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Eroica Fenice

Il Mago dell’aria e il baraccone delle ombre

Il mago dell’aria e il baraccone delle ombre, diretto da Gennaro Monti ed ispirato al “Baraccone delle marionette meccaniche” di Petito,  è (andato) in scena dal 10 al 26 Aprile al teatro Zona Teatro Naviganti di Napoli.

È usuale nel linguaggio giornalistico (almeno in quello che tentano di insegnarci) profondersi in toni impersonali e atemporali, assegnando una parvenza scientifica e microlinguistica alla comunicazione ‘cartacea’. Mi permetto di dissentire in questo caso: quando uno spettacolo coinvolge in tal modo, nelle sue improvvisazioni, nel suo canovaccio, nei suoi mai pesanti rimandi al teatro classico, nei riferimenti mai stonati con la realtà contemporanea, nei suoi saluti che sembrano continuare la messinscena (“ma è finito lo spettacolo?”, ho domandato alla mia accompagnatrice durante i ringraziamenti dello smascherato Pulcinella), ebbene, è in questo caso che l’impersonalità va lasciata fuori e l’io del ‘giornalista’ deve irrompere sulla carta (o sullo schermo).

“Il mago dell’aria e il baraccone delle ombre” racconta di una compagnia di pupari, colorita dalla grande figura di Pulcinella, catapultata dalla periferia di Aversa all’affollata e caotica Napoli. Nella multiforme realtà partenopea, il gruppo si troverà a confrontarsi con una più famosa e navigata compagnia ‘del nord’: è a questo punto che prende avvio la grande serie di beffe, fraintendimenti, siparietti, una comicità a crocevia fra il sapore tutto antico per lo scherno delle maschere e una più moderna risata fragorosa da varietà televisivo.

Pulcinella riesce a coinvolgere l’eterno amico Felice Sciosciammocca, uomo che da sempre mira e ostenta una grazia e una cortesia malriuscita; quest’ultimo si innamora di una giovane della compagnia, Merope, attirando le ire della Prima donna e di sua madre, che irrompe continuamente sulla scena alla ricerca del figlio fuggito in città alla ricerca di una donna.  La trama impenna con l’arrivo del Mago dell’aria, misterioso incappucciato dalla favella forbita e antiquata, che porta con sé un copione dell’Otello rivisitato  nientepocodimenoché da Shakespeare in persona. La serie di incomprensioni linguistiche che si genera fra il Mago e il duo Pulcinella-Felice ci ha infiammati: il pubblico ha riso, davvero, di cuore, lacrimando. Il Mago con la sua formalità, i suoi annunci dall’oltretomba, il suo copione frutto di un mondo lontano, le sue movenze pantomimiche si ritrova a dover persuadere la coppia di amici, una coppia goffa, estenuante, ignorante, intimidita di fronte all’ancestrale sapere del mago.

La compagnia si ritrova così tutta intera di fronte a una tale autorità e ognuno cerca di primeggiare, nel suo piccolo. Lo spettacolo di marionette vero e proprio è al limite dell’assurdo, un bailamme allo stato puro, in cui seguire la scena diviene difficile ed ogni spettatore ritaglia pochi secondi per gustarsi al meglio questo o quel personaggio, in quel così magico momento di strabordante metateatro. L’esigenza ‘giornalistica’ mi impone di non raccontare il finale: Pulcinella ha ripetuto più volte che non ve n’era uno, ma chiuso il sipario e attori alla ribalta, ognuno tira le proprie somme e le mani, inevitabilmente, scrosciano applausi.

“Il mago dell’aria e il baraccone delle ombre” è uno spettacolo brillante. È la parola più giusta per una messinscena che tiene il gruppo di spettatori inchiodati a seguire ogni assurdo movimento degli attori, che entrano in platea, parlano col pubblico, in una baraonda che ha lo spirito di Napoli. Lo spettacolo è brillante perché asseconda quel narcisistico desiderio di ogni spettatore di poter dire a se stesso “ho capito la citazione!” e, al contempo, soddisfa quel bisogno di intrattenimento allo stato puro che lascia lo spettatore col sorriso per il resto della serata. Così, lo spettacolo continua fuori dal teatro.

IL MAGO DELL’ARIA E IL BARACCONE DELLE OMBRE

Testo e regia: 

GENNARO MONTI

con 

ENZO ATTANASIO e MARJO BERASATEGUI

TONIA CARBONE

MANUELA CERBONE

GENNARO D’ALTERIO

SONIA DE ROSA

GENNARO MONTI

VITTORIO PASSARO

GABRIELLA VITIELLO

Esecuzioni musicali e arrangiamenti:

DAVIDE DE ROSA

Costumi:

FEDERICA DEL GAUDIO

Scene:

GENNARO MONTI e SONIA DE ROSA

 

Il Mago dell’aria e il baraccone delle ombre – Zona Teatro Naviganti

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