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Eroica Fenice

Franchino di Francesco Balzano all’Auditorium S. M. Prisco

La compagnia teatrale Aulularia ha presentato, Domemica 24 Maggio, presso l‘Auditorium dell’Istituto Comprensivo 1 S. M. Prisco di Boscotrecase, Franchino, due atti di Francesco Balzano, per la regia di Antonio Longobardi.
L’Auditorium, gremito, ha assistito alle vicende di alcuni clown del circo, ormai disastrato e fallito, dal quale emergono figure tragicomiche senza più identità, né di pagliacci né di uomini, che non sanno se è più conveniente ridere o piangere, dal momento che la società costituita li ignora comunque. Ora si trovano esodati, come si definiscono loro, vegetano nel limbo dei senza-nome e senza umanità, scomunicati anche dalla loro unica gioia, la valorosa imprenditrice Mafalda, fino a al giorno prima titolare del più antico mestiere del mondo, impiantato nel folto canneto prospiciente il Circo, e ora titolare di una rarissima quanto equivoca pensione di anzianità, grazie alla quale Mafalda chiude l’attività e parte alla ricerca di Federico, ex giocoliere del Circo, che una sera le aveva parlato d’amore sotto un cielo pieno di stelle. Federico, però, vive ormai con Franchino, ex trapezista che rotola sulla sua sedia a rotelle dopo un rovinosa caduta sul lavoro e che non vuole in alcun modo perdere l’ingenuo amico, facile preda della maliarda; ed è così che ricorrre ad una fantasiosa strategia per dissuaderlo dall’amore della donna: si mette a cacciare ed uccidere mosche, sostenendo che tutte le mosche uccise siano apparizioni delle tante donne (magari vere, ma molto probabilmente no) del suo passato, tutte nefaste e fastidiose. Deus ex-machina della favola scenica è il buon Anselmo, cacciatore di scarsissima vista, ma di generoso fiasco, dal quale attinge gli ultimi sorsi di ottimismo. Sarà lui a ricoverare nella sua baracca nei boschi i tremuli esodati dal Circo. E dalla vita.
Caratteristica dell’opera è il graduale coinvolgimento dello spettatore, che parte da una situazione (tragi)comica, che suscita inevitabilmente sorrisi ed ilarità, grazie anche alla naturale propensione ai tempi comici degli attori che interpretano i pagliacci esodati, ed arriva alla conclusione della favola scenica con ancora il sorriso, ma un sorriso decisamente amaro, cosciente che tale favola non sia poi così lontana dalla realtà.
Un’opera quasi completamente al maschile, con Mafalda unico personaggio femminile, ma che, se anche sbilanciata sul piano della quantità, compensa egregiamente su quello della qualità.
Questa è stata la seconda rappresentazione di Franchino e ne ha confermato il successo, meritatissimo, dei giovani attori e dell’autore Francesco Balzano. Una favola che fa sorridere e riflettere, comodamente seduti in poltrona.

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