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Eroica Fenice

Ghini all'Augusteo diverte col vaudeville

Massimo Ghini all’Augusteo diverte col vaudeville alla francese

Massimo Ghini torna a Napoli con lo spettacolo Un’ora di tranquillità, commedia scritta da uno dei più apprezzati drammaturghi francesi contemporanei, Florian Zeller, che vede la regia firmata dallo stesso Massimo Ghini già protagonista dello spettacolo. Un’ora di tranquillità sarà in scena fino a domenica 29 gennaio  al Teatro Augusteo di Napoli, che già dalla prima recita mostra un sincero apprezzamento nei confronti di questa mise.

Va lodato anzitutto il coraggio che Ghini ha mostrato nel portare in scena un testo che segue la struttura tipica della commedia francese, la quale senza dubbio presenta tratti discostanti rispetto alla tradizionale commedia all’italiana.

Un rischio, che si porta dietro una differenza sui tempi comici, sulle caratterizzazioni del personaggio, sulle tonalità da modificare e su una drammaturgia che partendo dal concreto arriva a rasentare l’assurdo, il paradossale e, di conseguenza, innesca il meccanismo della commedia.

Massimo Ghini in Un’ora di tranquillità

La trama presenta un incipit molto chiaro: il protagonista Ghini torna a casa con un vinile di un artista che egli considera l’avanguardia della jazz music e con il solo intento di trascorrere un’ora a riascoltare tutti i successi di quello che egli reputa un capolavoro della musica internazionale. Ma, purtroppo per lui, vuoi i lavori in casa, vuoi il figlio anticonvenzionale, vuoi la moglie depressa, tale operazione gli risulterà assolutamente difficile.

Ne derivano una serie di sventurati eventi a cui il povero protagonista è sottoposto, al punto da costringerlo alla rassegnazione per non poter esaudire il suo unico desiderio, ascoltare quel vinile. Costretto a riparare i danni e prestare aiuto nel bagno di casa allo stesso idraulico giunto per lavori, poi a tenere a bada la sua amante di fronte alla moglie, per poi sorbire alla fine le lamentele della moglie, il protagonista traverserà una serie di peripezie prima di giungere al suo agognato traguardo.

Ghini dimostra di padroneggiare saggiamente il palcoscenico, tessendo le fila di una trama che fa del ritmo il suo punto di forza. Infatti è nella rapidità di esecuzione che avvengono le varie gag e le diverse battute, che Massimo Ghini serve e riceve in maniera egregia. Accanto a lui in palcoscenico, contribuiscono a rendere ben strutturata questa commedia Claudio Bigagli, Massimo Ciavarro, Alessandro Giuggioli, Galatea Ranzi, Luca Scapparone e Marta Zoffoli.

Se non ci fosse coesione, tale commedia risulterebbe noiosa, necessitando di brillantezza e prontezza scenica, che tutti gli interpreti dimostrano superbamente possedere. Questo è il senso della commedia corale, e della comedie francaise in senso lato: pochi interpreti, ritmo serrato e gag a non finire. Un esperimento scenico apprezzato, con cui Massimo Ghini ha già conquistato numerosi palcoscenici italiani, e a cui va l’augurio di proseguire il più a lungo possibile.

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