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Eroica Fenice

Un viaggio nella mente di Filippo di Borbone. La storia di un quasi Re

Un viaggio nella mente di Filippo di Borbone: la storia di un quasi Re

Filippo di Borbone. Con un incontro tra teatro e psicanalisi, proiettato sullo sfondo storico di uno degli scenari più suggestivi di Napoli Sotterranea, la Galleria Borbonica, la compagnia “Il Demiurgo” ci guida in un viaggio attraverso la mente umana con lo spettacolo Io sono il Re – Filippo di Borbone, storia di un quasi re, con due repliche giornaliere (alle 19.30 e alle 21) Sabato e Domenica 4 e 5 Marzo.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Francescoantonio Nappi (in scena nella parte di Filippo), è ispirato ad un racconto di Andrea Zappulli e porta in scena la storia di Filippo di Borbone, snodandosi tra i meandri della famosa Galleria, dove “Il Demiurgo” ha già portato in scena, tra gli altri, i testi di Pirandello e di Edgard Allan Poe.

La vicenda di Filippo è una vicenda che pochi conoscono, di quelle che raramente sono scritte sui libri di storia, perché è una storia di fragilità e sogno, nella quale si intrecciano i tormenti e le passioni di un uomo condannato per la sua diversità.

Filippo è il primogenito di Carlo III di Borbone, re di Spagna, Napoli e Sicilia, ed, in quanto tale, il suo legittimo erede al trono. Ma la vita per lui non è così semplice, perché fin da bambino comincia a manifestare segni di demenza, attraverso i suoi comportamenti “distratti”; viene così escluso dalla successione al trono, che spetterà a suo fratello minore Ferdinando, e rinchiuso nella Reggia di Portici.

Una storia di solitudine e abbandono, un viaggio nella mente di Filippo di Borbone

Attraverso i labirintici cunicoli della Galleria Borbonica, lo spettacolo itinerante mette in scena la solitudine di un uomo, abbandonato nella sua reggia, l’unico luogo in cui ormai può essere il Re, e confinato in una realtà parallela, quasi onirica, in cui le giornate trascorrono in modo ripetitivo, mentre la mente si perde tra un dettaglio e l’altro. I suoi modi infantili ed inusuali, i suoi scatti improvvisi suscitano il timore della servitù, della quale Filippo ascolta tutti i discorsi, soffrendo per la sua diversità, tra le mura e le colonne della sua prigione dorata.

Ma dietro la vicenda di un uomo emarginato, si nasconde anche un altro dramma, quello di un Re e una Regina costretti a scegliere tra i loro doveri di regnanti e l’amore per un figlio diverso, che non può più far parte della loro vita.

Le suggestioni e le ombre di uno dei luoghi più caratteristici di Napoli costituiscono la cornice attraverso la quale gli attori (Francescoantonio Nappi, Nello Provenzano e Chiara Vitiello) si alternano nella rappresentazione, con straordinaria versatilità ed espressività, raccontando la storia dimenticata di uomo abbandonato da tutti ed escluso da quella realtà della quale avrebbe più di tutto desiderato far parte.