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Eroica Fenice

Le olimpiadi del 1936

Le olimpiadi del 1936

Le olimpiadi del 1936. Continuano gli spettacoli del Napoli Teatro Festival Italia. Dopo essere approdato presso il teatro Verdi e successivamente presso il teatro Gesualdo e il San Carlo, viene presentato al teatro comunale di Caserta “Le olimpiadi del 1936”. Lo spettacolo di Emilio Russo, Paolo Frusca, Jvan Sica e Federico Buffa è un emozionante e coinvolgente racconto dei giochi olimpici del 1936, con Alessandro Nidi, Nadio Marenco, Cecilia Gragnani e Federico Buffa.

Le olimpiadi del 1936. Le olimpiadi nella Germani di Hitler

“Le olimpiadi del 1936” è il racconto di una delle più affascinanti edizioni dei giochi olimpici, quella organizzata nella Germania di Adolf Hitler pochi anni prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Quei giochi furono profondamente influenzati dalle vicende politiche e dalle scelte del Führer che, grazie ai suggerimenti di  Joseph Goebbels, intuì il potenziale propagandistico che avrebbe potuto avere la manifestazione per il terzo Reich. Infatti, per la riuscita ottimale dei giochi, vennero costruiti nuovi impianti e strutture moderne, dove anche l’architettura divenne funzionale alla veicolazione del messaggio che la Germania voleva inviare al mondo: l’affermazione di un’indiscutibile supremazia. Per la prima volta l’evento venne trasmesso in televisione e, inoltre, grazie alla regia di Leni Riefenstahl il tutto venne documentato con il film “Olympia” che rimane il più importante film olimpionico di sempre.

Furono olimpiadi straordinarie perché riuscirono ad esaltare, come solo lo sport può fare, il coraggio, il rispetto, la lealtà, il sacrificio ma anche la rivalsa. Lo sport divenne la migliore tra le possibili rappresentazioni, incontrollato e incontrollabile anche dalla propaganda del regime, contraddistinto da colpi di scena, da amicizie che sarebbero poi durate nel corso del tempo e nonostante lo scoppio di una Guerra che nulla aveva a che vedere con quegli uomini.  Le molteplici e pesantissime vittorie di Jessie Owens, vincitore cresciuto tra i vinti, il trionfo nella maratona di Sohn Kee-chung, coreano costretto a competere per il Giappone, i risultati di Johnson e Albritton nel salto in alto,  sancirono la vittoria dei valori olimpici e il trionfo dell’uomo sulla storia. Si, perché se “la storia siamo noi”, la storia in quelle olimpiadi è stata scritta da tutti quegli atleti che nel momento di scegliere sapevano esattamente cosa fare e l’hanno fatto nel migliore dei modi possibili.

Le olimpiadi del 1936. Uno straordinario racconto

La narrazione travolgente e appassionata di Federico Buffa, noto giornalista e telecronista di Sky, permette di immergersi nell’atmosfera berlinese dell’estate 1936 e tutte le colonne sonore accompagnano perfettamente il racconto grazie alla straordinaria bravura di Alessandro Nidi, Nadio Marenco e Cecilia Gragnani per la regia di Caterina Spadaro e Emilio Russo che ha affermato: “è una narrazione civile, emozionale che non trascura gli accenti tragicomici”.

Il racconto di quei giochi olimpici diviene una chiave di lettura perfetta per gran parte degli accadimenti del ventesimo secolo, ci sono tutte gli elementi e molti dei personaggi che caratterizzeranno i decenni successivi ed è proprio questo il punto di forza dell’opera. La comprensione della storia mediante vicende sportive ci mostra la facilità con cui si sottovalutano elementi da considerare preoccupanti e pericolosi sul nascere, e di come, invece, vengano ignorati. “Le olimpiadi del 1936” è uno straordinario racconto della bellezza dei valori che  l’uomo riesce a preservare nei momenti più difficili, nei momenti in cui si scrive la storia.