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Eroica Fenice

La parola canta

La Parola Canta al Bellini

Uno degli eventi più attesi della stagione teatrale napoletana è finalmente in scena al Teatro BelliniLa Parola Canta dei fratelli Servillo, con l’appoggio delle musiche dei Solis String Quartet, dal 5 al 17 Gennaio.

Con La Parola Canta, Peppe e Toni Servillo, accompagnati dai Solis String Quartet, portano e riportano a teatro la voce di autori classici come Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani e dei più moderni come Enzo Moscato e Michele Sovente.
Attraverso un viaggio fatto di musica e testi, il rinnovato sodalizio artistico dei due ci porterà in giro all’interno della cultura partenopea.

La Parola Canta, l’arte danza a suon di parole

Gli esami non finiscono mai.
L’ha detto una volta, a modo suo, Eduardo De Filippo, uno dei grandi artisti chiamati a parlare attraverso una bocca altrui all’interno di questo spettacolo.
Non conta ciò che si è fatto, bisogna sempre dimostrare qualcosa a qualcuno. 
Sembra essere proprio questo quel che Peppe e Toni Servillo cercano di fare con la loro ultima fatica, stupire ancora una volta un pubblico troppo abituato ad applaudire.
C’è un esame in scena al Bellini in questi giorni, il sunto finale di una lunga carriera solitaria, e di coppia, di due artisti, i quali hanno saputo arrivare dove sono attraverso il personale lavoro e la perseveranza.
Pronti per essere interrogati ai limiti della cattedra, Toni, l’uomo di teatro, e Peppe, il cantante/artista, si guardano senza mai far incontrare gli occhi e insieme infilano le mani nel panorama e nella storia dell’arte napoletana di epoche diverse, tirando fuori una materia informe pronta ad essere plasmata dalla loro esperienza.
Lontani solo di qualche metro, i due si dimostrano preparati per il loro pubblico, alternandosi in maniera cadenzata e prendendo le giuste misure per portare a casa un bel voto. A metà strada, due maestri di arti diverse, perfettamente si incontrano sotto una pioggia incessante di note, gentilmente offerte dagli impareggiabili Solis String Quartet, per una notte d’ omaggio a Napoli e alla sua cultura.
Tra un pezzo e l’altro, sono proprio le musiche del quartetto a invitare a stare in solenne silenzio e ad ascoltare per quando sarà il nostro turno, per quando toccherà a noi dimostrare quanto valore abbiamo saputo dare a ciò che ci scorreva davanti e non vedevamo.
Ricordandoci, ancora una volta, quanto sia importante sapere che quando si parla d’arte, la parola canta pure quando tace.