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Eroica Fenice

Quegli angeli tristi alla Sala Assoli

Continua il viaggio nella “stagione di festa”.
“Quegli angeli tristi” di Salvatore Cantalupo è il nuovo spettacolo messo in scena alla Sala Assoli, il 29, 30, 31 ottobre alle 20.30 e il 1 novembre alle 18.
Il lavoro di Salvatore Cantalupo è improntato a dare spazio alla vita di un uomo poeta e profeta, Andrej Tarkovskij, e ai suoi diari.
Raccolti col titolo di Martirologio (1970-1986), sono accostati ad essi i versi di Arsenij Tarkovskij (padre di Andrej), di James Joyce e Gustav Meyrink per affinità elettive.
Considerato “l’ultimo grande artista della tradizione russa”, Andrej ha rivoluzionato il cinema mondiale, affrontando nelle sue pellicole tematiche religiose, sociali e filosofiche.
I Diari ci parlano del suo percorso d’artista, della sua ricerca di libertà e del suo desiderio di resistere alla mercificazione della propria arte di fronte alle ristrettezze economiche.

Quegli angeli tristi, il percorso di un uomo

Per cogliere al meglio le sfumature di ciò che Salvatore Cantalupo porta in scena, bisogna fare un passo indietro.
Parlare di Andrej e della sua storia, delle sue problematiche nel quotidiano vivere e del travaglio generato dalle sue scelte.
C’è assoluta necessità di cogliere l’atmosfera politica e sociale degli anni in cui Andrej cominciava a farsi conoscere e a raccogliere consensi e apprezzamenti nel mondo del cinema e dell’arte.
Siamo oltre la metà del Novecento, l’URSS e l’U.S.A si stanno scontrando in quella definita “guerra fredda” e Andrej e le sue opere cominciano ad entrare in contrasto con la politica del paese.
Questo rapporto di dissenso raggiungerà il suo apice nel 1982, quando durante un soggiorno in Italia deciderà di non far mai più ritorno in patria e comincerà una vita da esule.
Tutte le difficoltà, le fatiche, il senso di deprivazione e di abbandono che Andrej ha impresso nei suoi diari, è degnamente illustrato e recitato da Salvatore Cantalupo in “Quegli angeli tristi”.
C’è il desiderio dell’artista di mostrare la propria arte per quel che è, senza scendere a patti col reale e con le sofisticherie necessarie per andare d’accordo con certe autorità.
La ferrea volontà di non scegliere con cautela i propri pensieri e le proprie affermazioni, esprimerle appieno accettando i rischi delle proprie opinioni.
C’è Andrej sul palco con Cantalupo, mostrato attraverso le immagini dei suoi lavori e raccontato attraverso le sue parole.
Un uomo, Andrej, capace di vivere due vite contemporaneamente: quella dell’artista affermato e amato dall’Europa intera, e quella dell’uomo solo, isolato e privato delle proprie radici.

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