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Eroica Fenice

dentro la tempesta

Dentro la tempesta per i Viaggi di Capitan Matamoros

Nato dal laboratorio L’altro nello sguardo dell’altro, condotto dall’Associazione Teatrale Aisthesis con le comunità migranti residenti sul territorio irpino, ieri 28 settembre (e oggi 29 settembre), presso la Sala delle Colonne dell’Annunziata, è andato in scena Dentro la tempesta, pièce teatrale che ha al centro La tempesta di Shakespeare, interpolata con la versione napoletana di Edoardo De Filippo e con le scritture e i racconti personali dei partecipanti al laboratorio;  diretto da Luca Gatta, direttore artistico de I viaggi di Capitan Matamoros.

In una cornice maestosa, fatta di marmi e colonne e su una colorata scenografia, resa ancora più vivace dai costumi folkloristici degli attori, si è svolta la vicenda, ambientata su un’isola imprecisata del Mediterraneo, che ha per protagonista Prospero, il vero duca di Milano, che trama per riportare sua figlia Miranda al posto che le spetta, servendosi della magia.  Mentre suo fratello Antonio e il suo complice, il Re di Napoli Alonso, stanno navigando sul mare di ritorno da Cartagine, il mago invoca una tempesta e attraverso l’aiuto del suo servo Ariel, uno spirito dell’aria, riesce a riscattare il Re e a far innamorare e sposare sua figlia con il principe di Napoli, Ferdinando. 

Dentro la tempesta, storia di migrazione e identità

La tempesta è stata scelta per la grande densità tematica, infatti affronta temi attualissimi, quali il naufragio, l’esclusione, il rapporto con il diverso , il conflitto tra natura e conoscenza; e per il suo forte legame con il territorio campano grazie alla celebre riscrittura di Eduardo De Filippo, pur avendo una struttura drammaturgica diversa, manipolata attraverso le esperienze e le scritture dei partecipanti.

Lo spettacolo porta in scena un intreccio linguistico, fatto di  italiano, inglese, francese, napoletano, bambara, mandingo, ewandu ed è  arricchito da canti africani. 

Dentro la tempesta – L ‘altro nello sguardo dell’altro è, nelle intenzioni dei suoi ideatori, un progetto pilota avente come finalità l’inclusione scolastica e lavorativa di giovani migranti. Insomma, il primo atto di quella che, si spera, diventerà una vera e propria scuola di teatro per l’integrazione.

 

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