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Eroica Fenice

Molière e Paolo Rossi nella recita di Versailles

Molière e Paolo Rossi nella recita di Versailles

Fino al 15 gennaio è in scena presso il Teatro Bellini  di Napoli Molière: la recita di Versailles, novità di Paolo Rossi e Giampiero Solari su un canovaccio di Stefano Massini.

Con Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Mariaberta Blasko, Riccardo Zini,  Karoline Comarella e Paolo Grossi lo spettacolo con tutta la sua irriverenza sale sul palco e viene supportato dal vivo dalle musiche de I Virtuosi del Carso e le canzoni originali di Gianmaria Testa.

Paolo Rossi e la sua compagnia divengono immagine riflessa dall’epoca di Luigi XIV ai nostri giorni. Molière: la recita di Versailles è uno spettacolo d’improvvisazione concepito per rincorrere, ricostruire e, immaginandolo, infine rivivere – nel 2017 a Napoli sulle assi di un palcoscenico – il momento creativo del Drammaturgo mentre realizzava il suo L’improvvisazione di Versailles.

Paolo Rossi nei panni del Molière impegnato nella stesura di una nuova commedia da portare in scena in poche ore per cercare di accontentare i capricci del Re Sole

Lo spettatore viene accompagnato come in un viaggio nel tempo presso la Corte di Francia. Con sconnessioni temporali continue, dal 1663 ad oggi, Paolo Rossi mette in risalto la figura di Molière ed il suo rapporto con il potere, puntando il dito verso le questioni sulle quali la nostra Società s’interroga.

Con il pretesto di voler aiutare il Re che Molière ben conosce, un monarca che, circondatosi di cultura, ad essa si riferisce per poter governare, la Compagnia Teatrale si fa guidare dal Capocomico per definire le linee guida di uno spettacolo che deve riuscire a contenere le continue richieste che arrivano durante la costruzione della Commedia.

Il testo di Molière, praticamente inesistente, ha dato la possibilità a Paolo Rossi con la sua compagnia teatrale di poter spaziare con l’improvvisazione.

Il filo conduttore che rende possibile seguire la costruzione dell’opera per il Re lo ha in realtà tessuto il drammaturgo Stefano Massini, che ha tradotto per lo spettacolo Il Misantropo, Il Tartufo ed Il Malato Immaginario, componendo con queste basi il canovaccio sul quale si basa la compagnia.

Paolo Rossi, che non è nuovo nell’affrontare Molière, dichiara apertamente la sua passione per il celebre Autore Francese e per la personalità che questi dovette essere stato: è evidente quanto desidererebbe trovarsi faccia a faccia con il suo drammaturgo preferito e, con un utopico salto indietro nel tempo, far parte della sua compagnia, una famiglia allargata.

Seguire lo spettacolo richiede molta attenzione: chiari riferimenti sulla politica fanno esaltare il Paolo Rossi ben noto al pubblico.

Lo spettatore assiste ad una continua escalation di colpi di scena: particolarmente rilevante il momento dell’entrata in scena di Don Tartufo, con Paolo Rossi nei panni di un Pontefice dormiente ma “rivoluzionario” che, supportato dall’intera compagnia e dalle note dei Buena Vista Social Club, trasporta il pubblico nell’atto scenico portandolo a riflettere sulla nostra condizione di vita attuale.

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