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Eroica Fenice

Luca Zingaretti La Sirena

Luca Zingaretti legge il racconto La Sirena

Luca Zingaretti La Sirena. Martedì 27 giugno è andata in scena nel chiostro del Duomo di Salerno, per la rassegna teatrale del Napoli Teatro Festival, la lettura ad alta voce del racconto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, La Sirena. Solo sul palco, accompagnato dal suono vibrante della fisarmonica, Luca Zingaretti ha prestato la sua voce e le sue ossa ai due protagonisti della vicenda, catapultando lo spettatore in una Sicilia arcaica, dai sapori mitologici.

In un’ora o poco più tutta la magia che può sgorgare dalle profonde viscere dell’essere umano viene tirata fuori, prima sussurrata, poi quasi cantata, fino a tenere con l’animo sospeso tutto il pubblico: vietato respirare.

La storia, di amicizia e di amore – “che alla fine sono un po’ la stessa cosa” a detta di Zingaretti -, narra dell’incontro casuale di due personalità diversissime all’interno di un caffè di Torino, città invernale e plumbea: Rosario La Ciura, illustre classicista e grande conoscitore del greco, e il giovane Paolo Corbera, giornalista de La Stampa. Nonostante le profondissime divergenze, caratteriali e culturali, i due subito instaureranno una delicata e al tempo stesso ironica amicizia, forti soprattutto di un particolare che li accomuna: sono entrambi siciliani.

Luca Zingaretti La Sirena

Così, una sera, il professore riesce a confidare al giovane Corbera un fatto straordinario, accadutogli quando era ancora molto giovane e si preparava ad un concorso per la cattedra di greco all’Università. Trasferitosi nella casa di un suo amico ad Augusta per studiare, la mattina presto era solito uscire in barca. È proprio durante una di queste uscite che avviene l’incontro con una sirena. Grazie a Lighea – questo è il nome della sirena – la sua vita cambierà per sempre e cambierà per sempre anche la sua percezione della bellezza. Dopo un incontro con una creatura divina tutto il resto diventa mediocre e privo di significato.

L’odore della Sicilia, il suo incanto e il suo essere selvaggia emergono dalle parole di Zingaretti-La Ciura, evocando a poco a poco dal passato classico tutta la bellezza di una terra che un tempo fu la prescelta dagli dei. Per questo motivo è vietato respirare: l’alito del pubblico avrebbe corrotto tutti i profumi e i sapori che inebriavano l’atmosfera, avrebbe dissolto l’estiva aria degli agrumeti, il gusto delicato dei ricci di mare; avrebbero stinto i colori caldi dei templi antichi e dei tramonti marini. Siamo in Sicilia o a Salerno? Non fa differenza, le concezioni topografiche e temporali vengono confuse, sovrapposte, negli occhi i paesaggi dell’isola e al tempo stesso le volte decorate del chiostro.

Per questo Zingaretti è straordinario, forse anche grazie al fatto che sempre in Sicilia sono ambientate le vicende del commissario Montalbano, a cui il suo volto ormai da anni è legato.

Dulcis in fundo, la lettura della poesia di Montale Ho sceso dandoti il braccio, almeno un milione di scale, omaggio inaspettatamente porto a tutte le donne presenti che arriva dritto al cuore, emozionandolo.

Luca Zingaretti La Sirena