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Eroica Fenice

Memento

Memento. Cantata per i giorni dell’Epifania al Sancarluccio

Memento – Cantata per i giorni dell’Epifania, è un concerto messo in scena da Matteo Mauriello, Marianita Carfora e Benedetta Fontana, e portato sul palcoscenico del Nuovo Teatro Sancarluccio dal 3 al 6 gennaio.

Il concerto Memento

In Memento – Cantata per i giorni dell’Epifania, le voci degli interpreti hanno accompagnato il pubblico in un percorso fatto di musica e ricordo, ricordo della tradizione musicale napoletana, ed hanno riproposto brani tratti dai repertori classico e moderni delle musiche e delle sonorità partenopee.

In questo spettacolo musicale, Matteo Mauriello si spoglia, almeno in apparenza, della maschera di attore, per calzare le vesti del cantante, “abito” comunque usuale del giovane, che in molte produzioni si dà al canto, e in questa sede si ricordi, a titolo d’esempio, lo spettacolo a tratti musicato Pulcinella e compagnia bella, presentato proprio al Nuovo Teatro Sancarluccio.

Sveste la maschera, si diceva, solo in apparenza: Mauriello a più riprese non solo indossa, ed interpreta in tal senso, costumi di scena e maschere, mescolando anche in questo, metaforicamente, tradizione e modernità, ma immerge, così come le cantanti comprimarie, più volte le scene di canto in scene recitate, in cui la pantomima finisce per restituire al pubblico un continuum tra parola cantata e gesto recitato.

Tra gli interpreti di Memento, i musicisti Sossio Arciprete, alla chitarra, e Toto Toralbo, ai plettri ed alla tammorra, già compagni di Matteo Mauriello, per un esempio, nello spettacolo Cammurriata 2.0, sempre al Sancarluccio, e Marianita Carfora e Benedetta Fontana, voci protagoniste dello spettacolo e presenze comprimarie della scena teatrale; si sono uniti poi, avvicendandosi durante le repliche, Carlo Faiello, Giovanni Mauriello e Mimmo Miglionico, presenti uno alla volta, come “ospiti speciali” per ognuna delle serate, tra prima e repliche, di Memento.

Ascoltando il piccolo concerto proposto con questo spettacolo musicale è sorto un pensiero, da considerare quindi forse in maniera del tutto personale ed autonoma rispetto alle volontà ed agli intenti d’autore: c’è un adagio che recita: “l’Epifania tutte le feste si porta via“; se si considera la coincidenza per cui l’ultima replica al Nuovo Teatro Sancarluccio dello spettacolo Memento sia caduta proprio il 6 gennaio, viene da porsi una domanda: che anche questo concerto che guarda al ricordo abbia voluto accompagnare quelle feste che proprio oggi vanno via per ritornare l’anno a venire?

Ecco forse il perché del “memento”, cioè del ricordo: chiudere un ciclo ed aprirne un altro non scevro di ciò che esso è stato, “seminare” dei ricordi nella mente per far crescere su di essi un fiore nuovo, il fiore della vita che sempre, attraverso il passato e l’esperienza, sboccia e di continuo si rinnova.

Sebbene interpretazione tutta personale, forse in questo senso non è poi così lontana dall’intento dell’autore interpretare alcune parole delle note di Matteo Mauriello: «RICORDARE È FONDAMENTALE. Ricordare da dove veniamo, le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra cultura è alla base di tutto. È conoscenza, è emozione, è anima, è vita».

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