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Eroica Fenice

Caso Zanfretta: “Loro” a Officina Teatro

Tutti noi siamo affamati di storie, soprattutto quelle vere: racconti che nascono dal grembo empirico di tutti i giorni. Tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta, in Italia si parla tanto del famoso caso Zanfretta: un mistero che sembra non essere mai stato risolto. Una storia un po’ particolare perché la realtà si mischia con ciò che noi consideriamo solitamente fantascienza.

Un metronotte in pensione italiano, Pier Fortunato Zanfretta, afferma e continua a sostenere ancora oggi di avere vissuto, tra il 1978 e il 1981, undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo (IR3/4) con esseri  alieni di tipo rettiliano. Esseri che hanno la pelle verde increspata, alti tre metri, grandi punte sulla testa e occhi triangolari gialli; provengono da un pianeta soprannominato “Titania” e vedono la Terra come possibile pianeta su cui trasferirsi. Gli alieni si chiamano “Dargos” e sono del tutto pacifici: ritengono la guerra uno stupido strumento che l’uomo del pianeta Terra mette a disposizione per soddisfare il proprio egoismo. Vicino Genova ci sono due comuni, Torrigia e Propata: teatro a suo tempo di strani eventi che, appunto, coincidono con il rapimento di Piero Zanfretta da parte di presumibili alieni. Alcuni testimoni affermano di aver avvistato “oggetti volanti molto grossi e luminosi”. Gli psicanalisti Mauro Moretti e Cesare Musatti, che sottoposero Zanfretta a sedute di ipnosi regressiva, affermarono che le dichiarazioni circa tali eventi paranormali, rese durante lo stato ipnotico, sarebbero state fatte in buona fede. Tuttavia, il loro collega Marchesan, precisò che queste dichiarazioni potrebbero comunque non corrispondere alla realtà. Non dimentichiamo, allo stesso tempo, che siamo in un’Italia di fine anni ’70 in cui i rapimenti sono all’ordine del giorno, soprattutto per motivi politici e sociali. Sono tante, in ogni caso, le testimonianze esterne a Zanfretta che potrebbero far pensare alla veridicità delle parole dell’uomo rapito dai “Dargos”; inoltre non è nostro compito elencare aneddoti anacronistici da gossip italiano.

Ma, per esempio, c’è chi invece ha deciso di mettere insieme gli elementi della storia con l’intento di costruire successivamente uno spettacolo,  servendosi dell’arte del teatro.

Si potrebbe quindi asserire, in maniera realistica, che Maurizio Patella sia stato capace in tutti i sensi di affilare le armi della recitazione grazie ad una grammatica narrativa non proprio scontata. “Loro” è il titolo dello spettacolo andato in scena il 25 e il 26 aprile a Officina Teatro di San Leucio; pronome che squarcia ogni tipo di interpretazione, adatto sia per chi crede all’esistenza degli alieni, sia per chi sarebbe pronto a deridere Piero Zanfretta o a teorizzare ipotesi complottistiche di umani travestiti in Dargos. Lo spettacolo vive grazie anche al sostegno di Kilowatt Festival e Scarlattine Teatro. Ottiene la menzione speciale “Franco Quadri” al premio Riccione per il teatro 2013.

Il motivo per il quale l’attore, Maurizio Patella, narratore di questa storia, sia stato abile nel giro di circa 90 minuti a far entusiasmare il pubblico, non annoiandolo minimamente, va ricercato sostanzialmente nel suo sperimentarsi in vari personaggi, attraverso il muovere i “fili” di modellini e giocattoli anni ’70. L’obiettivo sta nel raccontare una storia attraverso una sua teatralizzazione, unendo musica, voci, luci. C’è una dedizione assoluta a praticare tecniche teatrali che siano utili a mantenere un rapporto intimo, ironico e coinvolgente con il pubblico. La volontà che una storia sia conosciuta da altri passa attraverso l’esigenza immediata che questa venga compresa per bene.

“Loro” torneranno o forse siamo noi a non essere mai sazi di storie? Vere o non vere, forse poco importa.

-Caso Zanfretta: “Loro” a Officina Teatro-