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Eroica Fenice

Chiromantica ode telefonica agli abbandonati amori

Chiromantica ode telefonica agli abbandonati amori, echi di solitudine al Piccolo Bellini

Una gabbia. Due uomini si spalmano la schiuma da barba in modo compulsivo. I loro sguardi sono truci, disillusi, spenti. Si apre così “Chiromantica ode telefonica agli abbandonati amori“, spettacolo andato in scena al teatro Piccolo Bellini di Napoli ieri 8 novembre. L’opera è un fragoroso e coinvolgente susseguirsi di echi spezzati, di represse e rauche urla, che hanno come comun denominatore l’amore e le conseguenze devastanti che esso ha sull’animo umano.

L’impianto drammaturgico è costruito sulla concatenazione e alternanza dei testi degli autori napoletani più celebri del 900’. Roberto Solofria e Sergio Del Prete, ideatori e impeccabili interpreti della piecé, hanno, infatti, intrecciato con disinvoltura e carisma Ragazze sole con qualche esperienzaSchiume (in Partitura) – Occhi gettati di Enzo Moscato, Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi, Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello e Streghe da Marciapiede di Francesco Silvestri.

Una sinfonia stridente di malinconie, umori e pensieri squilibrati di reietti, ha trovato nelle voci e nella fisicità del duo un baricentro perfetto, il che ha permesso allo spettacolo di avere un eccellente ritmo narrativo. Pochi sono gli oggetti di scena – una gabbia, una striscia a led, uno stereo e due vesti – utilizzati, più che altro, per diversificare le situazioni proposte. Situazioni che vanno a comporre gradualmente quello che sarà un desolante quanto disilluso mosaico finale.

Chiromantica ode telefonica agli abbandonati amori, Napoli come bordello

A far sfondo alla vicende è la Napoli degli anni 80’, che è descritta come uno squallido bordello in cui il confine tra amore, sesso e prostituzione, è assai labile. Un forte senso di precarietà mista ad inettitudine avvolge, soffoca tutti. Dai travestiti Grand Hotel e Bolero Film, che cercano nei fondi del bicchiere un carcerato che le possa sistemare, a Rosalinda Sprint e Jennifer, le quali aspettano invano un cenno dai loro amanti lontani, nessuno riesce a trovare un vero appagamento e si riducono ad aspettare così un “Godot” che mai arriverà.

“Chiromantica ode telefonica agli abbandonati amori” è uno spettacolo struggente, un piccolo orgasmo teatrale che ha saputo valorizzare gli splendidi passi selezionati e trasformarli in un unico affascinante percorso in grado di coinvolgere, emozionare e stupire.

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Chiromantica ode telefonica agli abbandonati amori

da Enzo Moscato, Giuseppe Patroni Griffi, Annibale Ruccello, Francesco Silvestri
diretto e interpretato da Roberto Solofria e Sergio Del Prete
assistenti alla regia Ilaria Delli Paoli e Antimo Casertano
musiche originali Paky Di Maio
costumi Alina Lombardi
elementi scenografici Francesco Petriccione
foto di scena Marco Ghidelli
organizzazione Napoleone Zavatto