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Eroica Fenice

Hamm-let

HAMM-LET / Amleto è, se vi pare

HAMM-LET / Studio sulla Voracità è in scena dal 13 al 16 aprile alla Galleria Toledo. L’opera, come si intende dal titolo, è uno studio sulla famosa opera Shakesperiana da parte della Piccola Compagnia della Magnolia, riportata in scena in occasione dell’anniversario della morte del famoso autore inglese, scomparso quattrocento anni fa. 

Hamm-let, l’ Amleto che non è 

Scegliere non è sempre una cosa facile.
“Essere o non essere”, no? Certo, molte volte la quotidianità ci costringe a trovare soluzioni a piccoli e grandi quesiti, ma sono altrettante le occasioni in cui la scelta davanti al bivio è troppo importante per essere fatta senza adeguata cura.
Fermi davanti a quel crocevia, la Piccola Compagnia della Magnolia si diverte a giocare con la natura degli uomini senza mai imboccare nessuna strada, cavalcando con adeguate capacità le onde dello spettro umano. 
Non nasconde mai nel palmo della propria mano il profondo citazionismo radicato all’interno di quest’opera e fa molto bene, poiché ne è così pregno da essere impossibile non palparlo.
C’è l’ Amleto di Laforgue, c’è Carmelo Bene e una profonda impronta filosofica, con lo scontro ideologico tra uomini caratterizzato dal Homo Homini Lupus di Hobbes.
L’Amleto della Piccola Compagnia della Magnolia appare come un personaggio che approfitta della sua condizione (di principe, di orfano e di pazzo) per non  scegliere, per essere un non-essere o, per meglio dire, essere a tratti. Abbandonati momentaneamente la vendetta e il tormento, Amleto si scoglie, si consuma nel desiderio derivato dal proprio sesso, in continua oscillazione tra l’amore puro e negato e quello perverso e da negare. Fortemente edipico, questo protagonista mantiene una sottotraccia androgina per tutto il tragitto della sua evoluzione, donando, di riflesso, una natura ambigua anche al resto dei personaggi.
Il teatro della Piccola Compagnia della Magnolia, almeno in questo spettacolo, è un modo di fare teatro che mi ricorda l’infanzia. 
Se camminare, per molti di noi, è cosa naturale ed ovvia, c’è stato un momento in cui non riuscivamo a non tenere il culo per terra e ci dovevano tirare su con la forza ogni santa volta. Quando ci siamo riusciti, quando siamo rimasti in piedi per la prima volta tutti da soli, qualcuno ha applaudito. Ecco, questo è un atteggiamento che si dovrebbe sempre mantenere con una giovane compagnia di teatro che prova a farcela. Non perché essa abbia bisogna di attenzioni e coccole come un infante, ma perché non è mai facile provare a fare un “teatro diverso” in questo paese e non ritrovarsi col culo per terra.

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