Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Oasi di Teatro in Fabula

“L’Oasi” di Teatro in Fabula, una ricerca di libertà, allo ZTN

L’Oasi è lo spettacolo diretto da Teatro in Fabula andato in scena allo ZTN (Zona Teatro Naviganti) da venerdì 13 marzo a domenica 22 per la regia di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo.
L’Oasi è la storia di un artista incompreso e stanco della mediocrità del mondo, un mondo che etichettandolo come “intellettuale da quattro soldi”, non capisce la sua sensibilità e il suo profondo interrogarsi.

Teatro in Fabula e la sua Oasi

Per dare una risposta alle domande che lo assillano circa la sua identità, il suo ruolo nel mondo e in generale il ruolo di ciascun individuo in questo teatro chiamato “vita”, decide di ritirarsi in una villetta in campagna, bianca, isolata e circondata dal verde, la sua “oasi”, un posto dove poter  stare tranquillo e potersi esprimere senza sentirsi limitato o giudicato.
Inizialmente il silenzio de’ L’Oasi che riempie la casa, senza televisione, senza quiz alla tv, il gallo del vicino che canta ogni mattina, le voci della campagna sembrano soddisfarlo. Ma ben presto, si accorge che i suoi tormentati pensieri e i problemi della sua esistenza lo hanno raggiunto anche lì, ne l’Oasi .
E, racchiusi nel silenzio etereo di quella abitazione, risultano essere ancora più violenti.

Così in “l’Oasi” di Teatro in Fabula, il protagonista riflette sulle sue relazioni, a partire da quella col fratello, che non ha voglia di studiare, che passa le giornate con il suo gatto “un pensatore idealista” che non riesce a prendere in mano la sua vita, come lui, ricorda la morte del padre e si sente egoista per non essergli stato vicino in maniera sincera, e ripensa alle sue relazioni amorose finite male, al fatto che le donne lo accusino di pensare solo a se stesso, a quella bambina che lui sente come sua figlia ma che non riesce a raggiungere davvero.
E alla fine, a fare capolino tra questi pensieri ingombranti, spunta un topo, probabilmente un topolino di campagna che si rivela però estremamente scaltro e intelligente. Desideroso di preservare la tranquillità e il “silenzio” della sua oasi, il protagonista escogita ogni trappola per eliminare l’animale, che però si rivela  furbo, quasi più furbo di lui e riesce a sfuggire sempre ai suoi tentativi . Da predatore, l’artista diventa vittima di un topolino che ormai da “quello che vuole”, che diviene l’unico suo compagno in quella vita di silenzio, e nel disperato desiderio di afferrarlo l’artista scopre quanto sia ferma la sua vita ne L’Oasi.
In l’Oasi si scopre solo, e isolato dal mondo. Le questioni della vita, i sentimenti e le relazioni gli soo ormai sfuggite di mano, non gli appartengono più.
Il topolino che all’inizio era suo nemico, diventa per lui un compagno a cui non puà rinunciare, con cui si confronta e con cui si scopre simile. “Sono un essere riluttante” proprio come lui.
Attraverso la relazione, con il topolino, l’artista copre la mediocrità. Ne L’Oasi si rende contro di essere banale anche lui, come banale è il mondo fuori dall “Oasi” dal quale invano aveva cercato di fuggire.

Si riconosce  così vicino al resto dell’umanità e si accorge che l’unica via percorribile è “la strada”. Uscire dall’oasi, per vivere davvero.
L’Oasi è un racconto di vita, di inquietudini e di speranza. Raccoglie l’angoscia che è propria di ogni essere umano, spaventato dal non riuscire a realizzarsi e a trovare un posto nel mondo, il desiderio di libertà, e di evasione che ci pervade quando non ci sentiamo compresi, e li analizza per far capire che, in realtà, scappare non serve a niente e la vera esistenza è in movimento.
La vita è all’aperto, intrecciata di relazioni , e noi non siamo poi così diversi da tutti gli altri uomini.
Ognuno di noi sbaglia, ognuno di noi crede qualcosa, e nell’osservare le spalle di uomo che cammina davanti a noi, le scpriremo uguali alle nostre, vi ritroveremo la stessa mediocrità e la stessa speranza.
E allora ci ritorveremo simili, e pronti a vivere davvero.

Print Friendly, PDF & Email