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Eroica Fenice

Hamlet routine: l’Amleto in chiave elettronica

L’Hamlet routine, rivistazione dell’Amleto in chiave elettronica, è lo spettacolo andato in scena alla Galleria Toledo per la rassegna “stagioni d’emergenza” il 19 e 20 Settembre.

Scegliere di rivisitare un grande classico come è l’Hamlet di Shakespeare è sempre una decisione che si apre a un duplice giudizio: è coraggioso o folle? Trovata astuta o geniale esperimento innovativo?
La definizione sarà sempre aperta al dibattito, indipendentemente da ciò che realizzerai e come, di fronte a un classico rivisitato, il pubblico si dividerà sempre in due categorie:
i puristi: i conservatori, quelli che ritengono che un classico sia un testo quasi “sacro” e come tale vada toccato solo con delicatezza, senza violenza, senza strafare e stravolgere.
gli sperimentalisti: per l’appunto quelli che amano sperimentare e che ricercano soluzioni spesso provocatorie e sorprendenti. Quelli che amano “rivoluzionare” qualcosa che già esiste.
Hamlet routine è un’opera provocatoria e controversa, una di quelle che prendono una pietra miliare della Letteratura, la spogliano di qualsiasi rivestimento arcaico, la presentano nuda allo spettatore, che le mette un vestito nuovo.
Hamle – tronic è un’opera che ti pone dei quesiti, che ti fa lasciare la sala con una sorta di amaro in bocca, una specie di fastidio mischiata a incredulità per la sfacciataggine mostrata e curiosità di vedere fin dove ci si è potuti spingere.

Hamlet routine: gioco mentale di musica, luci e gestualità

L’Hamlet shakespeariano diventa uno spettacolo psichedelico di luci, di musica, elettronica e gestualità (musiche di Tommaso Mantelli, luci di Loris Sovernigo). La tragedia viene narrata attraverso gli strumenti scenici. La struttura della scena, con le sue luci e ombre, i cambi di tono, i silenzi, i vuoti, i momenti musicali, detta il ritmo della narrazione e mette insieme il tutto.
La scena è completamente sorretta da Fabrizio Paladin, attore di grande talento, versatile, istrionico, che si destreggia sul palco interpretando tutti i personaggi canonici dell’Hamlet: Gertrude, Polonio, Lerte, Ophelia e naturalmente Amleto e tinteggiando ognuno in maniera caratteristica, accentuandone una nota di colore, fantasiosa, inventa,a dissacrante, come dissacrante è tutto lo spettacolo che continuamente gioca su se stesso.
L’Hamle – tronic applica una sorta di “metateatro”, si prende gioco di sè, dissacra questa storia di morte e di amore, la fa sembrare tragicamente comica, una palliata greca, un sogno.
Sospeso tra sogno e realtà, lo spettatore non riesce a capire se quello che ha visto è reale, se sia stato davvero possibile realizzare qualcosa di così lontano dalla sua sacralità originale, se si ha avuto davvero questo coraggio e questa sregolatezza.
Hamle -tronic è uno spettacolo quasi per esperti, va analizzato minuziosamente e per farlo bisogna avere una sorta di amore di base per i personaggi del canone shakespaeriano.
Solo con tale amore si base si potrà rendere questo spettacolo godibile, perchè lo si comprenderà, nella sua controversia, nel suo essere senza regole e per questo unico.