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Eroica Fenice

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“Il mondo non mi deve nulla” di Francesco Zecca al Teatro Bellini

Il mondo non mi deve nulla è la commedia noir che intreccia morte e vita, in scena dal 2 al 7 Febbraio al Teatro Bellini, con Pamela Villoresi e Claudio Casadio, di Massimo Carlotto, per la regia di Francesco Zecca.

Lise e Adelmo  sono i protagonisti di questa storia introspettiva e tagliente. Lui è un ladruncolo sognatore che si trova a svaligiare gli appartamenti ricchi del centro, mentre nel cassetto conserva quei desideri che nessuno ascolta più. Lei è un’ex crupier tedesca che nel cassetto conserva una vita vissuta all’insegna della menzogna e delle grandi passioni. Eppure più di ogni cosa, sono due esistenze che si trovano ad un punto di stallo, per motivi opposti sono delusi dalla vita, si sentono abbandonati e avvertono il peso dei loro sogni gravare su loro stessi, come una sconfitta.
Una sera accade che si incontrano, per un motivo singolare, come singolare sarà la loro esperienza di condivisione. Una finestra lasciata aperta, probabilmente volutamente, permette ad Adelmo di entrare, col tentativo di mettere in atto l’ennesima rapina in quella casa buia e vuota, illuminata solo dalla luce di Lise che lo sta aspettando, perché dalla vita desidera essere derubata davvero.

A quel punto sono due fuochi che si incontrano, con i loro pensieri e con le loro esperienza di vita e di fallimenti. Adelmo è un sognatore che si vergogna di quella professione che pratica per necessità, perché in quel mondo non c’è posto per i sognatori come lui. Lise è una che ai sogni ha rinunciato da tempo, delusa da un amore e da una colpa del passato, desidera solo di farla finita e chiede ad Adelmo di aiutarla in questo gesto disperato. Le loro fragilità comuni gli permettono di instaurare un rapporto intenso e simbiotico, in cui le loro visoni opposte di vita si incontrano e poi si scontrano e si scambiano qualcosa.

“Il mondo non mi deve nulla” di Francesco Zecca: l’imprevedibilità della vita

Alla fine nessuno dei due sarà più uguale a come era all’inizio e, così mutati, i due prenderanno una decisione di vita definitiva, ancora una volta opposta, ma resa possibile solo da quell’incontro inaspettato. L’imprevedibilità della vita è un concetto universale. Il fatto che la vita sia fatta di incontri, spesso fugaci ma intensi al punto da stravolgere in un secondo quello che sentiamo, è una verità riconosciuta ed è il segreto di questo spettacolo che mette in scena due esistenze “normali” eppure uniche, nel loro essere stravaganti ed eccessive. Emblematiche come simboli di ciò che accomuna tutti gli uomini: l’essere delusi dal passato e spaventati dal futuro.

Non ci sono istruzioni che ci indichino la reazione giusta da mostrare di fronte al senso di sgomento, ma questo spettacolo riesce ad instaurare una sensazione di collettività, di umanità comune, mostrando come  ci possiamo riconoscere uomini, uguali, perché mossi da sensazioni profonde e come la vita contenga in sé già le risposte e ci mandi degli indizi, degli incontri, un discorso, uno sguardo che può cambiare tutte le carte del gioco.

C’è una forte intensità nell’interpretazione di Pamela Villoresi e Claudio Casadio ne Il mondo non mi deve nulla, una profonda convinzione di essere al posto giusto e una motivazione nel voler dire esattamente ciò che si sta dicendo. I due si fondono sul palcoscenico in una chimica che si muove come un filo, che si intreccia nei suoi grovigli, li lega al pubblico e poi li lascia andare, ciascuno per la sua strada ma con il ricordo sempre vivo di quello scambio di intenzioni. Sospesi su quel filo, le loro due esistenze non sono in equilibrio, perché la vita corre veloce e rischia di farli cadere.  Ma è tutta vita quella che scorre su questo palcoscenico: Lisa e Adelmo sono due archetipi dell’esistenza che forse il tempo  ha messo da parte. Nonostante ciò attendono la loro risposta, quella che li cambierà per sempre.

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