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Eroica Fenice

sei personaggi in cerca d'autore

Sei personaggi in cerca d’autore al Mercadante

Quest’anno il teatro Mercadante di Napoli ospita, dal 25 ottobre al 12 novembre e con la regia di Luca De Fusco, uno dei testi teatrali chiave del Novecento: Sei personaggi in cerca d’autore, di Luigi Pirandello, autore emblematico di un secolo tra incertezze e repentini cambiamenti, in cui tutto è in discussione.
L’opera, realizzata negli anni ’20, non incontrò il favore del pubblico, per il suo carattere decisamente innovativo, che rompe gli schemi classici della rappresentazione teatrale e porta sulla scena con tutta la sua forza il metateatro, disintegrando lo spazio teatrale, senza più confini col reale.

Sei personaggi in cerca d’autore, tra finzione e realtà

La scena si apre su di un palcoscenico in allestimento, dove una compagnia di attori si accinge a provare un’opera di Pirandello stesso, Il giuoco delle parti, ignara del reale giuoco delle parti che sta per svolgersi di lì a poco sotto gli increduli occhi degli attori e del Capocomico (Paolo Serra).
D’un tratto irrompono sulla scena sei personaggi, che affermano di essere in cerca d’autore, in cerca di qualcuno che possa permetter loro di portare sulla scena il loro dramma familiare.
 Portatori di una realtà più vera ed immutabile della vita stessa, i personaggi sono distinti dagli uomini anche nel colore.
Come fotografie d’epoca, in bianco e nero, i Sei personaggi in cerca d’autore si stagliano sullo sfondo portando alla luce un fardello che, di fatto, è reale ed immutabile come una fotografia: né il tempo la scalfisce o la muta, né è possibile replicarla fedelmente, così come sarà impossibile alla compagnia di attori replicare il dramma dei Sei personaggi senza tradirne l’essenza, per come questi la sentono, senza tramutarlo in qualcos’altro, qualcosa che i Sei personaggi sentono come lontano, estraneo ed artificioso.
Il loro dramma è quello di un Padre (Eros Pagni) che, decisosi ad abbandonare sua moglie (Federica Granata) per permetterle di sposare un altro uomo, a suo giudizio più adatto a lei, la allontana finanche da suo figlio (Gianluca Musiu) e ne perde le tracce, ritrovandole soltanto quando questa, vedova e con tre figli, bussa alla sua porta per cercare aiuto, ignara del fatto che la Figlia Maggiore (Gaia Aprea) si era già venduta a quell’uomo, senza sapere chi fosse, per sostenere la madre ed i fratelli minori (Silvia Biancalana e Maria Chiara Cossia) in grosse difficoltà economiche.
Lo stesso uomo che, seppur avendo ripudiato sua moglie, continuò per lungo tempo ad osservarne la vita da lontano e i figli crescerne, fino al di lei trasferimento, spiando perfino la più grande delle figlie di sua moglie all’uscita dalla scuola, bambina dalle lunghe trecce che è oggi donna e che reca dentro di sé la traccia della vergogna.
Quella portata sulla scena dai Sei personaggi in cerca d’autore è una storia di dolore e miseria irriducibile nella rappresentazione scenica degli attori, perché più vera del teatro, più vera degli uomini stessi, che non riescono a portarla in scena fedelmente e tale e quale i Personaggi la sentono perché imprigionati nella mutezza del loro essere uomini, nei loro atti sempre diversi ogni volta, mentre il dramma dei Personaggi non può che ripetersi immutabilmente e irrimediabilmente tale e quale esso è, perché questa è la loro natura.