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Eroica Fenice

Lillo e Greg risolvono misteriosi misteri al Teatro Cilea

Lillo e Greg e l’espediente del metateatro al Cilea

Un cadavere, un castello, un investigatore, quattro sospettati: a Lillo e Greg non mancano gli ingredienti per costruire un  giallo secondo le regole ferree dettate da maestri del genere come Agatha Christie e Arthur Conan Doyle. Persino l’ambientazione (una campagna londinese) è tipica della struttura narrativa citata.

E sembra procedere per il meglio, soprattutto quando sulla scena un Greg/personaggio, da regista, autore e pure attore, deve mettere in piedi una pièce che fa “acqua da tutte le parti” e che dà luce agli egoismi di tutta la compagnia. Sarà possibile assistervi al Teatro Cilea fino al 18 febbraio alle 21.00 e al 19 febbraio alle 18.00.

Il Mistero dell’assassino misterioso nasce da un’idea di Claudio Gregori (in arte Greg), messo poi nero su bianco con l’aiuto di Pasquale “Lillo” Petrolo. Entrambi hanno curato la regia.

Lillo e Greg e l’espediente del teatro nel teatro

La tecnica utilizzata – e cara alla coppia – è proprio quella del metateatro: il sipario si apre e con una scenica presentazione vediamo descritti i presenti come i principali sospettati dell’omicidio della contessa Worthington. Greg (nonché detective Mallory) li ha riuniti per esporre il caso e ricostruire gli eventi al fine di catturare il colpevole: l’infermiera tedesca Greta (Dora Romano), gli eredi della contessa, come la provocante figlia (Vania Della Bidia) e il nipote (Danilo De Santis), e il giovane amante. Ma un imprevisto mette la compagnia in difficoltà, chiamando sul palco Lillo perché intervenga.

Greg si mostra estremamente testardo, al punto da non cedere alle proposte di rimandare lo spettacolo. Questo perché è interessato alla presenza di un importante produttore che, gira voce, cerchi proprio un “detective” per una nuova fiction televisiva: questa informazione spinge tutti gli attori sul palco a mostrare i loro reali interessi, il loro egoismo e la propria ambizione.

Monologhi, morti plurime, battute errate e flashback che ricostruiscono in maniera a volte confusa le ipotesi del detective Mallory: tutta la compagnia non tarda a manifestare il proprio scontento, a giudicare le scelte del “regista” come “trite e ritrite”, banali, scontate e ad affermare che loro avrebbero potuto fare di meglio.

Greg si muove con estrema sicurezza, davanti e dietro il sipario, costruendo con meticolosità una situazione piena di gag umoristiche, battute semplici ma efficaci, fingendo di doversi seriamente destreggiare tra le difficoltà incontrate sul palco e un pubblico da accontentare. Tutti gli attori, in realtà, sono stati estremamente spontanei nel cercare di occupare il ruolo predominante sulla scena, mettere in secondo piano il sedicente capocomico/regista, cercare di farsi notare, mostrare il proprio talento. Lillo, in particolar modo, è entrato come un uragano ed è uscito come tale, catturando l’ilarità della platea mentre vestiva i panni di un attore estremamente goffo e imbranato, un pesce fuor d’acqua in un ambiente del genere.

Si può dire che a Lillo e Greg (coppia comica più che comprovata sia dentro che fuori l’ambiente teatrale) l’espediente sia riuscito alla perfezione e la platea non sia stata affatto avara di applausi e risate.

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