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Eroica Fenice

orestea

L’Orestea, intreccio di colpe ataviche

“Il mattino porta buone notizie se a farlo nascere è stata una buona notte”.

Orestea, Eschilo.

 

Ad Argo, sul tetto della reggia degli Atridi, una sentinella attende il segnale di fuoco che deve annunziare la presa di Troia. Il fuoco appare sulle vette dei monti, Troia è caduta.

La regina, Clitemnestra, felice della buona notizia, accoglie con parole falsamente gioiose, il ritorno vittorioso di Agamennone, marito, le cui mani sono ancora macchiate dell’orribile assassinio di sua figlia Ifigenia, sacrificata ad Artemide per concedere una navigazione propizia alla flotta greca. Accompagna il re Cassandra, figlia di Priamo, principessa troiana e bottino di guerra, che, in preda a un delirio profetico, rivede le colpe antiche di quella casa, e predice le tinte macabre dei giorni che verranno.

Una grande porta metallica che si apre e si chiude sul fondo nero della reggia di Argo. Un palcoscenico in pendio ricoperto di sabbia lavica che, spazzata, oltre a rivelare resti di colonne, oggetti, e una testa di cavallo per il ritorno di Agamennone, mostrerà, al centro, un lungo schermo di volta in volta tappeto, striscia di sangue, tomba.

Nel nero e nella terra, dunque, in una dimensione che sembra irrimediabilmente lontana, nasce l’Agamennone, primo dramma di una trilogia, scritta da uno dei più grandi tragediografi che la storia conosce: Eschilo (525 – 456 a.C.). E sono stati proprio i versi di Eschilo ad aprire Pompeii Theatrum Mundi, Pompei palcoscenico del mondo, 22 giugno – 23 luglio, prima edizione della rassegna di drammaturgia antica, nel suggestivo teatro Grande di Pompei.

Dall’Orestea al Prometeo, dall’Antigone a Le Baccanti, nelle regie di Luca De Fusco, Massimo Luconi, Andrea De Rosa. Immaginato per  il Teatro Grande del più imponente sito archeologico del mondo, quello di Pompei, Pompeii Theatrum Mundi è un progetto triennale, nato dalla collaborazione del Teatro Stabile di Napoli e della Soprintendenza di Pompei.

Dal 2014 – dichiara il Soprintendente Massimo Osannale scene del Teatro Grande sono state restituite al pubblico internazionale, dove la rassegna del Teatro Stabile di Napoli si inserisce in modo naturale. Nel celebrare e far rivivere al pubblico l’unicità e la sacralità di questi luoghi, Pompei ancora una volta si profila come laboratorio di arte e cultura, palcoscenico del mondo, aperto alla tradizione e all’innovazione“.

Un appuntamento assolutamente imperdibile per gli amanti del genere. Il potere evocativo dello stile di Eschilo trova nell’Orestea la sua massima espressione. Grandiosa la sua istintualità, soprattutto nello scontro tra dimensione privata e dimensione pubblica, tra razionalità e sentimenti lividi, tra giustizia e legge statale. 

Orestea, contenitore di passioni e crimini

Sangue, violenza, dimensione primigenia: il vero volto dell’uomo di sempre, che trova il coraggio di uscire allo scoperto. L’Orestea di Eschilo, unica tragedia giuntaci completa, rappresenta un viaggio alle radici della nostra civiltà. Con essa si inaugura il primo tribunale della storia, nasce il Diritto, ponendo fine all’atavica pratica della vendetta di padre in figlio, di generazione in generazione.

 

ORESTEA

Agamennone, Coefore, Eumenidi

di ESCHILO

regia di LUCA DE FUSCO

con MARIANO RIGILLO (Agamennone), MASCIA MUSY (Clitemnestra), GAIA APREA (Cassandra), PAOLO SERRA (Egisto), CLAUDIO DI PALMA (Apollo)