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Eroica Fenice

luci della città

Luci della città. 30ennale della Sala Assoli

Pino Carbone ha portato il suo Luci della Città alla Sala Assoli, dove rimarrà in scena fino al 1 ottobre.

Si potrebbe dire che lo spettacolo parla della vicenda giudiziaria -purtroppo molto nota- di Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009, dopo essere stato arrestato per possesso di sostanze stupefacenti. In realtà questo spettacolo è molto di più.

Francesca De Nicolais è Stefano Cucchi, è Charlot, è un pugile dilettante, è entrambi. Francesca interpreta Charlot, mettendone in scena le movenze tipiche, con tanto di cappello. Francesca è piccola, si mette nei panni di entrambi e lo fa bene. In alcuni momenti, però, è solo rabbia. La rabbia di chi conosce la storia di Stefano e non si spiega il comportamento della giustizia italiana.

Nel celebre film muto del 1931 Charlot era un pugile dilettante, come il giovane Stefano, un peso piuma, troppo leggero per sopravvivere, troppo fragile per sopportare tutti i colpi che la vita aveva deciso di infliggergli. Francesca ci mostra un ragazzo giovane, indifeso. Le registrazioni degli interrogatori accompagnano la narrazione della vicenda.

Sempre che si possa parlare di narrazione. Pino Carbone non ci racconta una storia nel senso classico del termine. Luci della città è un work in progress in cui regista e attrice descrivono una vicenda in senso emotivo, dopo averla fatta propria. Si ha l’impressione che la storia resti aperta, che non ci sia una conclusione. La rabbia prende il sopravvento e governa la messa in scena, quasi come se la stessa attrice non riuscisse a controllarla.

Anche la scenografia ben rappresenta questa idea di non-finito. Lo spazio è delimitato dalle luci, che circondano il ring immaginario dove si svolge la vicenda ed è la stessa attrice a mettere a disposizione di tutti i meccanismi che di solito sono nascosti al pubblico. Chi assiste allo spettacolo capisce così di essere di fronte ad uno spettacolo in cui storia giudiziaria, storia personale, cinema classico e emotività si fondono dando vita ad un riuscitissimo esperimento teatrale.