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Eroica Fenice

La ragione degli altri al Teatro Bellini: il Pirandello di Tato Russo

Il Pirandello di Tato Russo arriva al Teatro Bellini con “La ragione degli altri”

Grande debutto al Teatro Bellini de La ragione degli altri, commedia di Pirandello in tre atti, riscritta, diretta e interpretata dal regista e attore Tato Russo, in scena dal 2 all’11 febbraio.

Una lettura del tutto inedita de La ragione degli altri, titolo attuale della commedia nata dalla novella Il nido, poi diventata Il nibbio ed infine messa in scena nel 1915 come Se non così, è quella proposta da Tato Russo, il quale, filtrando il dramma pirandelliano attraverso la sua idea personale dell’autore, lascia emergere ‘la carne viva‘ dei personaggi, liberandoli dalle maschere borghesi e grottesche nelle quali essi sono intrappolati.

La commedia racconta di Livia (Giulia Gallone), ricca donna borghese, che un giorno scopre la relazione che il marito Leonardo (Armando De Ceccon), giornalista squattrinato, ha avuto con Elena (Giorgia Guerra) e come da questo adulterio sia nata una figlia. Nonostante la dolorosa scoperta, tuttavia, la donna decide di perdonare il marito, mentre l’amante Elena, a sua volta, accetta il ritorno di Lorenzo dalla moglie. Ma il corso delle vicende è stato ormai irrimediabilmente compromesso: Lorenzo non sarà mai più solo il marito di Livia, ora che, diventato padre, una parte di lui sarà inevitabilmente legata a sua figlia, e dunque ad Elena.

Le ragioni degli altri di Tato Russo: da Maschere nude a ‘Corpi nudi’

Le ragioni degli altri sono le vere protagoniste della commedia pirandelliana, in cui ciascuno dei personaggi, indossando una maschera necessaria per superare inganni ed egoismi reciproci, non è altro che una pedina del mondo retorico e filosofico creato dall’autore stesso.

Ma è proprio tali maschere che la rilettura di Tato Russo intende strappare, lasciando emergere umanità, fragilità ed egoismi che dietro di esse si celano. «Più che rileggere in chiave critica o contestuale, metto in gioco la mia idea sull’autore, eliminando le sovrastrutture […] per far emergere, come dicevo, la carne viva dei personaggi.» Una rielaborazione, dunque, che mira alla dimensione concreta e reale dell’uomo, mediante un percorso che, partendo da Maschere nude (titolo della raccolta pirandelliana nella quale è confluita poi la commedia) mira a giungere a Corpi nudi’.

Tato Russo e ‘Pirandello contro Pirandello’

Attraverso la scomposizione della commedia con un procedimento metateatrale che, più che teatro nel teatro, si configura come teatro sul teatro, il primo atto mette lo spettatore dinanzi a una rappresentazione scenica in fieri, denudando gli ingranaggi della macchina treatrale e svelandone la lenta ed intricata gestazione, durante la quale gli attori, insofferenti alle maschere con le quali sono costretti a recitare, uno dopo l’altro se ne liberano, squarciando il velo della finzione scenica e rivelando la dimensione umana di ognuno dei personaggi in gioco.

Tale umanità esplode finalmente sulla scena con un secondo atto dal forte pathos e coinvolgimento emotivo, nel quale avviene l’incontro tra Livia ed Elena, un momento cruciale in cui le due donne si scontrano faccia a faccia, ognuna portatrice delle proprie ragioni. Un finale inaspettato, tuttavia, suggella la definitiva trasformazione delle maschere pirandelliane in personaggi in carne ed ossa, abbandonati sulla scena con i propri egoismi: con la sua inedita rilettura, infatti, Tato Russo demolisce l’impianto borghese di Pirandello, dominato dalle ragioni degli altri, e mostra un mondo ‘reale’, in cui l’unica ragione che prevale è quella dei figli.