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Eroica Fenice

P_ossessione Otello, Galleria Toledo

Le luci dei riflettori illuminano la scena. Iago prende la parola e comincia a tessere nella tela della rabbia il suo malvagio piano. Tutti gli altri, seduti, sembrano sfocati alle sue spalle. Tutti gli altri, seduti, non possono che arrendersi alla potenza del male.

Si presenta così al pubblico P_Ossessione Otello in scena fino a domenica 29 novembre al Teatro Galleria Toledo. In una scenografia costruita più sulle parole e le espressioni degli attori che sugli oggetti, gli immortali personaggi shakespeariani tornano a prendere vita. Sfondo delle vicende è la Venezia capitalista e avida di affermazione di fine 1500. In essa, crocevia di culture, speranze e aspirazioni, si plasmano a specchio personalità non lontane dai crismi dell’attuale crisi di pensiero. C’è Desdemona, donna lungimirante e ambiziosa, nella quale si affaccia prepotente uno spiraglio di modernità. Il rifiuto delle imposizioni paterne e il suo amore per Otello ne sono la conferma. Esso non è mera trasgressione ma affermazione di sé e del sentimento in quanto inalienabile diritto alla vita. Otello, invece, è paradigma di istinti e passioni primordiali che, se non controllate, possono annebbiare la ragione. È la prima vittima ma, al contempo, primo assassino. È il protagonista della tragedia ma la sua figura non è abbastanza forte da esserne il fulcro. Non abbastanza carismatica da colmare il cono d’ombra creato dal suo malvagio alfiere.

P_Ossessione Otello, storia di… Iago!

E poi c’è lui. C’è, appunto, Iago. Iago è l’archetipo della banalità del male. Il suo voto alla cinica insensibilità non ha spiegazioni razionali, non è giustificabile se non contestualizzato in una degenerata perversione. Abile maestro burattinaio, il generale con la sua capacità di persuasione annulla Otello che è alla sua completa mercé, diventa quasi una sua possessione. E il bacio sulle labbra, momento catartico, perfettamente reso nello spettacolo, che l’alfiere dà al Moro, ne consacra lo status di Giuda. Otello non è il solo a salire sul Golgota, ci sono Roderigo ed Emilia a fargli compagnia. I due consolano la loro pochezza, la loro frustrazione, mettendosi al servizio inconsapevole del male. Ma sebbene la sorte che attende i due sia la stessa, Emilia rivela, nei due dialoghi con la padrona, una forma mentis e una filosofia di vita che ne affrancano la posizione. Questa la rende, insieme a Desdemona, una donna moderna schiava delle convenzioni dei suoi tempi. E la loro morte è quasi un femminicidio ante litteram.  

La pièce, al di là della perfezione del canovaccio shakespeariano, brilla di luce propria, grazie alla notevole empatia scenica degli attori sul palco. Ma non solo. Dai costumi al disegno luci, tutto partecipa alla costruzione di uno spettacolo che sprigiona in ogni sua scena la potenza espressiva di questo dramma immortale.

“P_Ossessione, Otello”

da William Shakespeare
drammaturgia e regia: Laura Angiulli
con: Giovanni Battaglia Michele Danubio Alessandra D’Elia Stefano Jotti Antonio Marfella Manuela Mosè
scene e costumi: Rosario Squillace
disegno luci: Cesare Accetta

Orario spettacoli
feriali ore 20.30 / domenica ore 18

Indirizzo
Galleria Toledo
Teatro stabile d’innovazione
Via Concezione a Montecalvario, 34
80134 Napoli

Contatti
t.+39 081425037
t.+39 081425824
galleria.toledo@iol.it
segreteria.galleriatoledo@gmail.com
facebook.com/GalleriaToledo

Jundra Elce

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