watussi” di Edoardo Vianello e “Fatti mandare dalla mamma” di Gianni Morandi. E così che dalla vecchiaia si ritorna al periodo dell’età adulta, ai primi momenti insieme al loro bambino, alla gravidanza, al matrimonio e infine al fatidico momento da cui tutto ha inizio: una dichiarazione d’amore e un carillon in dono, seguiti da una proposta di matrimonio. Il brano “Tango delle capinere” di Nilla Pizzi fa da sottofondo al momento di massima felicità dei due innamorati che in una lontana e popolare Sicilia del dopoguerra si apprestano a coronare il loro sogno ed a intraprendere un viaggio di cui lo spettatore ha già conosciuto le innumerevoli tappe. L’ultimo ballo è un salto avanti nel tempo, un ritorno all’amaro presente; tutto è buio e silenzioso, tutto viene riportato lentamente e affannosamente in quel baule. Le luci dei festoni si spengono, il carillon suona un’ultima volta. Ma lei stavolta è sola.

Per Ballarini di Emma Dante non occorrono le parole per mostrare quanto grande sia questo amore, che si espande sul palco servendosi di altri mezzi. Ballarini è una sequenza di gesti, piroette, colori, musica, oggetti, azioni, poche e semplici battute che non lasciano tregua allo spettatore per riflettere su ciò che sta vedendo, poiché in un attimo cambia lo scenario, cambia la musica, ma in quell’attimo passano gli anni, in un climax di emozioni vorticose, che alla fine ci riconduce bruscamente al punto di partenza. Proprio come il movimento di un carillon.

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