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Eroica Fenice

peperoni difficili

Peperoni difficili al Piccolo Bellini

Verità e ipocrisie si intrecciano in Peperoni difficili, suggestivo titolo della commedia in scena al Piccolo Bellini dal 10 al 15 Gennaio, scritta e diretta da Rosario Lisma, con Rosario Lisma, Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi, Andrea Narsi.

Peperoni difficili riflette sull’importanza della verità (ma cos’è la verità?), sulla necessità di chiamare le cose con il proprio nome e sui piccoli gesti di “ipocrisia buona” che ognuno di noi compie ogni giorno. Tutto ciò avviene quando diciamo una bugia a fin di bene, quando rinunciamo a dire la verità perché sappiamo che quella potrebbe ferire chi ci ascolta. Situazioni ordinarie che ci accomunano ai personaggi di questa commedia, che vivono tutti praticando delle piccole ipocrisie. Finché non arriverà un personaggio che stravolgerà ogni loro abitudine.

 
Siamo in un piccolo paesello di provincia dove non accade mai nulla di interessante. Un paesino dove una serie di situazioni normali si rivelano essere artefatte e solo apparenti. Quattro case, la parrocchia, il campo di calcio dove si allenano i bambini che sperano di scappare presto da lì. Padre Giovanni conduce nella sua casa parrocchiale una vita tranquilla, animata solo dalle visite del suo amico fidato Filippo, che si è separato da una moglie ma vive ancora nel suo ricordo ossessivo, e il fratello Pietro, spastico, ma grande uomo di lettere e di cultura. In questa serie di relazioni nessuno dice la verità all’altro. Nessuno dice a Giovanni che la sua vita votata a Dio si traduce in una somma di formule vuote e che, invece, sarebbe opportuno che vivesse la sua spiritualità in modo attivo. Nessuno dice a Filippo che la moglie ha un altro uomo. Nessuno dice a Pietro che è malato, anche a costo di fargli compiere atti maldestri e pericolosi, tutti negano l’esistenza del suo evidente difetto, facendogli credere che i segni della sua malattia non siano assolutamente evidenti, quasi come se la sua malattia non esistesse.
Tutto cambia quando sulla scena appare Maria, sorella di Giovanni, che di ritorno da una missione in Africa si é convinta dell’importanza di dire la verità, per far sì che le cose dolorose facciano meno male, per dare un nome alla sofferenza.

“Non esistono le parole, esistono solo la verità. Forse la più grande paura deriva proprio dallo scandalo, di non riuscire a dare il giusto nome alle cose.”

Così vengono fuori una serie di equivoci, di incomprensioni, generati da cose non dette. Rancori nascosti nei cassetti dell’anima, paure mai sopite, amori mancati, ambizioni perdute.
Sarà proprio la verità che metterà ciascuno dei personaggi a confronto con la propria parte più intima, nascosta, forse quella più vera. Quella che si aveva paura di rivelare ma che genera tormento e angoscia.

 

Peperoni difficili: la verità che sfida la paura

E in questo scenario del sentimento esasperato, si arriva a riflettere sul bene e il male, sulla presenza di Dio che tollera che nella vita di ognuno accadano cose terribili. “E allora se il male esiste, perchè si ha paura solo a nominarlo? È Dio che ha creato la malattia di Giovanni? Perchè Dio sceglie ci debba essere più fortunato e chi no? Anche Dio ci nasconde i dolori per non farci soffrire?” Sono riflessioni teologiche complesse, che accompagnano una commedia fluida tutta improntata sul riso e sull’arguzia.
E in ultimo: la verità ci rende davvero liberi o ci mette semplicemente in relazione con i nostri fantasmi? Siamo sicuri che questa nuova dimensione di sincerità coraggiosa ci faccia stare meglio? 
Occultare la verità richiede al nostro spirito di mantenere un certo equilibrio, ma appena ci scopriamo distratti, essa viene fuoriE una volta che si è squarciato il velo dell’apparenza, nessun personaggio sarà più lo stesso e non si potrà più tornare indietro.

Peperoni difficili è una commedia  ambiziosa che, in stile pirandelliano, con humour, arguzia e battute incalzanti, ti porta a riflettere su questioni attualissime, ti fa comprendere che i problemi esistenziali di cui ci lamentiamo non sono poi così distanti dal nostro piccolo e rassicurante nido quotidiano.

“C’è una dimensione dello spirito che è fatta di sangue, di dolore, di pianto. Ci sono lacrime che non possono essere asciugate. Noi siamo chiamati per questo. Ma allo stesso tempo ci sono intorno a noi tanti altri segni di bellezza.”

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