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Eroica Fenice

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Eleonora Pimentel Fonseca nel mezzo di due Napoli

“Eleonora Pimentel Fonseca. Con civica espansione di cuore” è in scena presso San Domenico Maggiore nella Sala del Capitolo fino a domenica 24 gennaio, con Annalisa Renzulli nelle vesti di Eleonora, con e di Riccardo De Luca che ne è anche il regista, Gino Grossi, Francesca Rondinella, Salvatore Veneruso, Maria Anna Barba, Dario Barbato e Lucrezia Delle Veneri.

Con la seconda edizione dello spettacolo patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e dall’Istituto per gli Studi Filosofici, s’inaugura anche l’attività di Produzione Stati Teatrali creato dalla protagonista.

Eleonora Pimentel Fonseca, non un semplice adattamento

Lo spettatore non assisterà esclusivamente all’adattamento teatrale alle opere con Eleonora Pimentel Fonseca, bensì anche al frutto di una profonda ricerca di documentazione storica. Sul palcoscenico vengono mescolati infatti le pagine dei romanzi con quelle dei documenti come il Monitore Napoletano.

La scena ha per fondale il Calvario del Ragolìa. Sul palco, poco rialzato, insiste una scenografia più che minimale costituita da tre cubi bianchi, per dar luogo ad uno spettacolo estremamente dinamico, definito con bravura dagli attori che riescono a restituire alla messa in scena il legame organico con il suo pubblico.

Il dramma dei martiri di Napoli è cosa purtroppo nota, ma nello spettacolo, anche grazie alle linee guida definite dal Resto di Niente di E. Striano, e da Cara Eleonora di M.A. Macciocchi, l’Eleonora Pimentel Fonseca di Annalisa Renzulli viene investita dalla napoletanità, che come una scatola di pastelli contiene tutti i colori, nero compreso.

Leggendo le pagine, i faldoni e gli incartamenti di quell’epoca, è possibile raggiungere un’immagine ben definita nelle nostre menti di Eleonora Pimentel Fonseca. Un pensiero così lucido che non solo la protagonista riesce a restituire con estrema nitidezza, ma che è anche il frutto dell’insieme delle voci che rappresentano finanche il contesto storico, con il risultato ben definito dagli altri attori sul palcoscenico.

Dai tempi della scoperta della città partenopea a quelli delle tristi sorti di moglie che subì violenze dal marito, riuscì a farsi ingraziare dal re “Lazaro” di Napoli diventando Marchesa. Con i salotti dell’epoca, nei quali si discuteva della libertà dalle pene del bisogno, fu accusata ed incarcerata per giacobinismo, ma una volta riconquistata la libertà, si ritrovò a difendere la Repubblica Napoletana appoggiata dalla Francia. Durante tale periodo, Eleonora Pimentel Fonseca fu l’autrice del Monitore Napoletano cercando di diffondere ideali repubblicani tra il popolo, con scarsi risultati.

Ci troviamo nel 1799, una Napoli nobilissima che si contrappose ad un’altra lazzara, e tra il giugno ed il luglio di quello stesso anno, la Repubblica Napoletana fu rovesciata e fu ricostituita la monarchia per Ferdinando IV, ponendo fine alla vita dei rei di Stato.

Durante lo spettacolo Annalisa Renzulli riesce a far emergere in maniera esemplare le caratteristiche di Eleonora, dalle ansie alle paure, superandole con la gioia che le infondeva Napoli. Gli altri attori lavorano molto sul carattere delle persone che furono artefici del bene e del male della protagonista. Dalla gestualità alla modulazione vocale, i personaggi si alternano, grazie ai cambi palco aperti, per divenire nemici, martellando la mente e l’animo della protagonista, con discorsi penetranti e portatori di ansie e dissidi, e regalando con la rappresentazione grottesca della Napoli lazzara, leggerezza ed ilarità.

Ogni emozione viene catalizzata sul pubblico attraverso Eleonora Pimentel Fonseca, trasportando il forte bagaglio emozionale all’esterno di quella sceneggiatura più che minimale.

Lo spettacolo vuole a ragion veduta restituire i sorrisi, gli sguardi e i pensieri di una donna frutto di Napoli, che con civica espansione di cuore, si dedicò alla una coscienza collettiva civica con passione e con amore.

Forsan et haec olim meminisse iuvabit, Forse persino di questi avvenimenti un giorno la memoria ci sarà d’aiuto.

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