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Eroica Fenice

caviale e lenticchie

Caviale e lenticchie al Teatro Augusteo

 

Caviale e Lenticchie, la recensione.
Continua la Rassegna di Teatro Amatoriale al Teatro Augusteo, che ogni anno offre l’opportunità agli artisti non professionisti di mostrarsi al grande pubblico e sognare di vincere il premio più ambito: l’inserimento della loro opera nel cartellone teatrale ufficiale dell’Augusteo.

Venerdì 5 Maggio, è stata la volta della compagnia La carretta dell’arte, che ha portato in scena lo spettacolo Caviale e lenticchie di Scarnicci, Tarabusi, Tarantocon la regia di Stefano Taiani e la scenografia a cura di CLPT.

Caviale e lenticchie, miseria o nobiltà?

La compagnia La carretta dell’arte nasce nel 1976 nella parrocchia di San Nicola alla Carità, a Napoli, nel teatrino sottostante la chiesa dove hanno provato i loro lavori teatrali attori come Corrado Taranto, Tato Russo, Dalia Frediani, Aldo Bufilanti, Paolo Spezaferri, Mario Brancaccio e Giuseppe Sollazzo. Alla rassegna del Teatro Augusteo si presenta con uno spettacolo in tre atti che porterà in scena ben 17 attori.

Caviale e lenticchie è una commedia in tre atti e due tempi di Giulio Scarnicci, Renzo Tarabusi e Nino Taranto, scritta nel 1956 e divenuta molto popolare.

Liborio Lamanna e Maddalena convivono e hanno una figlia di nome Fiorella. Liborio, che come mestiere fa “l’invitato”, cioè si imbuca alle feste rubando dolci e cibarie per poi mandare il suo amico-nemico Vincenzo nei ristoranti a venderle. Vincenzo fa la corte a donna Maddalena, che però non ricambia. Della famiglia fanno parte anche Caterina Lamanna, sorella di Liborio, e Filippo, altro figlio di Donna Maddalena e Liborio, impegnato in una maratona di danza da 5 giorni. Un giorno la famiglia si vede arrivare a casa un vecchio bersagliere, che comincia a cantare canta se non gli si mette una caramella in bocca e che piange se gli si toglie il cappello da bersagliere. Le donne chiedono spiegazioni di questo arrivo  a Liborio e lui spiega che lo ha affittato per un comitato benefico che aiuti le famiglie più bisognose tra le quali al primo posto figura proprio la loro. L’uomo, quindi, spacciandosi per un ricco capo fondatore, fa entrare in casa una baronessina e una ricca donna di nome Donna Agnese, che si erano prefissate di dare i soldi a quella famiglia di disadattati. Ad un certo punto entrano anche Vincenzo e Liborio, costretto a far credere alle donne sia lui il marito di donna Maddalena.

Mentre si stabiliscono le trattative, entrano in scena Roberto, figlio di donna Agnese, e Leopoldo, cugino e tutore del ragazzo. Roberto dice che per sbaglio, dopo aver sparato un colpo di pistola dietro ad una porta, ha colpito un cameriere di nome Alessio. Tutti decidono di farlo nascondere proprio in quella casa in cambio di soldi. Questo comporterà, però, che Liborio non potrà entrare in casa con la sua vera identità. Nel frattempo, Leopoldo si è messo d’accordo con Vincenzo per occultare il cadavere di Alessio, mettendolo dentro un baule custodito in casa Lamanna.

Roberto si addormenta, ma durante la notte, Alessio, il cameriere sedicente ucciso, esce dal baule ancora vivo e spaventa Roberto per poi tornare nella sua “cassa”, quando sente arrivare Liborio, che si addormenta su di essa. Risvegliatosi scopre il cadavere, ne chiede spiegazione a Vincenzo che gli spiega il fatto…