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Eroica Fenice

PERT di Prima Quinta: va in scena la vita di Sandro Pertini partigiano

“PERT” di Prima Quinta: va in scena la vita di Sandro Pertini partigiano

Dal 22 al 25 febbraio andrà in scena, presso il Teatro Elicantropo, PERT. Vita e miracoli del partigiano Sandro Pertini, scritto da Giuseppe e Aldo Rapè e interpretato e diretto da quest’ultimo. La compagnia siciliana Prima Quinta, di cui i due fanno parte, è da sempre impegnata in spettacoli di impegno civile e sociale e ci regala un intensissimo monologo sulla vita da partigiano dell’illustre ex presidente della repubblica italiana. 

Lo stesso Rapè ha affermato: “E’ uno spettacolo che, oltre a raccontare la straordinaria vita del partigiano Sandro Pertini, ci parla di esempio, libertà, resistenza. Pone l’attenzione sull’importanza della coscienza personale in un mondo dove ci siamo dimenticati che è la coscienza a indicarci la strada e le scelte“.

PERT: Sandruccio Pertini e il suo impegno civile secondo Prima Quinta

Siamo nella prima metà del Novecento, periodo caldissimo della storia italiana: Mussolini comincia ad esercitare in maniera graduale velleità di potere, prima con la cosiddetta marcia su Roma del 1922, poi con la promozione delle leggi fascistissime del 1926, infine attraverso la simpatia con la Germania nazista di Hitler, sancita dall’asse Roma-Berlino. Il clima in Italia è sempre più teso, chiunque osi esprimersi contro il regime viene emarginato, schiacciato come una formica affinché la voce pericolosissima dell’opposizione sia annientata in quanto minaccia per l’ordine precostituito.

Proprio in questi anni duri e terribili comincia la militanza, tra le file dei sovversivi, di Sandruccio Pertini, come viene più volte chiamato nel monologo. Costretto ad emigrare giovanissimo a Nizza e a impiegarsi in lavori umili come l’operaio o il tintore di legni, finirà con il diventare un punto cardinale della resistenza al fascismo, diventando per questo una stella brillante nel firmamento delle personalità politiche più grandi della nostra storia.

Il racconto intensissimo di Aldo Rapè della compagnia Prima Quinta dona brio a una figura coraggiosa che non si arrende di fronte agli ostacoli politici che si frappongono tra lui e l’ideale che ha in mente. Proprio per questo l’attore, con intensità commovente, ci prende per mano e ci accompagna nelle tappe fondamentali della vita di Sandruccio, insieme alle marionette di cartapesta Musso e Sogno, con le quali colloquia continuamente, come se fossero persone reali. Inoltre, la scena è semplicissima, nuda, decorata con pochi oggetti che apparentemente sembrano non avere un senso logico, ma che invece assumono significati simbolici man mano che la matassa del racconto si dipana. Tra questi è impossibile non notare la gran quantità di libri disposti in pile disordinate: un inno alla cultura, alla libertà di pensiero che solo i libri possono regalarci. Questi solo, infatti, riescono a darci la forza di rompere gli schemi, proprio come ha fatto Pert.

Sebbene sulla scena ci sia solo Rapè a monologare, la piece scorre piacevole e non affanna lo spettatore ma, al contrario, cattura totalmente. Del resto come rimanere indifferenti di fronte alla tenacia del personaggio? Per questo Rapè è incredibilmente abile nel trasmettere la positività e la voglia di ribaltare il mondo di Sandro Pertini, lo rende vicinissimo a noi e ci dà la forza di credere che sia possibile riprodurre il suo esempio nel nostro quotidiano.

Andare a vedere PERT. Vita e miracoli del partigiano Sandro Pertini non solo aiuta a passare un’ora in maniera intelligente e incredibilmente costruttiva, ma potrebbe essere una grandissima ispirazione per chi oggi ha perso qualsiasi fiducia negli alti ideali di libertà, democrazia, uguaglianza, patriottismo. In un periodo delicato come quello attuale ricordare la figura di Pertini può solamente giovare, nella speranza che altri vengano ad occupare il posto d’onore che ha lasciato vuoto da troppo tempo.

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